Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
sabato 2 maggio 2026
venerdì 1 maggio 2026
è giornale
finita la riunione
esco di notte
con l'ultima ombra
sui tavoli rimasta
curva tra le carte
addosso
articoli mai letti
di fondo
o cronaca nera
a quell'ora
vanno in rotativa
sporchi di piombo
e inchiostro
titoli di sciopero
all'alba
sbadiglia l'eco
di prima notizia
in edicola
è giornale
sui cancelli il grido
d'operai in lotta per il lavoro
è carta dei diritti
al macero
nuova manodopera
e una sera
lui venne in fabbrica
a parlare
attraversando un cancello di ruggine
sospeso tra mura in cinta d’abbandono
silenzio d’ordinanza
sul piazzale
con
una pallida luna
assente lassù
come le officine vuote
d’operai ancora curvi al tornio
montando ombre
di seguito alla catena
sei morto invano
disse il capofficina
ma a predicare
tutta la notte
ci voleva poco
d’amore e rivoluzione
ancor meno
all’alba
non riportavano
i turni
il padrone
braccia fresche in borsa
costava di meno
quella manodopera d’angeli
al signore
giovedì 30 aprile 2026
una cotta
non sai
quanto mi costa
fare l’artista da marciapiede
per cercarti
ad ogni fermata
o
clown di strada
per la tua curiosità
ed invento
le scuse più strane
prestigiatore d’attese
sottocasa
per te
ecco
rimane da scrivere
poesie
giocoliere di parole
sulle righe magari
a compiere esercizi
acrobata di rime
contorsionista
di metrica
e tu
strana musa
alla fine m’avrai cotto
con foglie d’alloro
mercoledì 29 aprile 2026
è già notte
ritrovo in osteria
la sera ai tavoli
una
confraternita
di poveri
diavoli
carte e giù
sacramenti
arriviamo a
cena
che è già
notte nei vicoli di nebbia
senza luna
solita
minzione giù per le scalette
silenzio al
portone
se dietro
t'aspetta
nessuno
ci saranno ombre a tavola
e tu a spezzare il pane
madre
già acceso il camino
come sulla stufa
a scaldare la minestra
niente telegiornale
a rompere i marroni
magari una frittata
d’asparagi
due noci
e andavi a letto
senza termosifoni
se per caso alzavi la testa
c’era il crocifisso
e la preghiera mi dicevi
raccomandati a cristo
ma prendevo un’altra strada
allora inutile ripassare
il ferro da stiro sulla piega
questa vita andava storta
e tu in faccia stampata
portavi una brutta cera
martedì 28 aprile 2026
poesia da marciapiede
un soldo
chiede sul marciapiede
per una poesia
ed il vecchio scrive curvo
in terra
accanto ai cartoni
seduto da una vita
mentre la gente tira dritto
remando di fretta
nella corrente di punta
so già che a sera
li spenderà tutti
in osteria
e d’un bicchiere
farà altri versi
di carte al gioco
senza parlare
perché ha perso
tutto
alla fine
era accanto alle vetrine
a discutere bottiglia in mano
con due manichini
per sempre
quella notte
volevo scrivere la sua storia
ma in testa nulla
come nessuno c’era poi in chiesa
per l’ultimo saluto
solo una mano
sconosciuta
aveva lasciato un ramoscello d’alloro
con un biglietto
sei riuscito a
comporre
i nostri poveri
giorni
quaggiù
in rima con il cielo
grazie
lunedì 27 aprile 2026
la notte da solo
quando vado in giro
la notte da solo
è femmina
questa città
da marciapiede
ad indossare
collane accese
nei richiami
specchiando
asfalto lucido
riflessi di fanali
come sorprende
per vicoli nuda
dove i gatti
sentono la luna
è storia di palazzi illuminati
eppure cupi all’idea
cattedrali senza preghiera
se chiudono a quest’ora
grattacieli da scalare
mura per ferire in cima
poi esco da viali alberati
al ponte che racconta
d’innamorati
e sul fiume ti sento
mia
donna tra le onde
e da muraglioni
affacciata
in scia
sull’ultima curva
dove l’ombra affonda
nei gorghi
così naufrago
per strada
le ore piccole in tasca
già sento quest’uomo
perduto nel traffico
di gente che suona
ancora più morta
domenica 26 aprile 2026
Il vento e il nostro racconto
il
vento cinge la valle
ai
fianchi
scorre
da vene di boschi
penetra
seni di muschio
e
possiede le tue gambe
quando
ti scappano certe voglie
batte
nude ali
sulle
onde dei campi
attraversando
il suo fremito
i
nostri corpi distesi tra le coltri d’un risveglio
è
giorno
d’un
cielo che cambia
di
stagione che muore
e
dell'amore
a
letto noi due
così
bello
fuori
c’è
quest’aria d’autunno
che
sfoglia a memoria
pagine
ingiallite
mentre
tu dormi serena
e
questo racconto batte alle persiane
poi
vola di sotto
sulla
via del tempo che fa
con i
nostri nomi
il
viso tuo
e un
bacio di primo mattino
al
caffè sulle labbra
buongiorno
amore mio
sabato 25 aprile 2026
stella rossa
dalla campagna
quando attraversammo gli orti
avevi occhi solo alle siepi
ma poi sulla piazza
era tutta lì
quest’italia
piccola da liberare
e mentre fischiavi
bella ciao
all’angolo
partì la raffica
avevi vent’anni
e non li trovi più
quei ragazzi
sui monti e alla macchia
fucile in spalla
stella rossa
sul berretto
ora stanno al monumento
dimenticati
e quando prende la parola
il sindaco
mi rintano nell’orto
mirando
vecchio fisso
agli alberi in fondo
dove
abbiamo nascosto
la giovinezza
a sparare
solo
il vento può parlare
venerdì 24 aprile 2026
il rimorso
non posso più lasciare
la via di mezzo
per quanto amara
ora che son vecchio
e senza forze
mi lascio andare
a misura di tabacco
aspiro illusioni
e sull’uscio rimango
alla piega dei giorni
ripassando l’orlo
alla fine dei pantaloni
la sarta ha il vestito
quasi pronto
con tanti spilli
e le tue parole addosso
pentiti
figlio
chiedi perdono
in fuga
miro alle vetrine specchiarsi i migliori anni della vita nelle giovani donne vestite a colori poi dal barbiere fissando allo specchio qu...
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vorrei portarvi con me indietro nel tempo in quel cortile a giocare stagioni più belle un invito di brughiera al mattino o sulle spiagg...
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magari una passeggiata sul lungotevere tu elegante io vestito come sempre e dall’isola controcorrente sotto i ponti fino a castel sant...
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e mentre ti bacio alla foto sotto la neve improvviso un turbine di coriandoli ad avvolgere immagini di ieri trema un fiore al gelo comp...
