Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
lunedì 24 agosto 2026
domenica 23 agosto 2026
23 agosto 1927
a Nicola Sacco e a
Bartolomeo Vanzetti ,
innocenti eppure uccisi il
23 Agosto 1927 , nel grande paese della statua della libertà.
dedico il mio ricordo imperituro
perché l’utopia dell’anarchia non è qualcosa d’irraggiungibile, ma è solo
quello che non ci vogliono far raggiungere…
e lo si raggiunge non con
la violenza , ma con la giustizia e la libertà onesta e chiara, e con la pace
tra i popoli ,
pure distruggendo le armi
, rimuovendo i muri e i reticolati come i confini dell’odio,
soltanto allora si capirà
che la fratellanza e l’uguaglianza sociale sono una sola cosa nel rispetto dei
diritti della persona più sacri,
il lavoro che sia come la
salute e la dignità e la sicurezza
non comprate e non vendute
il futuro dei nostri figli
che sia tutelato e difeso contro ogni guerra
e infine il mondo intero
che sia libero da dittature ingiustizie sfruttamento
e che abbia l’insegnamento
di Ghandi e Martin Luther King Jr.
come di questi veri
martiri contro ogni oppressione
per altre vie
c’incontriamo
al caffè lo stesso
notte scura
sui tavoli
con la rabbia
di non trovarti
discorsi di fabbrica
che mai dimentico
come il fumo in tasca
noi d’un tempo
e del pensiero libero
ultimi compagni rimasti
quando due bicchieri
un solo canto
fisso vuoto
il posto a fianco
sciogliendo il pianto
niente da fare
niente da fare
con il vento
nelle stanze fischiando
dopo la notte insonne
e spifferando altre storie
naufrago a letto
mi parlavi d’una giusta distanza
a far data una lunga assenza
ora basta
se ti tengo stretta
e già sogno all’alba
di calarmi tra le folate per strada
hai sfondato
imposte e scuri
e sulle scale
possiedono brividi
tutte le correnti alle ali
per una sola direzione
la tua
m’arrendo
se il tuo vento
lingua lunga bussa al portone
discorre di sotto in cortile
gioca a carte
e i mulinelli sono storie
un tempo di mira
oggi questa donna
lascia i pensieri in tempesta
e nel vortice come tira
sabato 22 agosto 2026
titoli di coda
strade vuote
d’una notte insonne
il nostro amore
lungo marciapiedi
così breve ai fanali
come farfalle da bruciare
una luna bugiarda
invita sui tetti a volare
tra parabole e antenne
il tempo in fuga
il ricordo adesso fa male
e ubriaca al ponte laggiù
quell’immagine
d’un tuffo non aspetta più
troppi rimpianti
sul lungotevere
portano viali
sotto i platani
per quante ombre
ai baci
sì
noi due evasi
a piedi nudi
dal racconto
sull’argine
d’un sogno
per sempre
questa città
di monumenti
storia
fissa
la nostra
a memoria
eri mia
in cima al mondo
pur vana gloria
di templi colonne
a schiera
statue
insegne in rovina
i nostri nomi
perduti
adesso ascolto
di popoli e genti
l’eco in silenzio
solo gatti al verso
sui titoli di coda
venerdì 21 agosto 2026
che pena
torna l'estate
a profumare dagli orti
e curando insalata
pomodori un poco
cerco scampo all'afa
poi va meglio
se arriva un temporale
così non ti sento
dalla finestra
che ripeti d'innaffiare
questi lunghi meriggi
che perdo in ozio
sei peggio
delle zanzare
ronzando dal balcone
fin sul vicolo
con il rimbombo
nel timpano
a ripassare un nome
il mio è sulla bocca di tutti
e dalle stanze sale l'eco
tormentone o ritornello
a volte resisto
poi all'ennesimo mio caro
ti sparo ai vetri
un pomodoro
quando ci sorprende
la sera
come due innamorati
in scena
tu
a condire insalata
io
a pulire finestre
che pena
giovedì 20 agosto 2026
estasi
è già notte
nei vicoli scuri
dove si stringono le case
all'eco di tanti ricordi
zingaro
il più bello
dallo sguardo fiero
con i tuoi ricci ribelli
e quegli orecchini a cerchi
