giovedì 12 marzo 2026

liberando il pensiero (a Renato Fedi poeta)

 

ha battuto sui pali di staccionata
quel passatore stanco
dentro la rete infilando le ali
 
come il vento gonfia lo scialle
alle querce giù in fondo
la campagna si lava di nebbie sui filari
depone foglie per un tappeto
che la stagione concede ai nostri passi
perduti sul confine del tempo
 
alla stufa di terracotta
lasci le tue spoglie
madre antica curva alla minestra
 
stasera sul tavolo voglio dividere
companatico silenzio
ma prima torno in giardino
a far volare quel pensiero libero



1 commento:

  1. virgilio puer longaevus12 marzo 2026 alle ore 20:23

    Renato nell'ultima e unica telefonata ti sentivo stanco, la voce lontana...voglio non credere che sei partito, no, non ci credo...non ho avuto il tempo di conoscerci, e rimarrà per sempre il tormento...allora fai buon viaggio amico e compagno d'altri tempi, perdonami se chino la testa, per un attimo, ma stai sicuro che ascolterò il tuo consiglio e continuerò le mie bayyaglie per sempre, fino alla fine, e sappi che ti ho stimato sempre ma sempre...

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