Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
martedì 26 maggio 2026
un'altra estate
quella
che sopiva
tra
le prime calure
o
battevano canneti all’aria
d’un
fiume sempre più lento
non
era forse un’altra estate
che
cercavi
sfogliando
margherite
magari
nuvole
al
balcone rincorrendo
o
stelle di notte cadute
aspettavi
d’essere libera
dall'inverno
e
chiedevi solo viaggi
negli
occhi verdi
stringendo
tra le mani
mappe
d’avventura
sì
c’era sul viale della stazione
nel
fogliame
che
spettinava
un
temporale
quel
mattino
finalmente
estate
sulle
panchine umide
riversa
nelle bocche
turgide
di brezza
con
gli umori di rugiada
come
baci di corolla
dai
vasi colmi di profumo
agli
orti fioriti
ed
in fondo
l’arco
di colori
portava
a cavalcioni
il
tempo di mare
volevo
soltanto darti un bacio
sulla
ferrovia
che
a volte nei ferri
anche rumore di sogni trascina
ma
eri già lontana
con
i bagagli della vita
lunedì 25 maggio 2026
la mia cara vecchia
un segreto
nella toppa
gira la
chiave
e dentro
scatta la molla
s’alza la
statuina
e candida fa
danza
accompagnano
due note
facili
e la musica
termina
appena
l’inchino
nella gobba
metti pure
cento chiavi
ma la mia
cara vecchia
aguzza certi
occhi
e non parte
a un
bicchiere forse
alza i gomiti
e dalla
chiesa all’osteria
tira tutto
d’un fiato
ti farà altri
cento inchini
con la storia
di sempre
quella povera
vecchia
che mandano a
corda
per gioco o
per cattiveria
una donna
sola
che finisce
a tempo
domenica 24 maggio 2026
allo spasimo
sei donna unica
di mistero
che possiede
ogni mio pensiero
tutte le attese confondi
e non c'è mappa davvero
a disegnare percorso
o sentiero
dove porterai
ad amare
il tuo uomo
eccomi
nei passi
del delirio
quando sale
marea dei sensi
e tu sulle acque
perfetta in equilibrio
tra luna piena
e astri accesi
sei incanto
allo zenit d'orgasmo
naufrago m'arrendo
spezzato l'albero
in tempesta
come invaso
d'estasi
lo scafo
rimane un gemito
alle tavole
fiotti nella stiva
e con te affondo
allo spasimo
sabato 23 maggio 2026
una volta ancora
per tetti balena
e di vicoli rimbalza
in gola
primo raggio
sul mattino
a fissare la piazza
dai vetri
aspettando il tuo
riflesso
una volta ancora
venerdì 22 maggio 2026
oggi sole
m’affaccio dal terrazzo
cercando tra nuvole in risalita
quel raggio a scaldare la vita
torno alle carte
scrivendo un racconto
sull’ultima riga
invano cerco un solo sorriso
confondendo lo straccio di luce
alle fatiche d’alba già per strada
apro l’album delle stagioni
che tengo nel cassetto
così da uno squarcio dal cielo
piove luce sul pavimento
poggia un fascio di pulviscolo
l’impressione che pur si vive
magari a stento
con la voce dell’ortolano
giù nei vicoli
a riportare esatta l’ora
di primo mattino
sole per noi
all’odore di caffè dalla cucina
riflessi saltando in vetrina
come baci in disordine
le voglie calde in tazza
per quante volte
sbattevi il cucchiaino
giovedì 21 maggio 2026
dopo la pioggia
uscendo la sera
sui marciapiedi
non c'è nessuno
dopo la pioggia
scende dai rami
quel profumo
ed è così bello
d'un silenzio
andare per mano
poi all'angolo
il tuo ricordo
ad attraversare
d'un lampo
e la passeggiata va
indietro nel tempo
noi due sottobraccio saltando
pozze d'acqua come ridendo
mentre adesso riesco
a bagnarmi
solo piangendo
mercoledì 20 maggio 2026
sinfonia di sensi
al pianoforte
il maestro
eseguendo note
di pioggia dettate
sul ponte
d'oceano andava
la nave tra le onde
tempesta
alle corde
ai timpani
il vento
ai fiati
i nostri baci
in coperta
sullo spartito dei
flutti
composizione di corpi nudi
nella sinfonia di sensi
in orchestra
martedì 19 maggio 2026
il passaggio
l'abitudine
non fa una piega
e poi come un'amante
non si spiega
prendo casa
ogni volta al mare
fianco alla ferrovia
calati i binari fin dentro le mura
e di notte ascolto convogli
altri sogni sul cuscino
a poco di fantasia
per una stagione ancora
e via
sono il custode di treni
che salgono a letto
lasciando vagone dopo vagone
sui sedili aperto
un volume di ricordi
quando sbattono i ferri
alle tempia
mi prende un sussulto
che sia del tempo
a calare le sbarre
il passaggio ultimo
lunedì 18 maggio 2026
è giornale
finita la riunione
esco di notte
con l'ultima ombra
sui tavoli rimasta
curva tra le carte
addosso
articoli mai letti
di fondo
o cronaca nera
a quell'ora
vanno in rotativa
sporchi di piombo
e inchiostro
titoli di sciopero
all'alba
sbadiglia l'eco
di prima notizia
in edicola
è giornale
sui cancelli il grido
d'operai in lotta per il lavoro
è carta dei diritti
al macero
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