Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
lunedì 2 novembre 2026
all'amica sconosciuta
di novembre
una sera
che t'ho incontrata
mani nude tra le croci
a deporre crisantemi
due lacrime di cera
non avevo più preghiere
solo ricordi
tristezza addosso
ma quello sguardo
il tuo
m'ha fermato preciso
al cancello
dove di ruggine
cigola più il pianto
strozzato dentro
da una grande foto a colori
ultima fila
m'hai sorriso
giovane nel tempo
perduta
lascio qui
di fretta
un saluto
all'amica sconosciuta
tornando ai vivi
che più non sorridono
domenica 1 novembre 2026
l'inchino
con la grazia
in effigie
son troppe lacrime
nel tempo
a consumare
il dipinto
il drappo
calato a maggio
che è stato più
d’un inverno
come sulle spoglie
un gelido tormento
ancora il bambino
accarezza
le dita sul marmo
piangendo
se spoglia sul carro
alato il disegno
fissi i cavalli
non quel sorriso
che muovi
in rilievo
d’artista
la composizione
posando
dura tempera
in tela
della sorte
le date
al tuo nome
l’inchino
madre
sabato 31 ottobre 2026
al ballo delle streghe
il bambino s'affaccia
sul cortile a curiosare
scappando tra tovaglie
e lenzuola
questa sera di miracoli
scende piano
sulla piazza
poi dal caffè
sottobraccio
giù nei vicoli
la sento mia
perchè profuma d'autunno
di mosti e cantina
castagne
e buon vino
sa di nostalgia
quando risalgo le scalette
fino all'osteria
e quante ombre
chiamano ai tavoli
d'antica allegria
al nostro convento
di san martino
verrai anche tu
per alzare un calice
sorridere come da tempo
non fai più
sarà la notte
di maschere accesa
al ballo delle streghe
con le zucche vuote
e botti piene
fino all'alba
con la campanella delle monache
a chiamare l'ultimo sogno ubriaco
in scena
conosco
l'autore
ricordo
madre
quanta pena
venerdì 30 ottobre 2026
piano che è sera
sono
venuto questa sera
a
trovarti
nel
bisogno di parlare
con
me stesso
pure
nel tempo
che
ho paura
d'invecchiare
e
correndo con lo sguardo
alle
date di ruggine
ai
volti di cera
ripasso
storia
così
per sorreggere l'illusione
appoggiata
al bastone
interrogo
quella vecchia
che
prega muta
a
ridosso d'una stele
mi
riconosce
e
raddrizza la gobba
raccontando
un paese
poi
a passi incerti
come
la memoria
s'allontana
piano
che
è sera
l'ho
vista
sul
cancello
accostare
i
battenti
con
cura
come
a custodire
segreti
del
cuore
giovedì 29 ottobre 2026
la notte e il vento
spogliando la notte
di silenzi
batte questo vento
alle persiane
in fila sull’orto
rimandano saluti curiosi
i tuoi panni
amanti si rincorrono
giù nei vicoli
mettendo lingua
ad ogni porta
poi in piazza tirano fuori le carte
e sposi all’alba
se ne vanno
con il riso d’un bambino
che rincorre nuvole
alla finestra
mercoledì 28 ottobre 2026
eco stonata
mezzaluna in cartapesta
tirata giù dal tendone
a chiudere il circo di periferia
dietro l'ultimo carrozzone
un artista
strappata la maschera d'allegria
suona tra fuochi spenti
quella tromba di strada
lungo dormitori in cemento
eco stonata
martedì 27 ottobre 2026
in cornice d'autunno
ultime chiome
spogliano in fila
le braccia a salutare
sulla passeggiata
un pallido sole
quel tocco di nebbia
in cornice d'autunno
quanto basta
e la campagna
sciolti i capelli
apre
femmina di scialli
alla semina
nude gambe
in riga devoti
miro anche i cipressi
che si preparano
alla fiera dei morti
congiungo le mani
senza preghiera
e nel mio sogno
eri tu la devozione
sacra quella figura
che impressiona
in scena
girando una pellicola
di ruggine
al cancello
dove cominciava
una lunga fila
di lacrime e cera
formule di latino
a ripetere
il bravo bambino
in ginocchio
a crescere oggi
silenzi da vecchio
lunedì 26 ottobre 2026
come te nessuna
allunga la zampa
in segno di tenerezza
il cane sul divano
e
stasera che non ci sei
fa lo strano
forse ha bisogno
d'una carezza
allora usciamo
incontro alla notte
solitudine a guinzaglio
lui in cerca
ad ogni angolo
io alla solita panchina
già stanco
mentre passano le ombre
in fila
sul muro di fronte
l'amico abbaia
solo ad una
ha ragione
come te
nessuna
domenica 25 ottobre 2026
Historia
ho scritto
tanto di noi
che alla fine
salgono in gola
parole senza voce
soltanto il silenzio
adesso a spiegare
un amore perduto
e quel piccolo uomo
in bassorilievo
rimarrà alla tua grandezza
muto
depongo la cornice
ripiegando in tela
lacrime d’autore
come sul finire della pellicola
immagini alle pareti
passo in rassegna
per stanze in penombra
la sera che viene
avrà tutta la scena
e la nostra casa
sarà al tramonto icona
del tempo insieme
mentre il diario
in mezzo alle crepe e ragnatele
riporta il discorso
d’una famiglia
che alla quercia fedele
all’olmo antico
e sacra all’ulivo
ha nello stemma
Historia magistra
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e una sera lui venne in fabbrica a parlare attraversando un cancello di ruggine sospeso tra mura in cinta d’abbandono silenzio ...