Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
lunedì 28 settembre 2026
Puer Longaevus : una sola stagione
Puer Longaevus : una sola stagione: nudo sulla piazza vuota il nostro sogno d'estate e dalla torre il colpo di grazia a rubare l'istante preciso il brivido alla sch...
sulfamidici e baci
tutti i giorni
e le notti
che non ti dico
quante volte
ho urlato muto
aspettando sottocasa
e la vita va avanti
mi manchi
così tra bottiglie rotte
chimere in frantumi
di chiacchiere inutili
ho fatto tardi in osteria
rimangono sul marciapiede
a pezzi le ombre
d’un passato
ma è il domani che ti fotte
appena girato l’angolo
tele di muffa
giochi di salnitro
alle mura un fritto misto
dai ponti mirando una città vuota
a quest’ora anche il cane
finito di pisciare
mi guarda fisso
come a dire
ho fame
ci rimane sotto le stelle
l’attesa fino all’osso
ancora sigarette
pure tosse
un peso in gola
lo so
cambia il tempo
fa freddo
quando volevo
per la febbre
sulfamidici e baci
tira il guinzaglio
adesso una bestia
di solitudine
no
non li sentiamo
i rimorsi
pronte le valigie
riverso tra i cartoni
il vecchio poeta
s’è bagnato
i pantaloni
dai con la rima
anche rotti
i coioni
domenica 27 settembre 2026
una sola stagione
nudo
sulla piazza vuota
il nostro sogno d'estate
e dalla torre
il colpo di grazia
a rubare l'istante
preciso il brivido
alla schiena
riaccompagnando
l'ombra tua a casa
una sola stagione
amanti
e sul viale
dove sono ingiallite
tante ragioni
ho paura a calpestare
l'unica
di vivere insieme
sabato 26 settembre 2026
le poste di settembre
andrà via l’estate
sopra carrozze d’afa
già comincia di foglie
ad intercalare il poeta
rime con scialli
e così rimangono vuote
le poste di settembre
andiamo allora sottobraccio
a mirare quante illusioni
ingiallite di ragione
oltre il fumo
di roventi passioni
ecco l’autunno
con il suo inceder lento alle chiome
come sui monti canute le cime
appoggiati al mio affanno
resisti ancora un poco
non voglio rimaner da solo
alle porte d’inverno
quando sul piazzale fuori le mura
scendendo all’antico lavatoio
come impressiona dal convento
quel suono del vespro
a cadere l’ultimo bagliore
ora
lungo la pietraia farà presto
il buio a tirar su la coperta
in sordina
lascio un saluto da Armindo
alla pompa di benzina
dopo la strada è incerta
se alla prossima curva
trovo il cancello
d’ultima dimora
venerdì 25 settembre 2026
se chiudi gli occhi
se chiudi gli occhi
puoi ascoltarla ancora
in fondo a lezioni di storia
sui banchi in cortile
reggendo mani perdute
pagine bianche di memoria
noi iscritti alle lettere
che cadono ingiallite
fuori corso anche quell’amore
e sciamando dalla scuola
troverai un vecchio barbone
eschimo e manifesto
che t'aspetta da ieri in panchina
intanto che nebbia sale
come null’altro da raccontare
solo baci senza rumore
giovedì 24 settembre 2026
immagine di donna
un sogno
sui tetti
arrivando l’alba
al colmo dei coppi
come in cattedra
i tuoi riflessi
sciogliendo
quei riccioli d’oro
allo specchio
immagine di donna
ai capricci
che non conosco
ma fanno male
oggi di solitudine
a letto
mercoledì 23 settembre 2026
ma cosa credi
ai crocevia
saprò aspettare
nei dubbi
proverò altre domande
scorciando i pantaloni
rotolando le maniche
non salterà la serratura
lo so
al passato remoto
ma l’amore serve a questo
se ho finito
le strade di girare
sulle ginocchia
le distanze
da stringere tra le mani
stropicciando la carta
schiacciando fino alle urla
che nessuno ha sentito
l’opera che tenevo a bottega
e tu a rubare di soppiatto
quest’anima
stanotte ce ne andiamo al buio
sull’argine del dubbio
dove ogni ombra
racconta la sua storia
le mani
intrecciate
alle radici
le nostre vite
sui campi
di storia
ma cosa credi
che sopra un tappeto di ghiande
non ci sia ancora più stupendo
il tuo cielo d’Irlanda
canta amore
ti prego
come sulla campagna
piano mi stendo
tra pieghe di semina
per sempre
martedì 22 settembre 2026
ombre a tavola
ogni volta
che siedo qui
ad ascoltare l’eco
del traffico lontano
rumori d’una vita
che più non mi appartiene
ho soltanto
il silenzio
amico di stanza
a parlarmi di te
apparecchiando un’altra sera
ombre a tavola
serve il
tempo
ricordi così cari
che il buio poi sale furtivo a rubare
scappando giù
per le scale
complice la notte fuori
con quella
luna a far da palo
lunedì 21 settembre 2026
quando verrà
quando verrà la sera
a prendermi sull’uscio
alle ombre ci perderemo
sottobraccio
giù nei vicoli
come gatti innamorati
con il tuo ricordo
a far da scialle
sul primo brivido di freddo
poi
quando la notte verrà
per me
il silenzio
basterà ai vetri
di parlare attesa
con la tua immagine
a far da velo
sull’ultima scena
domenica 20 settembre 2026
rossore
di giorni come parole
raccolte a mucchi sul viale
discorre il vento
d’autunno
con un silenzio intorno
a far male
ultimi voli
accompagnando a
mani nude
vecchi in panchina
la stagione abbraccia
di colori
e se vestire un
maglione di nebbia
indeciso il tempo
nel fumo di tepori
bella soltanto
sei amore
d’uno scialle di
campagna
a donarti quel rossore
Iscriviti a:
Post (Atom)
Puer Longaevus : una sola stagione
Puer Longaevus : una sola stagione : nudo sulla piazza vuota il nostro sogno d'estate e dalla torre il colpo di grazia a r...
-
ora porgo la mano stringendo un vecchio compagno rimasto indietro sulle passeggiate d'un paese di mare a me tanto caro dove ho cura...
-
vorrei portarvi con me indietro nel tempo in quel cortile a giocare stagioni più belle un invito di brughiera al mattino o sulle spiagg...
-
Ognuno di noi ha suoi tormenti, chi più celati, chi meno... Non chiedo nulla... sono stata bene con te nonostante i nostri screzi. le nost...