giovedì 28 maggio 2026

me ne andrò

 

me ne andrò
una sera
mano nella mano
alla solitudine
 
solo il tuo silenzio
accompagnerà
stanco
gli ultimi passi alla porta
 
quanto vorrei un tappeto di foglie
alla malinconia
e il vento nei capelli
d’un addio
 a soffiare almeno una carezza
 
quella che non t’ho mai dato
 
 poi ci vorrà poco
a staccarsi dal ramo
danzando questa vita
all’aria d’autunno
quando in volo
ci saranno tanti ricordi
raccolti in un fremito
 
e caduti ai piedi di stagioni più belle
i nostri nomi
che avevo scolpito
sulla corteccia
d’un duro destino
 
resterà il tronco nudo sui campi
a far capo d’ altri voli
migranti
 
torneremo
io e te per sempre
stretti alle radici
della nostra terra
 
con un papavero tra le zolle
forse un girasole nelle ossa
e questi versi sul marmo
d’oblio
 
 libero dai vermi di putredine
sono salito
su un carro alato di fuoco
agli astri rivolto
come la mia penna
 
 

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