domenica 23 agosto 2026

23 agosto 1927

 

 


a Nicola Sacco e a Bartolomeo Vanzetti ,

 

innocenti eppure uccisi il 23 Agosto 1927 , nel grande paese della statua della libertà.

dedico il mio ricordo imperituro perché l’utopia dell’anarchia non è qualcosa d’irraggiungibile, ma è solo quello che non ci vogliono far raggiungere…

e lo si raggiunge non con la violenza , ma con la giustizia e la libertà onesta e chiara, e con la pace tra i popoli ,

pure distruggendo le armi , rimuovendo i muri e i reticolati come i confini dell’odio,

soltanto allora si capirà che la fratellanza e l’uguaglianza sociale sono una sola cosa nel rispetto dei diritti della persona più sacri,

il lavoro che sia come la salute e la dignità e la sicurezza

non comprate e non vendute

il futuro dei nostri figli che sia tutelato e difeso contro ogni guerra

e infine il mondo intero che sia libero da dittature ingiustizie sfruttamento

e che abbia l’insegnamento di Ghandi e Martin Luther King Jr.

come di questi veri martiri contro ogni oppressione



 "" sono passati 99 anni, sarebbe ora che l'America texana trumpiana chieda scusa per una ingiustizia spaventosamente cruenta, NO, i veri anarchici non sono bombaroli o dinamitardi, magari al regicidio di Bresci inneggiano, SI' , è vero, ma le caste reali hanno determinato milioni di morti con le loro guerre di corte, basta con i sopprusi dei monarchici e dei giudici sceriffi che hanno messo sulla sedia elettrica due poveri onesti lavoratori emigranti, basta ! ""


per altre vie

c’incontriamo
al caffè lo stesso
 
notte scura
sui tavoli
con la rabbia
di non trovarti
 
discorsi di fabbrica
che mai dimentico come il fumo in tasca
 
noi d’un tempo
e del pensiero libero
ultimi compagni rimasti
 
quando due bicchieri
un solo canto
fisso vuoto
il posto a fianco
 
sciogliendo il pianto
 
 

niente da fare

 

niente da fare
con il vento
 
nelle stanze fischiando
dopo la notte insonne
 
e spifferando altre storie
naufrago a letto
 
mi parlavi d’una giusta distanza
a far data una lunga assenza
ora basta
 
se ti tengo stretta
e già sogno all’alba
di calarmi tra le folate per strada
 
hai sfondato
imposte e scuri
e sulle scale
possiedono brividi
tutte le correnti alle ali
per una sola direzione
la tua
 
m’arrendo
se il tuo vento
lingua lunga bussa al portone
discorre di sotto in cortile
gioca a carte
e i mulinelli sono storie
un tempo di mira
 
oggi questa donna
lascia i pensieri in tempesta
e nel vortice come tira



sabato 22 agosto 2026

titoli di coda

 

strade vuote
d’una notte insonne
 
il nostro amore
lungo marciapiedi
 
così breve ai fanali
come farfalle da bruciare
 
una luna bugiarda
invita sui tetti a volare
 
tra parabole e antenne
il tempo in fuga
 
il ricordo adesso fa male
e ubriaca al ponte laggiù
quell’immagine
d’un tuffo non aspetta più
 
troppi rimpianti
sul lungotevere
portano viali
sotto i platani
per quante ombre
ai baci
 

noi due evasi
a piedi nudi
dal racconto
sull’argine
d’un sogno
 
per sempre
questa città
di monumenti
storia
fissa
la nostra
a memoria
 
eri mia
in cima al mondo
pur vana gloria
 
di templi colonne
a schiera
statue
insegne in rovina
i nostri nomi
perduti
 
adesso ascolto
di popoli e genti
l’eco in silenzio
 
solo gatti al verso
sui titoli di coda
 
 

venerdì 21 agosto 2026

che pena

 

torna l'estate
a profumare dagli orti
e curando insalata
pomodori un poco
cerco scampo all'afa
 
poi va meglio
se arriva un temporale
così non ti sento
dalla finestra
che ripeti d'innaffiare
 
questi lunghi meriggi
che perdo in ozio
sei peggio
delle zanzare
ronzando dal balcone
fin sul vicolo
con il rimbombo
nel timpano
a ripassare un nome
 
il mio è sulla bocca di tutti
e dalle stanze sale l'eco
 
tormentone o ritornello
a volte resisto
poi all'ennesimo mio caro
ti sparo ai vetri
un pomodoro
 
quando ci sorprende
la sera
come due innamorati
in scena
tu
a condire insalata
io
a pulire finestre
 
