martedì 10 marzo 2026

questa pena di vivere

 

il tempo scorre via
senza contare per noi
più nulla 

adesso che ai vetri
graffi le nuvole
interi pomeriggi
a scansare lacrime 

e ti senti inutile 

poi quando la notte dalle sponde
assaltano rimorsi
a crescere tormento
in piena solitudine 

senti un mare
freddo addosso
con affanno
e paura di non farcela 

allora muta la preghiera
va dei naviganti sull’oceano 

prima un adagio tra le onde
che diventa al buio rabbia 

d’un battito di remi
come pugni in tempesta
tra le coltri 

scafi pelle ossa
sbattuti e abbandonati
alla fonda

lungo l’argine ad evadere scalzi
i nostri sogni di cartelle e numeri
solo corsie di rimpianti inutili
e di commiato
tanto il prete in latino
al viatico

è morto un altro
oggi
che hanno tirato le tendine
per nascondere
questa pena di vivere
 
 

1 commento:

  1. virgilio puer longaevus10 marzo 2026 alle ore 18:56

    *e questi bastardi perdio, i potenti della terra, pensano ai missili...

    ( agli ospiti che risultano prima abbandonati
    poi dispersi al fronte di guerra nelle case di riposo)

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