lunedì 27 aprile 2026

la notte da solo

 

quando vado in giro
la notte da solo
 
è femmina
questa città
da marciapiede
 
ad indossare
collane accese
nei richiami
 
specchiando
asfalto lucido
riflessi di fanali
 
come sorprende
per vicoli nuda
dove i gatti
sentono la luna
 
è storia di palazzi illuminati
eppure cupi all’idea
 
cattedrali senza preghiera
se chiudono a quest’ora
 
grattacieli da scalare
mura per ferire in cima
 
poi esco da viali alberati
al ponte che racconta
d’innamorati
e sul fiume ti sento
mia
 
donna tra le onde
e da muraglioni
affacciata
in scia
 
sull’ultima curva
dove l’ombra affonda
nei gorghi
 
così naufrago
per strada
le ore piccole in tasca
 
già sento quest’uomo
perduto nel traffico
di gente che suona
ancora più morta
  


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