Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
venerdì 3 aprile 2026
giovedì 2 aprile 2026
tutti eroi
quante sere d'estate
siamo usciti
a prendere il fresco dopo cena
e seduti sul muro di piazzetta
abbiamo atteso le stelle
come la luna
accendersi allo schermo
se le chiacchiere al buio
valevano un cinema
ed il fanale sulla via
faceva di farfalle
compagnia
stagioni lontane
ricordi in pellicola
con il prete alla manovella
e sul telo
un paese da raccontare
noi con le sedie
di corsa in spalla
alla prima fila
tutti eroi
la nostra generazione
alla lente del passato
quando tornavi di notte
abbracciato a mamma
dormendo dal secondo tempo
patatine in mano
sporco d’un sorriso
che non t’ho più visto
addosso
il nulla
in ogni stanza
ascolto la tua voce
ancora
e sulle scale
il brivido
al corrimano
senza più ragione
e solo rimango
in silenzio
compagno di momenti
più belli
quando la fiamma
al camino
eri tu così bella
a cantare
tra i fumi
a vapore
scoppiettando
in gola
quando giovane
il legno
faceva fragore
tra gli alari sacri
della casa antica
adesso se accendo
non mi dà più
quel calore
mentre siedo
stanco della vita
ascolto fuori
il vento ai saluti
e su per la cappa
come chiama
dai nostri tempi
è muto il pendolo
solo un battito dal giardino
dove ora naviga
il tormento
nelle folate di neve
a coprire le tue orme
dopo sulla coperta
il nulla
mercoledì 1 aprile 2026
chi sei
scrivo per te
senza nemmeno sapere
chi sei
eppure sulla pagina
sento il tuo respiro
e
vado per i cieli dell’anima
a sfogliare
nuvole
così
senza ragione
solo a cercarti
no
ti troverò mai
ma disegno una donna
anche se non ci credo
le do voce
e mani
per raggiungermi
quando non ce la farò
più a scrivere
sta arrivando il buio
e sul tavolo
fanno compagnia
le carte
i lontananti sogni
e i volti di allora
i nomi perduti
le promesse
mai mantenute
sono zingaro
di steppe magiare
dune del deserto
a sferzare il ghibli
e mari
che mai navigammo
come quell’isola
mai trovata
sulla mappa d’amore
io e te
pirati all’assalto
se insieme
stiamo volando
così bene
oltre il margine
martedì 31 marzo 2026
giallo galante
a fumare insonne
anche stanotte sul viale
miro un'ombra
che uscendo dal muro
avanza
è diversa
non sta in fila
e mica risponde alla luna
come fanno ordinate
le altre
tutte apparecchiando disegni
di muffa a custodire messaggi
lei invece posa nuda
a un fanale giallo galante
peccato quel cane a farla
addosso agli amanti
lunedì 30 marzo 2026
dominus
timida la sera
e schiva al tramonto
tinge rossore
in viso
così quella donna
risale al vespro
verso il cielo
che in terra
ha condiviso
la madonna
delle grazie
dai riflessi d'oro
in cornice
sul rintocco
per sentieri
di campagna
chiama alla fede
nel grembo
concepito
il vangelo
è spartito
con i salmi
d'un cantico
all'organo
antico
e fumo d'incenso
dal turibolo
dominus
tra le colonne
ripete l'eco
vulnus
di mistero
se non credo
domenica 29 marzo 2026
Futura
bastava
un sottotetto
il guscio
di soffitta
così folle
l’universo
per l’artista
donna più in alto
di bambole
e pillole
scalando il cielo
volevi crescere
sopra le nuvole
alla chitarra
le più belle canzoni
e di note e rime
a comporre insieme
l’amore
ecco il futuro
in piccionaia
gridavi soddisfatta
allargando le braccia
pure le gambe
se arrivata poi una figlia
la chiameremo Futura
questa sera vola
questa sera vola
per strada
con le ombre fervide
a far tana
all’angolo di stagioni
lontananti
l’eco scuote della campana
percuote le tempie
e mi fermo all’edicola sacra
tante orme di cera
doni e devozioni
non viene la preghiera
ma un ricordo
quello sì
madre
quando ti segnavi
e non sapevo
di quell’addio
a poco
è bastato un tremito
e lo stelo della foglia
senza un gemito
volava sulla campagna
all’invito del vento
questa sera galoppa
il tempo indietro
voglio partire
non so come
e poi la chiamano solitudine
questi poeti della malora
per riempire d’inchiostro
il cratere della pena
e fino a far male
come scava d'autunno
questa sera
sabato 28 marzo 2026
sublime
la carovana avanza
nel deserto
così lunga
di ricordi impossibili
mirando solo dune
spettinate dal ghibli
a coprire
quanta gente
mai passata
nella cruna
oasi e cammelli
lontananti sogni
alle spalle
oggi
guardo avanti
solo a questo mare
di Casablanca
e la donna
che cerco in spiaggia
ha nome
Jasmine
pelle scura
occhi profondi
profuma d’incanto
e magia di terra
sull’oceano
a confine
se ho lasciato
tra le sue gambe
una voglia
d’uomo in volo
sublime
venerdì 27 marzo 2026
in tempesta
stasera vado solo
in avanscoperta
impavido alla tormenta
di fronte un mare
in tempesta
tra i baveri
vento gelido
a raffica
quando marosi
a schiumare in risalita
mettono addosso
la stessa rabbia
che sbattono sul molo
sono stanco
così mi fermo
al piccolo caffè del porto
rifugio
per vecchi lupi
un bicchiere
fa bene
giocando a carte
in compagnia
uscendo
è notte nera
se ho perso con te
la vera partita
eppure di baci
mi accennavi
tutt'altra vita
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