martedì 26 maggio 2026

soldati in metrica

 

questa notte anche ai soldati
scappa un poco di poesia
in fila i nostri ricordi
di guardia sui reticolati
 
come una tradotta
d'anni al fronte
caduti su filo spinato
di sangue
poi nascosti nelle fosse
del rimpianto
 
comandante in metrica
è solo il vento
graduato d'incarico
a battere il passo
di noi vecchi
alle piccole manovre
in cortile
 
e a chi lancia
bengala di guerra
risponderemo in osteria
accendendo una lanterna

 

un'altra estate

 

quella che sopiva
tra le prime calure
o battevano canneti all’aria
d’un fiume sempre più lento
non era forse un’altra estate
 
che cercavi
sfogliando margherite
magari nuvole
al balcone rincorrendo
o stelle di notte cadute
 
aspettavi d’essere libera
dall'inverno
e chiedevi solo viaggi
negli occhi verdi
stringendo tra le mani
mappe d’avventura
 

 c’era sul viale della stazione
nel fogliame
che spettinava
un temporale
quel mattino
finalmente estate
 
sulle panchine umide
riversa nelle bocche
turgide di brezza
con gli umori di rugiada
come baci di corolla
dai vasi colmi di profumo
agli orti fioriti
 
ed in fondo
l’arco di colori
portava a cavalcioni
il tempo di mare
 
volevo soltanto darti un bacio
sulla ferrovia
che a volte nei ferri
anche rumore di sogni trascina
 
ma eri già lontana
con i bagagli della vita
 

lunedì 25 maggio 2026

la mia cara vecchia

 

un segreto nella toppa
gira la chiave
e dentro scatta la molla
 
s’alza la statuina
e candida fa danza
 
accompagnano
due note facili
e la musica termina
appena l’inchino
 
nella gobba
metti pure
cento chiavi
ma la mia cara vecchia
aguzza certi occhi
e non parte
 
a un bicchiere forse
alza i gomiti
e dalla chiesa all’osteria
tira tutto d’un fiato
 
ti farà altri cento inchini
con la storia di sempre
quella povera vecchia
che mandano a corda
per gioco o per cattiveria
 
una donna sola
che finisce
a tempo



domenica 24 maggio 2026

allo spasimo

 

sei donna unica
di mistero
che possiede
ogni mio pensiero
 
tutte le attese confondi
e non c'è mappa davvero 
a disegnare percorso
o sentiero
 
dove porterai
ad amare
il tuo uomo
 
eccomi
nei passi
del delirio
quando sale
marea dei sensi
e tu sulle acque
perfetta in equilibrio
tra luna piena
e astri accesi
sei incanto
 
allo zenit d'orgasmo
naufrago m'arrendo
spezzato l'albero
in tempesta
come invaso
d'estasi
lo scafo
 
rimane un gemito
alle tavole
fiotti nella stiva
e con te affondo
allo spasimo
 
 

sabato 23 maggio 2026

una volta ancora

 

per tetti balena
e di vicoli rimbalza
in gola
 
primo raggio
sul mattino
a fissare la piazza
 
dai vetri
aspettando il tuo
riflesso
 
una volta ancora
 
 

 

venerdì 22 maggio 2026

oggi sole

 

m’affaccio dal terrazzo
cercando tra nuvole in risalita
quel raggio a scaldare la vita
 
torno alle carte
scrivendo un racconto
sull’ultima riga
 
invano cerco un solo sorriso
confondendo lo straccio di luce
alle fatiche d’alba già per strada
 
apro l’album delle stagioni
che tengo nel cassetto
così da uno squarcio dal cielo
piove luce sul pavimento
 
poggia un fascio di pulviscolo
l’impressione che pur si vive
magari a stento
 
con la voce dell’ortolano
giù nei vicoli
a riportare esatta l’ora
di primo mattino
 
sole per noi
all’odore di caffè dalla cucina
riflessi saltando in vetrina
 
come baci in disordine
le voglie calde in tazza
per quante volte
sbattevi il cucchiaino
 
  

giovedì 21 maggio 2026

dopo la pioggia

 

uscendo la sera
sui marciapiedi
non c'è nessuno
 
dopo la pioggia
scende dai rami
quel profumo
 
ed è così bello
d'un silenzio
andare per mano
 
poi all'angolo
il tuo ricordo
ad attraversare
d'un lampo
 
e la passeggiata va
indietro nel tempo
 
noi due sottobraccio saltando
pozze d'acqua come ridendo
 
mentre adesso riesco
a bagnarmi
solo piangendo
 
 

mercoledì 20 maggio 2026

sinfonia di sensi

 

al pianoforte
il maestro
eseguendo note
di pioggia dettate
sul ponte
 
d'oceano andava
la nave tra le onde
 
tempesta
alle corde
 
ai timpani
il vento
 
ai fiati
i nostri baci
in coperta
 
sullo spartito dei  flutti
composizione di corpi nudi
 
nella sinfonia di sensi
in orchestra
 
 
 

martedì 19 maggio 2026

il passaggio

 

l'abitudine
non fa una piega
e poi come un'amante
non si spiega
 
prendo casa
ogni volta al mare
fianco alla ferrovia
calati i binari fin dentro le mura
 
e di notte ascolto convogli
altri sogni sul cuscino
a poco di fantasia
per una stagione ancora
e via
 
sono il custode di treni
che salgono a letto
lasciando vagone dopo vagone
sui sedili aperto
un volume di ricordi
 
quando sbattono i ferri
alle tempia
mi prende un sussulto
 
che sia del tempo
a calare le sbarre
il passaggio ultimo
 
 

lunedì 18 maggio 2026

è giornale

 

finita la riunione
esco di notte
con l'ultima ombra
sui tavoli rimasta
 
curva tra le carte
addosso
articoli mai letti
di fondo
o cronaca nera
 
a quell'ora
vanno in rotativa
sporchi di piombo
e inchiostro
titoli di sciopero
 
all'alba
sbadiglia l'eco
di prima notizia
in edicola
 
è giornale
 
sui cancelli il grido
d'operai in lotta per il lavoro
 
è carta dei diritti
al macero
 
 
 

soldati in metrica

  questa notte anche ai soldati scappa un poco di poesia in fila i nostri ricordi di guardia sui reticolati   come una tradotta d'anni ...