com’è strana la sera
cercando la tua ombra
in scena
quattro case
un piccolo ricordo
niente di che
a scoprire
dove sei
al cine d’essai
io e te
ultima fila
radente
le mura
di vicoli intestini
a far muffa
con i silenzi
che riconosco
uno ad uno
già ripetuti
all’unisono
i fanali
ad ingiallire
la pellicola
e sul finire del cinema
cerco sollievo
alla fontanella
ecco la parola fine
impressa in quella stella
lassù tra i platani
che brilla
distante anni luce
i passi stanchi
infiora fino al portone
dove un tempo
m’hai segnato
in fronte
dietro
i tarli
affilate le ombre
m’appoggio
al corrimano
che non regge
più ragione
se amaro
come diceva il poeta
salire le altrui scale
non ti dico poi
l’abbandono
di stanze lasciate al buio
solo ad una è rimasto
il crocifisso
cosa vuoi
chiedere ormai
perdono
solo mi dolgo a volte
d’essere ancora vivo
un dolore sordo
al costato infisso
torno in strada
a consumare la notte
altra metafora
e basta
Nessun commento:
Posta un commento