mercoledì 22 luglio 2026

uragano

 

coperta sulle ginocchia
ti siedi sul divano
facendo finta di niente
ma dentro cova l’uragano
 
sale sbattendo la porta
un lampo di ciglia
pausa la saetta
via lo sguardo
dal giornale
volato per terra
 
comincia la pioggia
ai vetri
posi occhiali
sbuffando come terra riarsa
non farà bene
altro che fuori per insalata
 
e niente per cena
metti in riga
ancora lacrime
e prendi solo con i gesti
l’uomo di mira

ovvio poi le urla
ma con grazia
dalla camera a perdersi
un fragore di gelosia
nella tempesta dei sensi
e tuoni a distanza 

dalle nuvole in testa
piovono assolute ragioni
aspetto
solo il momento
che al buio
i ragionamenti in contorsione
non trovino sbarre d’appoggio
 
che insomma a singhiozzi
cessi la ginnastica delle parole
sulle questioni futili
e torni luce dopo il temporale
 
invece luna di traverso
ha un treno di vapori neri
e non s’affaccia la velina
 
allora in veranda
ai profumi di resina
addosso un’umida pelliccia
dalle siepi
 
sul cuscino in poltrona
turgore alle gote
aspetto l’alba
 

martedì 21 luglio 2026

non ci crederai

 

potrei nascondermi
dietro discorsi inutili
nel fumo di parole
così vacue
pure futili
 
tanto non ci crederai
e poi
sono un giocoliere
di metrica
più strano che mai
 
di rime acrobata
e di traverso alle righe
contorsionista
infine
 
se goffo salto
d'un bacio l'apostrofo
o
di metafore manco
l'appoggio
 
era solo per te
la poesia
perdonami
ma sono a corto
di fantasia
 
e quanto costa
scrivere alla donna
oggigiorno
finendo a piè di pagina
o che sia a margine
del racconto
 
forse noi uomini
finiamo col confondere
il bisogno tra le gambe
con il vostro sogno
 
 

lunedì 20 luglio 2026

noi dalla vita così distanti

 

le sere
che venivo a trovarti
mi parlavi
ad occhi fissi
senza dire niente
 
noi dalla vita
così distanti
 
tu
mirando alla finestra
io
a cavalcare
le nuvole
che mettevi
d’uno sguardo
assente
lontano
 
ma una sera
tremando il bicchiere
a bagnare le labbra
 
hai sussurrato
alla febbre che risaliva
vai
galoppa per me
 
ho rivisto il cavallo
fremere
nel palmo della mano
 
quando fiera
d’una casa
tenevi le redini
 
e m’aspettavi
come sempre
in fondo alla strada
 
solo che quella volta
non c’eri

ho smesso di vivere


 

domenica 19 luglio 2026

malati del tempo

 

la vecchia valigia
legata d’uno spago
tanto non si chiude 
per quanti ricordi
 
voglio abbandonare alla stazione
mentre ti guardo fissa

madre al di là del tempo
smarrita

e piango riverso sulla panchina
aspettando l’ultimo treno
 
il bagaglio a mano pesante
nelle tasche vuote
un poco di fumo
nei bronchi il fischio
d’affanno
 
ma quelle stagioni
perdute indietro
fanno male davvero
se più belle
 
sotto la pensilina
correndo alle stelle
dove non ti ho trovata
mai conosciuta
però inventata
un solo momento
 
e la follia
abita ogni sala
d’attesa 
per noi malati
del tempo


sabato 18 luglio 2026

donna d'estate

 

titoli in coda sul muretto
lascia il giorno
come lucertola che scappa
 
e più non ascolto oltre le canne
l’arpeggio di cicale
lungo il fiume sonnolento
 
muto pure il vicolo
dove cadono stecchite
ombre al forno
 
la sera che arriva
sudata alla fonte
è donna d’estate
spighe d’oro nei capelli
segnata la schiena di creta
 
lunghe braccia sui fianchi
mirando all’amore
con occhi grandi
da girasole
 
poi alle labbra
quel sorriso di freschezza
gonfia d’una brocca in testa
 
scoprendo gocce ai seni
svanite sulle cosce
di roventi passioni
 
ma sono umori
quando la possiedi
lacrime
adesso che non ho più
da godere
il secreto dell'amore



venerdì 17 luglio 2026

per cena

 

rimane l’afa
un meriggio d’estate
 
con il mare lontano
e una voglia di te
qui tra le carte sul tavolo
 
e quando arriva la sera
a scalare d’ombre
il terrazzo
allora m’affaccio
 
alle colline che fumano
roventi al fieno
agli ulivi
che decorano
alle querce
che sono lo stemma
alla vita insomma
che aspetto
ma non torna
 
come la tua figura
all’ultima curva salendo
dalle passeggiate
insieme
e una lacrima
m’aspetta adesso
per cena



giovedì 16 luglio 2026

cronaca da sdraio

 

la solita storia
d’estate
nella sala da ballo
sul mare
 
la tua voce
in penombra
i baci e le promesse
mancate
 
ora che la stagione
in spiaggia
ricomincia
se aprono ombrelloni
chiacchiere e saluti
di rimando
cronaca da sdraio
mi manchi
 
solito caffè alla rotonda
forse un gelato
e sul marciapiede
arriva un gabbiano
tra i tavoli mendicante
 
mi sembra di riconoscere
un compagno
precise le grida
d’altri in volo
nel branco
 
oggi ascolto
una voglia
di mettere le ali
per venirti incontro
alla stazione
ancora valigie
 
se quella volta
eri così scura
partendo
quasi veniva a piovere
dalle tue ciglia
 


mercoledì 15 luglio 2026

la spilla

 

sai
cosa mi manca
di più
adesso che tornano
il profumo d'estate
quel respiro d'aria
insieme sulle case
come dal balcone la carezza antica
della sera
 
e sai
cosa cercherò per sempre
inseguendo
nuvole e sogni
a confine del tempo
 
ecco
sai tutto
donnaluna
 
se ora stringi la mano
a raccogliere l'ombra
d'un vecchio che vacilla
 
ma continua a fissare
di notte e d'argento
la tua meravigliosa spilla
 


martedì 14 luglio 2026

le voglie

 

 femmina
che amo di notte
questa città
 di collane accese
 si stende
dalle colline fino al mare
 
specchiando giù al porto
nuda ai moli
come nelle reti
tirando facili amori
 
così esco al buio
e indovino nei vicoli
più nascosti
l'amore mio
 
che dal passo felino
soffice il guanto
e labbra allo spasimo
accende voglie
 
pure una magia
d'infilata al portafogli
 
 
 
 
 
 

lunedì 13 luglio 2026

roventi passioni

 

roventi passioni
quella lucertola cova
sul muro d’afa
fissa nel meriggio
senza vento
d’un mare piatto
 
non trovo respiro
alle fronde
e nell’ombra dei vicoli
lascio coda di vacanze
a casa
 
tiro su le spalle
il grembiule tuo
ma di cucinare
non ho voglia
 
si mettono nell’orto
a suonare archi
di cicale al forno
 
lingue di fuoco
alitano sull’asfalto
 per venirti incontro
e la stazione
cuoce ai ferri
 
ecco
tu scendi da un uomo
in fiamme
e stanotte
brucerai
femmina calda



uragano

  coperta sulle ginocchia ti siedi sul divano facendo finta di niente ma dentro cova l’uragano   sale sbattendo la porta un lampo di ciglia ...