Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
domenica 30 agosto 2026
sabato 29 agosto 2026
concerto per te
le note
della nostra canzone
inseguo alla tastiera
e tutte le notti di luna piena
son qui che scrivo
sul foglio in bianco
allo schermo fisso
cerco allora al vecchio grammofono
di rimettere il disco
ma ad accompagnare
la musica in sottofondo
era la tua voce
quella compagnia di grazia
e una carezza
quando finiva in camera
l’orchestra
innamorato della vita
che profumava
di bellezza
perché la mia donna
ispirava
sullo spartito di campi
alle corolle giovani
allo stelo d’incanto
come la casa
ai fiati
agli archi
andava in coro
e mi bastava
se interroga il silenzio
fin da piedi alle scale
unica composizione
le foto di polvere
con quel sorriso
oggi nel vuoto
a far male
venerdì 28 agosto 2026
fuoriscena
ragazze in fiore
distese sull’erba
miro ai giardini
per un sorso di sole
fumando un pomeriggio
in panchina
a scorrere sulla pelle il
tepore
oggi che più
non regge memoria
il bastone a
fianco
questa vita
mena forte
con i figli
lontani
una a letto
più distante
e scappa il cane al
guinzaglio
il pallone tra le grida
vecchi alle bocce che
accostano
senza mira
pure le sigarette sono finite
ecco sul
palco
un turno
d'ombre
la sera
come sul
marciapiede
incerto il
fuoriscena
a salutarci
precisa
quella luna
d'autore
sui terrazzi
giovedì 27 agosto 2026
oceano di latta
l'estate che al semaforo
già suona
con quella voglia
e un brivido in coda
allora accelerando
gambe levate d'asfalto
parcheggio lontano
come arrivo in spiaggia
a piedi nudi
finalmente libero dal traffico
via dai rumori
qui
seduto in pace
il mare davanti
e dentro un bisogno
di me solo
inseguendo
nuvole corriere lassù
nei voli di gabbiano
disegni in fumo
poi vado
lungo battigia
al vento
per raccogliere
lucidi sassi e stelle
ma la conchiglia
d'un sorriso
che mi regalavi
era così diversa
ora ti sento stretta
e sulla passeggiata sottobraccio
fino al molo
miro le barche di viaggi
insieme
non arrivo però al faro
se mi perdo nell'immenso
di onde che salgono addosso
vanno dentro
naufrago d'universo
la sera che mi chiami ancora
e stanco alla deriva
ripasso un altro oceano
di latta sull'autostrada
mercoledì 26 agosto 2026
un poco d'aria
lungo meriggio d'estate
soffocato nella stanza
chiodo fisso la tua lontananza
salgo in terrazzo
a prendere un poco d'aria
rimango oltre panni stesi
a fissare lontano
tra parabole e antenne
tanti perchè
senza un messaggio
notizie di te
quando torna verso sera
un gabbiano a risalire il fiume
sento d'aprire le braccia
saltando d'una vita
a metri quadri il confine
così finalmente libero nell'azzurro
sorpassare quella ferrovia di giorni
le code al mare
troppi ricordi a suonare
un tuffo sulla marrana
vento in canna
mirando alle baracche
dove formicolano larve
che mai diventeranno farfalle
finisce il volo
quando fari di notte
sul nastro d'asfalto
indicano d'atterrare
da solo
qui al buio
allora spengo le ali
martedì 25 agosto 2026
da cima alle nuvole
madonna
stanotte non passa
un treno
qui a letto
sulle gambe
malfermo
nemmeno un convoglio
che mi trastulli
se non dormo
e fino all’alba
mastico
di memoria
i rimasugli
conto le ore
che batte la campanella
delle monache
dalla compieta
alla stella matutina
sarà forse l'anima salva
l’aurora coglie
chiarori da dormiveglia
e contemplazione
fulgido un riflesso
alla specchiera
mi sento carcerato
in attesa d’infermiera
dalle sbarre noto
che il tempo
scappa a gambe levate
ladro patentato
era
solo ieri
che mi guardavi
passando al caffè
poi a letto
saltando il matrimonio
pausa un figlio
adesso che è grande
mi guarda dalla foto
e vola sopra città
proprio come sua madre
che un vecchio illude
da cima alle nuvole
lunedì 24 agosto 2026
pelle di creta
la strada bianca ormai
di vacche e carri
muli e somari
anche cavalli
che costavano però cari
solo di polvere
carreggia i ricordi
per un paese
in fondo alla storia