che pena
 
 

giovedì 20 agosto 2026

estasi


è già notte
nei vicoli scuri
dove si stringono le case
all'eco di tanti ricordi
 
zingaro
il più bello
dallo sguardo fiero
con i tuoi ricci ribelli
e quegli orecchini a cerchi
che muovevi ai baci
 
e la nostalgia
salta all'angolo
se al tempo
non resisto
scappando
una voglia
di possederti
contro il muro
di muffa
e rimpianto
 
così della mia luna
gitana all'inseguimento
acrobata di sogni
come di fumo saltimbanco
 
non posso raccontare oltre
se a forza d'intingere
i sensi
ho finito l'inchiostro
 
rimane il silenzio
lingua lunga
d'estasi
 
e tu sola
mi capisci



mercoledì 19 agosto 2026

non solo angeli

 

questo pomeriggio d’estate
accompagno fuori
i nostri ricordi
 
allora ti mettevi un vecchio scialle
e non parlavi sulla passeggiata
davanti ai monti
 
solo quel sorriso stanco
 nei tuoi  passi
uno dietro l’altro
pomeriggi  d’avanzo
che a sera non bastava più il tempo
 
e quando ti sei fermata alla chiesa
con la gente che salutava
mi sono perso dietro un funerale
vuoto a rimettere l’anima
 
se alla tua foto
sorridendo così lontana
 
non solo angeli
piegano le ali
 


martedì 18 agosto 2026

odio l'estate

 

dei baci che ho perduto
tengo a malapena quel sospiro
dopo che avrò questa lettera
finito
 
odio l’estate
di certo
chè mi ha tolto
inchiostro
e voglia di scrivere
 
mentre pedalo alla tastiera
chissà quante nostalgie
per ricordare un amore
 
ah le poesie
d’un giovane innamorato
ora gobbo allo schermo
sui ricordi inciampa
malfermo
 
e ancora dai siti
non si toglie di torno
dando soliti addii
come i tratti d’un moribondo
 
mio caro profe
al palazzo delle Lettere
come menavi sulla schiena
e alla nuca i ceffoni
volavano
 
erano tempi migliori
da vivere fuori
dentro i peggiori
 
oggi mi sveglio
a dir poco dal coma
amo una donna
virtuale
ma non di gomma
certo non ha valvole
ma spara cuoricini
leccornie su ogni pagina
 
è un mondo che va così
certe volte m’alzo
a stento come confuso
misuro la pressione
intanto suonano
campanelle di messaggi
avvisi di posta
 
dio mio
che importa
io l’amo
e poi ci scriviamo
di soppiatto
preciso il profe
che ci beccava



lunedì 17 agosto 2026

questa poesia che muore

 

proteggere una donna
coltivare il fiore
 
in attesa che apra la corolla
al sole
 
stupenda 
la conta dei petali
non ci sono parole
 
sul gambo
sfogliando emozioni
poi un brivido
al vento che muove
 
il primo d’un lungo inverno
che stringe al gelo
così delicata
questa poesia che muore
 
al davanzale delle promesse
non ho fatto a tempo
nel ritirare il vaso
dalle offese
 
oggi sono più solo
senza il tuo sorriso
al balcone ma che tristezza
 
se ho messo tante piante
e una sola dava
la bellezza



domenica 16 agosto 2026

zefiro caldo

 

ora che l'estate
possiede i campi
e avvampa
come femmina
ai suoi amanti
 
raccolgo vele
nello scafo
girando dalle coste
a largo
di nodosi calanchi
spirando zefiro caldo
 
tra quelle braccia di pietra
e terra secca
a dorso di mulo
come agli alberi di nave
dai crinali scoscesi
alle sabbie d'oro
vanno i racconti della gente
per monti e mare
 
uomini rivolgono la prua
calando reti
ai seni rigonfi
e donne rivoltano
voglie
d'onde ammalianti
 
per un vecchio sul molo
s'è fatto tardi


 

sabato 15 agosto 2026

anima mia

 

ricorderò
i nostri momenti
per sempre
buon
ferragosto
anima mia
 
e nel tempo
oggi più che mai
sento addosso
una sola donna
 
conosco
la voce
le mani
quella carezza
dall’oceano
tesa
 
maledetto il tempo
che l’ha offesa
e possa allora palpitare 
oltre ogni confine
 
là dove la nostra storia
indelebile
sarà d’amanti
ancora il segreto
come di ragione alcuna



23 agosto 1927

    a Nicola Sacco e a Bartolomeo Vanzetti ,   innocenti eppure uccisi il 23 Agost...