sabato 28 giugno 2025

lunghi treni

 

di notte
tra le coperte
convogli così lunghi 

che sulle vertebre stendo
un peso di rimorsi
impossibile
 
e poi silenzi
esili
fragili
come queste mani
costrette un tempo
a congiungersi
e le braccia ora
inutili a stringerti
 
domani che sarà
un altro compleanno
ad accostare piano
le imposte
aspetterò
quel treno
di cui parlavi
per un viaggio
fosse anche l’ultimo



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