martedì 24 febbraio 2026

al cancello

 

d’eremo viandante
alla fonte del cimitero
lavo certe pene dentro
avvicinandomi al cancello
 
di ruggine profano
stride cigolio
e mi fermo
devoto al silenzio
 
mirando nei passi
di ciottoli bianchi
lapidi e steli
lungo siepi di bosso
 
come quell’angelo d’ala offesa
a custodire date e foto
che più non conosco
 
c’è una madre
sempre a sorriderti
nel marmo
 
braccia stanche le mie
a rimettere fiori
tanto domani già curvano
 
sono queste preghiere
in bocca ormai
che appassiscono



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