sabato 4 aprile 2026

la preghiera del mare

 

la sera attracca ai pontili
con il suo scafo antico di notizie
e tu sei la vela che ripiegano
 
poi la notte ormeggia pensieri
a un molo di vecchiaia
 
mentre alla macchina stai cucendo l’attesa
per un uomo che non tornerà
ma guardi sempre oltre i vetri
altri sospiri tesi
specchiando sulle onde tremulo oblio
 
e tu
padrone di barche e della rotta
sugli alberi elevato
ai cordami e al timone deciso
 
ascolta la preghiera del mare
che i flutti della vita sospingono
nembi di tempesta sottendono
 
e la voce dei perduti echeggia
come il ricordo di chi ha lasciato
curva ai remi per sempre la schiena
 
ascolta dio delle acque
dal profondo un lamento
perchè  alta sulle cime di tanta solitudine
ti chiama  una donna
implora in silenzio
e grida muto sgomento
quando pure una luna in capo a quelle stelle
fa delle sue spine corona
 
è la preghiera di chi al davanzale d’una vita
ha coltivato poveri sogni
e noi portiamo ora
dove terra non c’è mai abbastanza
a coprire le sue braccia tese



 

venerdì 3 aprile 2026

incanto

 

febbre in risalita
a letto con te
 
sogno d'amore
il contagio
 
nei brividi di voglia
sulla pelle
 
portando i segni
di passione
in viso
 
e toccando al buio
d'un soffitto le stelle
sei incanto
 
quando splendi luna
alla marea di sensi
salendo orgasmo
 
 

giovedì 2 aprile 2026

tutti eroi

 

quante sere d'estate
siamo usciti
a prendere il fresco dopo cena
 
e seduti sul muro di piazzetta
abbiamo atteso le stelle
come la luna
accendersi allo schermo
 
se le chiacchiere al buio
valevano un cinema
ed il fanale sulla via
faceva di farfalle
compagnia
 
stagioni lontane
ricordi in pellicola
con il prete alla manovella
e sul telo
un paese da raccontare
 
noi con le sedie
di corsa in spalla
alla prima fila
 
tutti eroi
la nostra generazione
alla lente del passato
 
quando tornavi di notte
abbracciato a mamma
dormendo dal secondo tempo
patatine in mano
 
sporco d’un sorriso
che non t’ho più visto
addosso



 

il nulla

 

in ogni stanza
ascolto la tua voce
ancora
e sulle scale
il brivido
al corrimano
senza più ragione
 
e solo rimango
in silenzio
compagno di momenti
più belli
quando la fiamma
al camino
eri tu così bella
a cantare
tra i fumi
a vapore
scoppiettando
in gola
 
quando giovane
il legno
faceva fragore
tra gli alari sacri
della casa antica
 
adesso se accendo
non mi dà più
quel calore
mentre siedo
stanco della vita
 
ascolto fuori
il vento ai saluti
e su per la cappa
come chiama
 
dai nostri tempi
è muto il pendolo
solo un battito dal giardino
dove ora naviga
il tormento
nelle folate di neve
a coprire le tue orme
 
dopo sulla coperta
il nulla
 


mercoledì 1 aprile 2026

chi sei

 

scrivo per te
senza nemmeno sapere
chi sei
 
eppure sulla pagina
sento il tuo respiro
e
vado per i cieli dell’anima
a sfogliare
nuvole
così
senza ragione
solo a cercarti
 
no
ti troverò mai
ma disegno una donna
anche se non ci credo
le do voce
e mani
per raggiungermi
quando non ce la farò
più a scrivere
 
sta arrivando il buio
e sul tavolo
fanno compagnia
le carte
i lontananti sogni
e i volti di allora
i nomi perduti
le promesse
mai mantenute

sono zingaro
di steppe magiare
dune del deserto
a sferzare il ghibli
e mari
che mai navigammo
come quell’isola
mai trovata
sulla mappa d’amore

io e te
pirati all’assalto
se insieme
stiamo volando
così bene
oltre il margine


 

martedì 31 marzo 2026

giallo galante

 

a fumare insonne
anche stanotte sul viale
 
miro un'ombra
che uscendo dal muro
avanza
 
è diversa
non sta in fila
e mica risponde alla luna
come fanno ordinate
le altre
 
tutte apparecchiando disegni
di muffa a custodire messaggi
 
lei invece posa nuda
a un fanale giallo galante
 
peccato quel cane a farla
addosso agli amanti
 
 

lunedì 30 marzo 2026

dominus

 

timida la sera
e schiva al tramonto
tinge rossore
in viso
 
così quella donna
risale al vespro
verso il cielo
che in terra
ha condiviso
 
la madonna
delle grazie
dai riflessi d'oro
in cornice
 
sul rintocco
per sentieri
di campagna
chiama alla fede
nel grembo
concepito
 
il vangelo
è spartito
con i salmi
d'un cantico
all'organo
antico
e fumo d'incenso
dal turibolo
 
dominus
tra le colonne
ripete l'eco
 
vulnus
di mistero
se non credo
 
 

domenica 29 marzo 2026

Futura

 

bastava
un sottotetto
il guscio
di soffitta
 
così folle
l’universo
per l’artista
 
donna più in alto
di bambole
e pillole
 
scalando il cielo
volevi crescere
sopra le nuvole
 
alla chitarra
le più belle canzoni
e di note e rime
a comporre insieme
l’amore
 
ecco il futuro
in piccionaia
gridavi soddisfatta
allargando le braccia
pure le gambe
se arrivata poi una figlia
 
la chiameremo Futura
 
 

questa sera vola

 

questa sera vola
per strada
con le ombre fervide
a far tana
 
all’angolo di stagioni
lontananti
l’eco scuote della campana
percuote le tempie
e mi fermo all’edicola sacra
 
tante orme di cera
doni e devozioni
non viene la preghiera
ma un ricordo
quello sì
madre
quando ti segnavi
e non sapevo
di quell’addio
a poco
 
è bastato un tremito
e lo stelo della foglia
senza un gemito
volava sulla campagna
all’invito del vento
 
questa sera galoppa
il tempo indietro
voglio partire
non so come
 
e poi la chiamano solitudine
questi poeti della malora
per riempire d’inchiostro
il cratere della pena
 
e fino a far male
come scava d'autunno
questa sera



sabato 28 marzo 2026

sublime

 

la carovana avanza
nel deserto
 
così lunga
di ricordi impossibili
 
mirando solo dune
spettinate dal ghibli
 
a coprire
quanta gente
mai passata
nella cruna
 
oasi e cammelli
lontananti sogni
alle spalle
oggi
guardo avanti
solo a questo mare
di Casablanca
 
e la donna
che cerco in spiaggia
ha nome
Jasmine
 
pelle scura
occhi profondi
profuma d’incanto
e magia di terra
sull’oceano
a confine
 
se ho lasciato
tra le sue gambe
una voglia
d’uomo in volo
sublime


la preghiera del mare

  la sera attracca ai pontili con il suo scafo antico di notizie e tu sei la vela che ripiegano   poi la notte ormeggia pensieri a un molo d...