martedì 17 febbraio 2026

il passato

 

alla siepe di confine
o sui cocci di vetro
lungo il muro di cinta
quest’ultima pagina di tramonto
sfoglia lenta una mano di vento
ma ripidi nelle ossa 
certi brividi in risalita
 
vele gonfie
quelle braccia nodose di quercia
danno voce al tempo
 
e nel cielo di rosso
la sera arriva piano
sulla strada ai lampioni
per un altro giorno fuori scena
 
in giardino
fila di formiche in divisa
sono terminate
come la spola d'una cicala
dal freddo offesa
 
d’umida nebbia filarina vestito
un sogno acrobata
scivola dal comignolo sui coppi
e se ne va bianca matassa
fumata in pace sui tetti
in faccia alla luna
così stretta ai vicoli in gola
 
è tardi
rimetto un ferro al portone
che cala dritto alla schiena
e fa male di solitudine
 
mentre sul cuscino
ti volti stanco
a guardare il passato
che dorme senza più voglia
a fianco
 
 

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