giovedì 12 marzo 2026

dico basta

 

verso la campagna d’inverno
sotto un cielo di nuvole
scappa il vento
alle siepi discutendo
 
nella stanza un tormento
così esco al freddo
alzando i baveri
alla gente
che sui marciapiedi scappa
specchiando le vetrine
un giorno indifferente
 
uno dei tanti che passa
al caffè per i saluti
fino all’angolo di piazza
dove è tutto fermo
tavolini due ombrelloni
a sedere nessuno
 
s’alza in giostra poi
nei mulinelli di carte
le stesse
che remano alle tempie
 
vortici
che premono alle spalle
spingendo un vecchio
sotto logge deserte
 
scendo nei vicoli
in mezzo a tanti ricordi
se il treno è pronto
alla stazione
già in sala d’attesa
le valigie
 
no
non reggo più a quello sguardo
d’un battito di sportello
sul marmo
 
sono solo e in fuga
dal passato
voglio riposare a fianco
riuniti per sempre
 
ma quando partirà
questo convoglio
d’anime che non credo
 
basta con i fiori le preghiere
che mi lanceranno appresso
 
lasciatemi in pace
su questo fazzoletto di terra
dimenticato
 
dove ceneri sparse
semi di ghiande e crisantemi
mai faranno vermi



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