martedì 11 marzo 2025

in controluce

 

non salivi più
le scale
e
la sera popolava
d’ombre
i tuoi occhi

con quella lacrima
madre a sussurrare
benedetta vecchiaia 

persa ormai la vista
per due passi che rimanevano
in sospeso
t’appoggiavi alla sedia
 
mai un lamento
pregavi e basta
 
fisso in poltrona
la tua ombra
allo schermo
stasera che non ascolto
più il pendolo
fuori i rumori
e dentro il vuoto
 
mi stendo sul divano
e ripasso muto
il sottile confine
tra una rabbia addosso
e la voglia di sparire
 
il neon di sotto capisce
il semaforo che lampeggia
all’angolo stupisce
per come è ridotto
senza direzione
il vecchio in controluce
 

giovedì 6 marzo 2025

Bari vecchia

 

bella
questa città
di notte
 
per vicoli
a scendere
dalla Bari vecchia
fino al porto
 
giro sul faro
oltre il molo
 
le onde
sciabordano
contro la pietra
scivolando
addosso
 
e torno al profumo
sulla tua distesa
nuda
 
dove al buio
affondavo
le mani
 
come a letto
saliva il mare



mercoledì 5 marzo 2025

il tramonto in scena

 

limpida una sera
per vecchi in prima fila
allo schermo da belvedere
 
senza nuvole in corriera
da mettere già luna
così chiara
sui monti in vetrina
 
precisa è l'ora sul vespro
quando sembrano le case
stringersi al rintocco
 
il tramonto in scena
dall'osteria alla chiesa
di piazzetta
per qualche anima
in pena
 
ho rincorso certi ricordi
per via Leopardi
fino allo spiazzo delle monache
dove all'angolo
delle minzioni
sono passate intere generazioni
 
eravamo armati di fionda
un pallone sgonfio
raggi d'ombrello
per l'arco a freccia
e la caccia ai gatti era aperta
 
da Lido osteria
fino al tornello
e poi su al monte
con la bici
per scendere al caffè
sulla piazza
 
quando riportano i conti
precisi di storia
al ricordo più bello
 
quel bacio a volo
e tanti ancora
stretti noi due
all'amore in sella



lunedì 3 marzo 2025

la storia

 

quando mi prende
nostalgia
delle nostre passeggiate
faccio la sera
un giro delle mura
poi scendo piano
alla chiesa delle grazie
 
e ci provo ancora
a chiedere
la salvezza
dell’anima
ma non so pregare
 
tu eri più brava
alle formule di latino
e stavi le ore
seduta o in ginocchio
sui banchi rimasti
 
una volta ho rimediato
pure uno schiaffo
perché ridevo da bambino
 
poi l’ultima volta
quella carezza
che diceva
tutto
 
senza parlare
soltanto lacrime
e un silenzio
addosso
strozzate le parole
in petto
 
oggi sono venuto
un’ultima volta
e al portone chiuso
mi perdo
 
siedo sul ciglio
della strada
una volta bianca
ora di bitume
arida
 
qui fa testamento
solo il vento
che passa a salutare
dopo la casa del capitano
la salita si fa più ripida
galoppano i ricordi
ma quanti affanni
e tu che mi aspetti
sulla piazzetta
sempre in pena
 
solo adesso mi scappa
alla fine
quel ti voglio bene
 
sono disperato
a quella casa spenta
e un fiotto di fontanella
prepara a una notte dura
mentre s’accendono i fanali
e non esce più nessuno
per via
 
se tanto tempo fa
la gente sedeva sul muretto
e com’era bello farsi compagnia
 
ora ci sono ombre
che a fare l’appello
alzano la testa

e dopo andiamo tutti in riga
sulla curva del cimitero
alla recita d’oblio
per la storia



martedì 25 febbraio 2025

cinque minuti

 

sembra un mare
quella nebbia che sale
a confondere
le onde per via
 
mentre ascolto
naufrago sul ritorno
voci lontane
d'osteria
 
e dietro
più nulla
 
com'è bello allora
accostare
al fianco d'un vicolo
tutto spento
e soffici
tra quelle braccia
remando silenzio
puntare come una volta
la luna
 
