lunedì 28 settembre 2026

Puer Longaevus : una sola stagione

Puer Longaevus : una sola stagione:   nudo sulla piazza vuota il nostro sogno d'estate e dalla torre il colpo di grazia a rubare l'istante preciso il brivido alla sch...

sulfamidici e baci

 

tutti i giorni
e le notti
che non ti dico
quante volte
ho urlato muto
aspettando sottocasa
 
e la vita va avanti
mi manchi
così tra bottiglie rotte
chimere in frantumi
di chiacchiere inutili
ho fatto tardi in osteria
 
rimangono sul marciapiede
a pezzi le ombre
d’un passato
ma è il domani che ti fotte
appena girato l’angolo
  
tele di muffa
giochi di salnitro
alle mura un fritto misto
dai ponti mirando una città vuota
 
a quest’ora anche il cane
finito di pisciare
mi guarda fisso
come a dire
ho fame
 
ci rimane sotto le stelle
l’attesa fino all’osso
ancora sigarette
pure tosse
 
un peso in gola
lo so
cambia il tempo
fa freddo

quando volevo
per la febbre
sulfamidici e baci

tira il guinzaglio
adesso una bestia
di solitudine
no
non li sentiamo
i rimorsi
pronte le valigie
 
riverso tra i cartoni
il vecchio poeta
s’è bagnato
i pantaloni
dai con la rima
anche rotti
i coioni
 
 

domenica 27 settembre 2026

una sola stagione

 

nudo
sulla piazza vuota
il nostro sogno d'estate

e dalla torre
il colpo di grazia
a rubare l'istante

preciso il brivido
alla schiena
riaccompagnando
l'ombra tua a casa

una sola stagione
amanti

e sul viale 
dove sono ingiallite
tante ragioni
 
ho paura a calpestare
l'unica
di vivere insieme




sabato 26 settembre 2026

le poste di settembre

 

andrà via l’estate
sopra carrozze d’afa
 
già comincia di foglie
ad intercalare il poeta
rime con scialli
 
e così rimangono vuote
le poste di settembre
 
andiamo allora sottobraccio
a mirare quante illusioni
ingiallite di ragione
 
oltre il fumo
di roventi passioni
ecco l’autunno
con il suo inceder lento alle chiome
come sui monti canute le cime
 
appoggiati al mio affanno
resisti ancora un poco
non voglio rimaner da solo
alle porte d’inverno
 
quando sul piazzale fuori le mura
scendendo all’antico lavatoio
come impressiona dal convento
quel suono del vespro
a cadere l’ultimo bagliore
 
ora
lungo la pietraia farà presto
il buio a tirar su la coperta
in sordina
 
lascio un saluto da Armindo
alla pompa di benzina
 
dopo la strada è incerta
se alla prossima curva
trovo il cancello
d’ultima dimora
 
 

venerdì 25 settembre 2026

se chiudi gli occhi

 

se chiudi gli occhi
puoi ascoltarla ancora
 
in fondo a lezioni di storia
sui banchi in cortile
reggendo mani perdute
pagine bianche di memoria
 
noi iscritti alle lettere
che cadono ingiallite
fuori corso anche quell’amore
 
e sciamando dalla scuola
troverai un vecchio barbone
eschimo e manifesto
che t'aspetta da ieri in panchina
 
intanto che nebbia sale
come null’altro da raccontare

solo baci senza rumore



giovedì 24 settembre 2026

immagine di donna

 

un sogno
sui tetti
 
arrivando l’alba
al colmo dei coppi
 
come in cattedra
i tuoi riflessi
 
sciogliendo
quei riccioli d’oro
allo specchio
 
immagine di donna
ai capricci
che non conosco
 
ma fanno male
oggi di solitudine
a letto
 
 

mercoledì 23 settembre 2026

ma cosa credi

 

ai crocevia
saprò aspettare
 
nei dubbi
proverò altre domande
scorciando i pantaloni
rotolando le maniche
 
non salterà la serratura
lo so
al passato remoto
ma l’amore serve a questo
 
se ho finito
le strade di girare
sulle ginocchia
le distanze
da stringere tra le mani
 
stropicciando la carta
schiacciando fino alle urla
che nessuno ha sentito
l’opera che tenevo a bottega
 
e tu a rubare di soppiatto
quest’anima
 
stanotte ce ne andiamo al buio
sull’argine del dubbio
dove ogni ombra
racconta la sua storia
 
le mani
intrecciate
alle radici
 
le nostre vite
sui campi
di storia
 
ma cosa credi
che sopra un tappeto di ghiande
non ci sia ancora più stupendo
il tuo cielo d’Irlanda
 
canta amore
ti prego
come sulla campagna
piano mi stendo
tra pieghe di semina
per sempre



martedì 22 settembre 2026

ombre a tavola

 

ogni volta che siedo qui
ad ascoltare l’eco
del traffico lontano
rumori d’una vita
che più non mi appartiene

ho soltanto il silenzio
amico di stanza
a parlarmi di te
apparecchiando un’altra sera
ombre a tavola

serve il tempo
ricordi così cari
che il buio poi sale furtivo a rubare

scappando giù per le scale
complice la notte fuori
con quella luna a far da palo
 


lunedì 21 settembre 2026

quando verrà

 

quando verrà la sera
a prendermi sull’uscio
 
alle ombre ci perderemo
sottobraccio
 
giù nei vicoli
come gatti innamorati
 
con il tuo ricordo
a far da scialle
sul primo brivido di freddo
 
 poi
quando la notte verrà
per me
il silenzio
basterà ai vetri
di parlare attesa
 
con la tua immagine
a far da velo
sull’ultima scena
 
 
 

domenica 20 settembre 2026

rossore

 

di giorni come parole
raccolte a mucchi sul viale
discorre il vento d’autunno
con un silenzio intorno
a far male
 
ultimi voli
accompagnando a mani nude
vecchi in panchina
la stagione abbraccia
di colori
 
e se vestire un maglione di nebbia
indeciso il tempo
nel fumo di tepori
 
bella soltanto
sei amore
d’uno scialle di campagna
a donarti quel rossore
 
 

Puer Longaevus : una sola stagione

Puer Longaevus : una sola stagione :   nudo sulla piazza vuota il nostro sogno d'estate e dalla torre il colpo di grazia a r...