lunedì 9 marzo 2026

dove va l'accento

 

ai monti scuri
senza luna
manca l'accento
questa sera
curvo qui sul banco
un bambino alla tua scuola
 
mentre di campi e pagine
si compongono
solchi e righe
al racconto della nostra terra
 
finendo di scavare
profonde rughe
il vomere di stagione
 
ogni cosa al suo posto
era il tuo dettato
e
dove va l'accento
ho imparato
solo adesso
 
che sull'ultima parola
cade preciso il silenzio
 
 

domenica 8 marzo 2026

la pianta di mimosa

 

raccontano
gli occhi tuoi
che stai sfogliando
petali nuovi
di stagione
 
oggi
con la voglia di mettere
una camicia a fiori
sei così bella
 
che dal balcone
arrivano uomini
in volo
per quanto profuma
la tua corolla
aperta al seme
 
sei la pianta di mimosa
che coltivo beata
d’un giallo da far innamorare
 
e rimango di pomeriggio
a fissare la bellezza
curando certi ricordi
da far male
 
ma d’inverno
porterò dentro
la mia amata
riparandola
dal gelo
 
tra i quadri
lontana dal camino
a brillare in quella stanza
dove la muffa
ha preso il posto
della fantasia
 
 ogni giorno
allora che sia
otto di marzo
a festeggiare
la donna mia



sabato 7 marzo 2026

ritornerai

 

ritornerai
con le gemme che spuntano
sulle braccia a primavera
 
nei colori accesi
e nuovi disegni
 
per campi in fiore
e voli di rondine
 
ritornerai
in quel petalo di rosa
che già profuma in giardino
 
a raccontare storie
di generazioni per la vita
nonostante tutto
 
e allora t’aspetto sull’uscio
in silenzio o alla lingua
del vento
 
quando rapiva la notte
i sogni a lume di candela
sfogliando quel piccolo diario
macchiato di cera
e d’una infanzia povera
 
ritornerai
con il sorriso delle donne
in abito da sposa
 
come sul mandorlo
l’alba in rosa
e strascico di nuvole
a mantello
 
 

venerdì 6 marzo 2026

neon

 

la piccola edera
che hai cresciuto da sempre
continua sul balcone
ad avvitarsi inutilmente
come questo tempo
così lungo alla schiena
 
affacciati tra le sbarre
curvano due fiori
dai vasi in secco
e si lasciano dal vento libero
accarezzare nel vuoto
 
l’analisi dei sogni
svolge una guardia in strada
per un giro di controllo
quando lasci i piatti
e al video raccogli illusioni
 
continua a pedalare dormendo
e sull’asfalto vibra un faro di mezzo
la noia in canna
d’una vita intera
a caccia di niente
 
lungo una periferia di nebbia
assorta e umida
in alto quella luna
che a poco riesce dalle coltri
e nelle folate di sotto
fa da neon all’assenza



giovedì 5 marzo 2026

il silenzio dei vecchi

 

sorprende
la sera
alle faccende
sul vicolo
 
dai panni sull'orto
alle ultime chiacchiere
davanti l’uscio
mentre scappa la lucertola
e i gatti tornano sul muretto
 
quel riflesso balena
per i tetti
dove odo il rintocco
del vespro
una voce inseguendo
fino a notte
 
solito giro
in piazzetta
poi sulle scalette
verso l'osteria
uscendo al piazzale
da bora
 
risalgo il tornello
delle mura
già ho perso l'eco
e siedo stanco ai fanali
 
il silenzio dei vecchi
possiede tutte le corde in gola
 
tanto rimane fisso negli occhi
il racconto
 
così accostando il portone
lascio fuori inutili parole
 
al buio ora ci vuole
solo un corrimano
di ragione
 
 
 

mercoledì 4 marzo 2026

lo specchio degli amanti

 

le notti da piedi all’attesa
per una luna che trasuda alle canne
con la brezza di mare
 
resto sul molo
lo scafo a mollo
tra onde sospeso
e le ombre decise
sui muri
nei vicoli a sognare
 
sono le nostre parole sussurrate
ai lampioni di un paese remoto
alte sulle carraie
perdute nelle grida
 
come un sospiro di vento
mira alle tue labbra
e alle vele d’oceano
ormai prossima l'alba
 
così la tua voce
tra i forri tesa
e al vento diritta
alle cime assale
poi sulla distesa
silenzio compone
 
un pensiero al davanzale
verso le stelle d'un soffitto chiaro
 
due passi al limite del nulla
invisibile il confine
d'esistere
 
ora mi prendi per mano
dove nuda abita l’assenza
e non hai indosso
che un sogno leggero
 
possiede tutte le mie notti
lo specchio degli amanti


martedì 3 marzo 2026

nulla più

  

qui
nel silenzio
d'un mondo strano
 
rivoltando le tasche
a questa vita nuda
nella stanza
 
anche
un solo momento
con te mi basta
 
cadendo quel bacio
dal tempo che avanza
 
come un battito d'onda
alle tue labbra
da sfiorare
e
cosa sarà mai
prima del mare
 
eppure di notte
la scintilla
più piccola
è tutto
per un cieco
 
senza fede
che vive
di tenebre
e muto
nulla più
chiede
  
  

lunedì 2 marzo 2026

il dettato

 

oggi non fa testo
il sole
se d'uno sguardo
metti nuvole
al balcone
 
è d'un tempo strano
quello che marzo ci racconta
a potare d'ulivo
nuovi versi
o sulla vigna curvo all'arte
di metafore e innesti
 
come virgole d'umore
accarezzando le prataiole
o nel giardino di musa
coltivando rima d'aiole
 
ecco sui campi in riga di metrica
spuntare al canto d'allodola
l'alba di semina
 
sedendo il vecchio
a confine dello steccato
 
fisso alla pipa
sul dettato
 
 


 

domenica 1 marzo 2026

un poco di sole

 

esce stamani
un poco di sole
breve il conforto
in silenzio
al balcone
 
se non ascolto più
le tue parole
 
e sulla strada
seguito a mirare
quante attese in fila
 
poi attraverso i campi
scappa un desiderio
fino alla curva in fondo
dove i cipressi fanno l’inchino
a te che riposi
nel piccolo cimitero
 
ci vedo poco
e non credo
ma ti penso
a quella foto
d'un sorriso ancora
 
adesso raggiungo
quelle nuvole
che il vento di marzo
spinge oltre confine
 
se volevo
sull’ultima riga

per tutto il nostro racconto
una sola volta almeno

scrivere
ti voglio bene


 

vento di periferia

 

matto alle persiane
gonfia le sottane
con quelle arie che ti dai
stupida creatura della notte
a battere i marciapiedi
vendendo sogni a poco
 
e incipri le gote
già le labbra gonfie di rossetto
ti guardi alle vetrine
scodinzoli alle macchine in fila

ora scappi nelle folate
in coda alle carte che mulina
senza scampo
questo vento di periferia
 
dove poi bruciano falò d’attesa
come fuochi d’avvicinamento
segnali nella notte
per un amore a pagamento
 
ma che devo dire
io che ho speso una vita
in attesa di quello vero



dove va l'accento

  ai monti scuri senza luna manca l'accento questa sera curvo qui sul banco un bambino alla tua scuola   mentre di campi e pagine si ...