Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
giovedì 1 ottobre 2026
mercoledì 30 settembre 2026
al ritmo dei grilli
la lunga notte
che ai battenti sottocasa
sfodera i treni
ma no
interminabili convogli
senza capo né coda
sui binari
anzi
vecchie corriere
tutte quelle d’una vita
per tornare a casa
invento sulla strada
vuota
i rumori che confondono
nei silenzi che ubriacano
non resisto
e vado appresso alle ombre
in fila indiana
piedi neri
i tormenti
non la smettono
da buoni crumiri
e nel cielo senza luna
basta una lampada
spenta a far rima
e questi appunti
di viaggio
fino alla stazione
in fondo
reggono le attese
poi la riunione
in panchina
a fumare
io e te
mentre mi spieghi
cosa c’è
da fare domani
e dormo
all’elenco
delle spese
dammi un bacio
almeno di consolazione
la carezza
del condannato
alla solitudine
quando appoggio la testa
sul legno
e grilli in concerto
tengono il ritmo
la luna notte
passerà
sfregando le zampe
noi le ali
se non sanno più
volare
martedì 29 settembre 2026
finire a settembre
ora che nei grappoli
sarà maturo il nettare
e gli acini dei versi
puoi snocciolare attento
separando la polpa dai raspi
come nei tini al fermento
già la musa borbotta
finire a settembre è così bello
per essere seminati nei solchi
e quanti filari laggiù spogliano
l’impressione anche noi
d'essere colti
sotto a chi tocca d’autunno migrare
e sul davanzale d'una lenta
sera
all'ultimo volo siamo sospesi
finire a settembre
quando nelle vigne del signore
staccano anime
accompagnando il vento
uno scialle di nebbia
e tu baveri alzati
un brivido a nascondere
allora vieni qui
accendiamo il fuoco
castagne e un buon bicchiere
al camino mirando
quanto tempo in fumo
ricordi in cenere
Strangers In The Night
poeta e sognatore d'una notte, ma le mie donne dove saranno...sono solo, e loro così poche da non trovarsi più, quelle d'un tempo romantico...
me ne andrò sul viale d’autunno
inseguendo sogni
caduti come foglie
e sotto la luna
piegando il capo
proverò a sognare
la mia donna
sono già un gabbiano stanco
di volare
e sul mare d’argento
poserò le piume
rimani
ti prego
fai palpitare
le acque
nel plenilunio
d’amore
fino all’alba
quando rimarrà di noi
un riflesso
ai balconi
e continueranno
i voli
sarò lì
felice d’aprire le ali
noi due
per sempre
innamorati
lunedì 28 settembre 2026
Puer Longaevus : una sola stagione
Puer Longaevus : una sola stagione: nudo sulla piazza vuota il nostro sogno d'estate e dalla torre il colpo di grazia a rubare l'istante preciso il brivido alla sch...
sulfamidici e baci
tutti i giorni
e le notti
che non ti dico
quante volte
ho urlato muto
aspettando sottocasa
e la vita va avanti
mi manchi
così tra bottiglie rotte
chimere in frantumi
di chiacchiere inutili
ho fatto tardi in osteria
rimangono sul marciapiede
a pezzi le ombre
d’un passato
ma è il domani che ti fotte
appena girato l’angolo
tele di muffa
giochi di salnitro
alle mura un fritto misto
dai ponti mirando una città vuota
a quest’ora anche il cane
finito di pisciare
mi guarda fisso
come a dire
ho fame
ci rimane sotto le stelle
l’attesa fino all’osso
ancora sigarette
pure tosse
un peso in gola
lo so
cambia il tempo
fa freddo
quando volevo
per la febbre
sulfamidici e baci
tira il guinzaglio
adesso una bestia
di solitudine
no
non li sentiamo
i rimorsi
pronte le valigie
riverso tra i cartoni
il vecchio poeta
s’è bagnato
i pantaloni
dai con la rima
anche rotti
i coioni
domenica 27 settembre 2026
una sola stagione
nudo
sulla piazza vuota
il nostro sogno d'estate
e dalla torre
il colpo di grazia
a rubare l'istante
preciso il brivido
alla schiena
riaccompagnando
l'ombra tua a casa
una sola stagione
amanti
e sul viale
dove sono ingiallite
tante ragioni
ho paura a calpestare
l'unica
di vivere insieme
sabato 26 settembre 2026
le poste di settembre
andrà via l’estate
sopra carrozze d’afa
già comincia di foglie
ad intercalare il poeta
rime con scialli
e così rimangono vuote
le poste di settembre
andiamo allora sottobraccio
a mirare quante illusioni
ingiallite di ragione
oltre il fumo
di roventi passioni
ecco l’autunno
con il suo inceder lento alle chiome
come sui monti canute le cime
appoggiati al mio affanno
resisti ancora un poco
non voglio rimaner da solo
alle porte d’inverno
quando sul piazzale fuori le mura
scendendo all’antico lavatoio
come impressiona dal convento
quel suono del vespro
a cadere l’ultimo bagliore
ora
lungo la pietraia farà presto
il buio a tirar su la coperta
in sordina
lascio un saluto da Armindo
alla pompa di benzina
dopo la strada è incerta
se alla prossima curva
trovo il cancello
d’ultima dimora
venerdì 25 settembre 2026
se chiudi gli occhi
se chiudi gli occhi
puoi ascoltarla ancora
in fondo a lezioni di storia
sui banchi in cortile
reggendo mani perdute
pagine bianche di memoria
noi iscritti alle lettere
che cadono ingiallite
fuori corso anche quell’amore
e sciamando dalla scuola
troverai un vecchio barbone
eschimo e manifesto
che t'aspetta da ieri in panchina
intanto che nebbia sale
come null’altro da raccontare
solo baci senza rumore
giovedì 24 settembre 2026
immagine di donna
un sogno
sui tetti
arrivando l’alba
al colmo dei coppi
come in cattedra
i tuoi riflessi
sciogliendo
quei riccioli d’oro
allo specchio
immagine di donna
ai capricci
che non conosco
ma fanno male
oggi di solitudine
a letto
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tempo di nostalgia
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