che muovevi ai baci
e la nostalgia
salta all'angolo
se al tempo
non resisto
scappando
una voglia
di possederti
contro il muro
di muffa
e rimpianto
così della mia luna
gitana all'inseguimento
acrobata di sogni
come di fumo saltimbanco
non posso raccontare oltre
se a forza d'intingere
i sensi
ho finito l'inchiostro
rimane il silenzio
lingua lunga
d'estasi
e tu sola
mi capisci
mercoledì 19 agosto 2026
non solo angeli
questo
pomeriggio d’estate
accompagno
fuori
i nostri
ricordi
allora ti
mettevi un vecchio scialle
e non parlavi
sulla passeggiata
davanti ai
monti
solo quel
sorriso stanco
nei tuoi passi
uno dietro
l’altro
pomeriggi d’avanzo
che a sera
non bastava più il tempo
e quando ti
sei fermata alla chiesa
con la gente che
salutava
mi sono perso
dietro un funerale
vuoto a
rimettere l’anima
se alla tua
foto
sorridendo
così lontana
non solo
angeli
piegano le
ali
martedì 18 agosto 2026
odio l'estate
dei baci che ho perduto
tengo a malapena quel sospiro
dopo che avrò questa lettera
finito
odio l’estate
di certo
chè mi ha tolto
inchiostro
e voglia di scrivere
mentre pedalo alla tastiera
chissà quante nostalgie
per ricordare un amore
ah le poesie
d’un giovane innamorato
ora gobbo allo schermo
sui ricordi inciampa
malfermo
e ancora dai siti
non si toglie di torno
dando soliti addii
come i tratti d’un moribondo
mio caro profe
al palazzo delle Lettere
come menavi sulla schiena
e alla nuca i ceffoni
volavano
erano tempi migliori
da vivere fuori
dentro i peggiori
oggi mi sveglio
a dir poco dal coma
amo una donna
virtuale
ma non di gomma
certo non ha valvole
ma spara cuoricini
leccornie su ogni pagina
è un mondo che va così
certe volte m’alzo
a stento come confuso
misuro la pressione
intanto suonano
campanelle di messaggi
avvisi di posta
dio mio
che importa
io l’amo
e poi ci scriviamo
di soppiatto
preciso il profe
che ci beccava
lunedì 17 agosto 2026
questa poesia che muore
proteggere una donna
coltivare il fiore
in attesa che apra la corolla
al sole
stupenda
la conta dei petali
non ci sono parole
sul gambo
sfogliando emozioni
poi un brivido
al vento che muove
il primo d’un lungo inverno
che stringe al gelo
così delicata
questa poesia che muore
al davanzale delle promesse
non ho fatto a tempo
nel ritirare il vaso
dalle offese
oggi sono più solo
senza il tuo sorriso
al balcone ma che tristezza
se ho messo tante piante
e una sola dava
la bellezza
domenica 16 agosto 2026
zefiro caldo
ora che l'estate
possiede i campi
e avvampa
come femmina
ai suoi amanti
raccolgo vele
nello scafo
girando dalle coste
a largo
di nodosi calanchi
spirando zefiro caldo
tra quelle braccia di pietra
e terra secca
a dorso di mulo
come agli alberi di nave
dai crinali scoscesi
alle sabbie d'oro
vanno i racconti della gente
per monti e mare
uomini rivolgono la prua
calando reti
ai seni rigonfi
e donne rivoltano
voglie
d'onde ammalianti
per un vecchio sul molo
s'è fatto tardi
pelle di creta
la strada bianca ormai di vacche e carri muli e somari anche cavalli che costavano però cari solo di polvere carreggia i ricordi per un...
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ora porgo la mano stringendo un vecchio compagno rimasto indietro sulle passeggiate d'un paese di mare a me tanto caro dove ho cura...
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vorrei portarvi con me indietro nel tempo in quel cortile a giocare stagioni più belle un invito di brughiera al mattino o sulle spiagg...
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e mentre ti bacio alla foto sotto la neve improvviso un turbine di coriandoli ad avvolgere immagini di ieri trema un fiore al gelo comp...