quando sono partiti
uomini
pescatori o braccianti per fame
pure briganti alla macchia
lassù
o dove la riga congiunge
la distesa
avevan tutti la stessa
pelle di creta
ora che sull'asfalto
sto ripartendo
sento solo il colpo addosso
di sportello
quando ho visto una faccia nera
che sorrideva
forse a chiedere scusa
per il rumore
ma no
è stato il silenzio
fisso al finestrino
attraversando la mia terra
di monti e mare
nelle immagini
di solitudine
a far più male
domenica 23 agosto 2026
23 agosto 1927
a Nicola Sacco e a
Bartolomeo Vanzetti ,
innocenti eppure uccisi il
23 Agosto 1927 , nel grande paese della statua della libertà.
dedico il mio ricordo imperituro
perché l’utopia dell’anarchia non è qualcosa d’irraggiungibile, ma è solo
quello che non ci vogliono far raggiungere…
e lo si raggiunge non con
la violenza , ma con la giustizia e la libertà onesta e chiara, e con la pace
tra i popoli ,
pure distruggendo le armi
, rimuovendo i muri e i reticolati come i confini dell’odio,
soltanto allora si capirà
che la fratellanza e l’uguaglianza sociale sono una sola cosa nel rispetto dei
diritti della persona più sacri,
il lavoro che sia come la
salute e la dignità e la sicurezza
non comprate e non vendute
il futuro dei nostri figli
che sia tutelato e difeso contro ogni guerra
e infine il mondo intero
che sia libero da dittature ingiustizie sfruttamento
e che abbia l’insegnamento
di Ghandi e Martin Luther King Jr.
come di questi veri
martiri contro ogni oppressione
per altre vie
c’incontriamo
al caffè lo stesso
notte scura
sui tavoli
con la rabbia
di non trovarti
discorsi di fabbrica
che mai dimentico
come il fumo in tasca
noi d’un tempo
e del pensiero libero
ultimi compagni rimasti
quando due bicchieri
un solo canto
fisso vuoto
il posto a fianco
sciogliendo il pianto
niente da fare
niente da fare
con il vento
nelle stanze fischiando
dopo la notte insonne
e spifferando altre storie
naufrago a letto
mi parlavi d’una giusta distanza
a far data una lunga assenza
ora basta
se ti tengo stretta
e già sogno all’alba
di calarmi tra le folate per strada
hai sfondato
imposte e scuri
e sulle scale
possiedono brividi
tutte le correnti alle ali
per una sola direzione
la tua
m’arrendo
se il tuo vento
lingua lunga bussa al portone
discorre di sotto in cortile
gioca a carte
e i mulinelli sono storie
un tempo di mira
oggi questa donna
lascia i pensieri in tempesta
e nel vortice come tira
sabato 22 agosto 2026
titoli di coda
strade vuote
d’una notte insonne
il nostro amore
lungo marciapiedi
così breve ai fanali
come farfalle da bruciare
una luna bugiarda
invita sui tetti a volare
tra parabole e antenne
il tempo in fuga
il ricordo adesso fa male
e ubriaca al ponte laggiù
quell’immagine
d’un tuffo non aspetta più
troppi rimpianti
sul lungotevere
portano viali
sotto i platani
per quante ombre
ai baci
sì
noi due evasi
a piedi nudi
dal racconto
sull’argine
d’un sogno
per sempre
questa città
di monumenti
storia
fissa
la nostra
a memoria
eri mia
in cima al mondo
pur vana gloria
di templi colonne
a schiera
statue
insegne in rovina
i nostri nomi
perduti
adesso ascolto
di popoli e genti
l’eco in silenzio
solo gatti al verso
sui titoli di coda
verrà autunno
braccia nude in alto posando scialli ecco verrà autunno sfarzoso di pennelli e colori così tu nascosta dietro le siepi di more e migrant...
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ora porgo la mano stringendo un vecchio compagno rimasto indietro sulle passeggiate d'un paese di mare a me tanto caro dove ho cura...
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vorrei portarvi con me indietro nel tempo in quel cortile a giocare stagioni più belle un invito di brughiera al mattino o sulle spiagg...
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e mentre ti bacio alla foto sotto la neve improvviso un turbine di coriandoli ad avvolgere immagini di ieri trema un fiore al gelo comp...