che a tratti scopre
in mezzo alle folate
quel brivido
al balcone
dove affacciava
la mia preferita
ogni volta passione
 
inutile rimpianto
d'anni in fumo
ma accendo
un'altra paglia
 
cinque minuti
d'illusione
addosso una voglia
 
  

sabato 15 febbraio 2025

in cerca della luna

 

mi collego alla notte
per scaricare certe ombre

sono onde di memoria
che navigo in linea
mano sul topo
nick d’avventura

apro le pagine dei sogni
o le porte del tormento
quando ti cerco

ma i gatti giù nel vicolo
sentono meglio la luna

e davanti al suo schermo
sai quante storie hanno
a spasso per i tetti 

m’aggomitolo al tubo della stufa
fa freddo

fisso un ragno
di ghiaccio ai vetri

sulla strada è tutto fermo
non c’è connessione


venerdì 14 febbraio 2025

l'Ora Prima

 

cominciando 
sul confine
sbadiglia l’alba
alle persiane
e va l’ultimo gatto
per strada
 
sulla porta
annusa la ciotola
e saltando l’orto
fa lo stesso il mattino
sul tappeto di rugiada
 
primo riflesso
al giro d’isolato
ma è un villaggio
ancora morto
 
quando suona
l’ora prima
dalle monache
in orazione
 
rispondono
lo spazzino
e l’ortolano
non per rima
ma colazione
 
già al caffè
si fa l’appello
parte la corriera
e nell’aria ascolto
dal piazzale
fuori porta
il coro più bello
 
un intero stormo
sul viale del tornello
tra i rami sospeso
come pronto ai salmi
 
è che non dormo
ma cantano così bene
dice il prete
sfogliando il salterio
 
io di volar via
un desiderio
 
 

giovedì 13 febbraio 2025

l'indirizzo

 

a destra sbanda
a sinistra naufraga
il vecchio bacucco
sulla piazza
 
incerto al bastone
tornando dalla spesa
trascina pure gonfia
la busta di plastica
 
non basta la mattina
a raccontare una vita
alla gente stanca
che non cerca in panchina
la solita lagna
 
bradipo perfetto
misura i gesti
le parole

ora accende la pipa 
caricando il tabacco
a stipare un bel sospiro
e comincia a raccontare
 
però minaccia pioggia
e vorrei accompagnarlo a casa
se copre l’arto finto
sotto il pastrano
 
poi cosa farà
ai fornelli
dio solo sa
 
infortunio sul lavoro
un altro disgraziato
da pensione
 
abita in solitudine
e a tutti fa una gran pena
ma chi se ne frega
è l’indirizzo generale
 
annuisce anche il postino
 
 

lunedì 10 febbraio 2025

la direzione giusta

 

fiumi di parole
e vino sui tavoli
tra bicchieri in fila
sopra carta oleata
 
nei fumi d’ideali e tabacco
stanca sedevi
alla fine d’una giornata
 
dietro quella ciocca ribelle
che stringevi sudata
m’hai dato uno sguardo
 
ci siamo innamorati
alla stessa sezione di partito
mozione respinta 
dalla direzione sul palco
e chi se ne frega
se alla fine avevo te
tra le braccia
 
uscendo al freddo della notte
quell’inverno
solo una coperta
in macchina
ma stavolta la direzione giusta
 
 

al mercatino

 

cammino presto al mattino
tra bancarelle curiosando
e piccole botteghe

quando c’è poca gente
al mercatino 
seconda domenica
del mese 

quadri monete orologi
monili d’antiquariato
richiami dal passato
sui banchi
un’altra epoca
in mostra
 
la rassegna
finisce ai vicoli
in gola
poi sul bancone
del vecchio caffè
che d’antichi sapori
fa scuola
 
e come ti stavano bene
quei baffi alla crema 

il gusto d'allora
e già in macchina
un desiderio
a vapore


il premio

  quella sera di colpo il tuo sguardo   in tuta di corsa al salto tra le macchine io fermo in fila suonando all’angolo   hai attraversato l...