Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
mercoledì 16 settembre 2026
martedì 15 settembre 2026
tu mi sei dentro
il motore
acceso
fumo sotto le
stelle
fermo sulla
strada
e c’è questa
notte
tutta da
percorrere davanti ai tuoi fari
da amare così
nuda sull’asfalto
tu mi sei
dentro
nell’anima
accesa
accosto ai
tuoi seni
scopro le tue
forme al volante
inseguo le
voglie
sorpasso i
limiti della follia per te
e per amore
affondo questa vita
dentro le tue
curve
ti raggiungo
ancora sull’alba
quando le
distanze si spogliano
al primo
chiarore
e tu
appartieni donna mia
a quest'uomo
come l’aurora
al suo cielo
cancellando
altre nebbie
e quei
tormenti
metti colori
al mio orizzonte
innalzi
membra all’estasi
di bagliori
che esprimono
l’inizio
e la mia vita
ora comincia con te
lunedì 14 settembre 2026
il nostro autunno
la strada bagnata
che girava intorno casa
un giardino di foglie
e tante voglie di scappare via
cadute ai tuoi piedi
non ti lascerò mai
il giuramento
e il cielo plumbeo
quella piccola casa
aveva i sogni
ancora a fumare
sul tetto
amore di una sola stagione
volata via al vento
e sul tappeto di giallo
ho rincorso l’illusione
poi anni da solo a disegnare
qui tra le carte
il nostro autunno
e da ultimo son partito anch’io
sepolto il cane
la croce sopra
senza dio
domenica 13 settembre 2026
libero
s’alza quell’aquilone
in fuga dal seminato
dico falsa ragione
basta con i discorsi
di politica religione
ormai lo stato delle cose
per un vecchio è la panchina
parlano solo gli occhi
e nei rumori le voci
di cortile
aspettando l’aria della sera
non farà più ombra
ce ne andiamo
in perfetta solitudine
sull’argine del tramonto
il silenzio d’inutili parole
che non vuoi ascoltare
ma salgono mute
da compagni che partono
come un aquilone
che guardi lassù
sparire nell’azzurro
e il bambino dentro
a piangere
ma sono libero
i pionieri
ad affondare nella secchia
di cortile
barche di carta
era già un divertimento
ma nei vicoli
quante risate ed urla
a stringere le curve
sfiorando spigoli
a bordo di bolidi in legno
catorci a pedali
che perdevano raggi
pezzi dietro
di vasi pure
centrati in fila
noi eravamo i pionieri
della nautica
o della formula uno
adesso mi trascino
con la sciatica
non mi cerca più nessuno
un tempo però hai chiesto
persino l'autografo
brutta strega del malocchio
che mi fissavi all'angolo
e quella sbandata
ho pagato cara
firmando la resa
sull'altare
sabato 12 settembre 2026
i disegni
andavamo lenti a fare
due passi in piazza
e
seduti sotto le logge
al caffè
i disegni
poi perduti
io e te
nelle pagine senza storia
quanto amavo
affondare giù nei vicoli
bastimento senza rotta
ma tanti ricordi
nella stiva
uno sguardo alla tua finestra
chiusa
il sospiro nei bronchi
per quante rincorse nel tempo
se vincevi sempre tu
oggi che manca un sorriso
ti amo di più
e cerco ancora quel viso
quando all’angolo sei sparita
e al tramonto d’un’epoca
mi segno senza sapere
al rintocco sul vespro
forse un dio che scappa
un padre sulla soglia
insomma di sicuro
una voglia
di stringere la tua mano
e un abbraccio forte
forte partendo
è morto questo paese
solo campane e chiese
manco un cane
appresso
a volte mi sembra d’ascoltare
la nenia che cantavi
per far dormire
un bambino
e tra le coltri di nebbia
una pace che non ti dico
forse è ora di stendere le ossa
buon Renato poeta
andato avanti
stammi a fianco
ti prego
ho paura della notte
* ( a Renato Fedi compagno di scrittura e poesia, per sempre...)
venerdì 11 settembre 2026
i discorsi di sempre
dalla campagna arrivando
l'aria fresca della sera
zinale unto di giornata
canestra di nuvole in testa
più cerco nell'ombra
mirando sui campi lontano
nei sentieri del cuore
coperti di rovi
oltre non posso arrivare
quando sulla piana
un mare bianco
salta dai fossi
ad insistere il gracidare
è un mondo che sparisce
con carri e vacche
stalle e letame
in fondo alla nebbia
nascosto il contadino
mentre ascolto di sotto
sulla via altri discorsi
quelli di sempre
se dal silenzio
scoppia la rabbia
si monta la gente
tornando al padrone
giovedì 10 settembre 2026
ladro di notte
ruba versi
il poeta ai
balconi
di donne in
fiore
spettinando
petali in rima
come
strappando stelle
al manto di
luna
così ladro di
notte
miro alle tue
labbra
quando
possiedono
brillanti di
sorriso
mercoledì 9 settembre 2026
testimone l'autunno
oggi scrivo
sulle righe di semina
testimone l’autunno
in coda ultimi stormi
con il desiderio
alla finestra
di spiccare un volo
sul tramonto
ai lembi d’azzurro
corruga il tempo
nere nuvole
umori di pioggia stasera
mentre curva dopo curva
aspetto la vecchia corriera
ma non verrai
se già scende ombra
scura
dalle cole lungo il tubo
con il tramestio
della vigilia
quando scarica sul palco
lontano il fulmine
e mette addosso fremente
un brivido
accosto le persiane
torno al camino
girando castagne
alla salute un buon vino
notte verrà per strada
ad occupare la scena
e le comparse in fila
stanno alle mura
come disegni ai fanali
di nulla
gioca sul tavolo
questa solitudine
di mano a carte
finite le migliori
ma quale asso nella manica
nasconde il vecchio
forse è meglio andare a letto
calando il catenaccio
martedì 8 settembre 2026
tante parole
vado sulle
spiagge vuote
dove galoppa
questo vento di mare
assieme al
tormento di te
di noi
non mi lascia
mai
è come
rivoltare sulla sabbia
parole e
conchiglie
mai aperte
le stringi in
mano
ma sanno di
vuoto
nell’eco del
tempo
che hanno
dentro
è voce della
mia gente
che la sera
sui canali
torna al
porto
tra reti
seduta
e di barche
in attesa
da dire non
ha più nulla
solo parla in
silenzio
guardandoti
da rughe
e mani
segnate
la fatica ha
piegato la schiena
non lo
sguardo
quando ti
fissa senza paura
e di tante
parole
non ha
bisogno
quando poi a
letto
stanotte ti
si spoglierà accanto
una vita così
dura
Iscriviti a:
Post (Atom)
tinta rosa
tirando stanotte un’altra cicca al balcone ho fatto le ore piccole di mira alla luna lei mi guarda splendida con la collana di stelle e ...
-
ora porgo la mano stringendo un vecchio compagno rimasto indietro sulle passeggiate d'un paese di mare a me tanto caro dove ho cura...
-
vorrei portarvi con me indietro nel tempo in quel cortile a giocare stagioni più belle un invito di brughiera al mattino o sulle spiagg...
-
e mentre ti bacio alla foto sotto la neve improvviso un turbine di coriandoli ad avvolgere immagini di ieri trema un fiore al gelo comp...