Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
martedì 11 marzo 2025
giovedì 6 marzo 2025
Bari vecchia
bella
questa città
di notte
per vicoli
a scendere
dalla Bari vecchia
fino al porto
giro sul faro
oltre il molo
le onde
sciabordano
contro la pietra
scivolando
addosso
e torno al profumo
sulla tua distesa
nuda
dove al buio
affondavo
le mani
come a letto
saliva il mare
mercoledì 5 marzo 2025
il tramonto in scena
limpida una sera
per vecchi in prima fila
allo schermo da belvedere
senza nuvole in corriera
da mettere già luna
così chiara
sui monti in vetrina
precisa è l'ora sul vespro
quando sembrano le case
stringersi al rintocco
il tramonto in scena
dall'osteria alla chiesa
di piazzetta
per qualche anima
in pena
ho rincorso certi ricordi
per via Leopardi
fino allo spiazzo delle monache
dove all'angolo
delle minzioni
sono passate intere generazioni
eravamo armati di fionda
un pallone sgonfio
raggi d'ombrello
per l'arco a freccia
e la caccia ai gatti era aperta
da Lido osteria
fino al tornello
e poi su al monte
con la bici
per scendere al caffè
sulla piazza
quando riportano i conti
precisi di storia
al ricordo più bello
quel bacio a volo
e tanti ancora
stretti noi due
all'amore in sella
lunedì 3 marzo 2025
la storia
quando mi prende
nostalgia
delle nostre passeggiate
faccio la sera
un giro delle mura
poi scendo piano
alla chiesa delle grazie
e ci provo ancora
a chiedere
la salvezza
dell’anima
ma non so pregare
tu eri più brava
alle formule di latino
e stavi le ore
seduta o in ginocchio
sui banchi rimasti
una volta ho rimediato
pure uno schiaffo
perché ridevo da bambino
poi l’ultima volta
quella carezza
che diceva
tutto
senza parlare
soltanto lacrime
e un silenzio
addosso
strozzate le parole
in petto
oggi sono venuto
un’ultima volta
e al portone chiuso
mi perdo
siedo sul ciglio
della strada
una volta bianca
ora di bitume
arida
qui fa testamento
solo il vento
che passa a salutare
dopo la casa del capitano
la salita si fa più ripida
galoppano i ricordi
ma quanti affanni
e tu che mi aspetti
sulla piazzetta
sempre in pena
solo adesso mi scappa
alla fine
quel ti voglio bene
sono disperato
a quella casa spenta
e un fiotto di fontanella
prepara a una notte dura
mentre s’accendono i fanali
e non esce più nessuno
per via
se tanto tempo fa
la gente sedeva sul muretto
e com’era bello farsi compagnia
ora ci sono ombre
che a fare l’appello
alzano la testa
e dopo andiamo tutti in riga
sulla curva del cimitero
alla recita d’oblio
per la storia
martedì 25 febbraio 2025
cinque minuti
sembra un mare
quella nebbia che sale
a confondere
le onde per via
mentre ascolto
naufrago sul ritorno
voci lontane
d'osteria
e dietro
più nulla
com'è bello allora
accostare
al fianco d'un vicolo
tutto spento
e soffici
tra quelle braccia
remando silenzio
puntare come una volta
la luna
che a tratti scopre
in mezzo alle folate
quel brivido
al balcone
dove affacciava
la mia preferita
ogni volta passione
inutile rimpianto
d'anni in fumo
ma accendo
un'altra paglia
cinque minuti
d'illusione
addosso una voglia
sabato 15 febbraio 2025
in cerca della luna
mi
collego alla notte
per
scaricare certe ombre
sono
onde di memoria
che
navigo in linea
mano
sul topo
nick
d’avventura
apro
le pagine dei sogni
o le
porte del tormento
quando
ti cerco
ma i
gatti giù nel vicolo
sentono
meglio la luna
e
davanti al suo schermo
sai
quante storie hanno
a spasso per i
tetti
m’aggomitolo
al tubo della stufa
fa
freddo
fisso
un ragno
di
ghiaccio ai vetri
sulla
strada è tutto fermo
non
c’è connessione
venerdì 14 febbraio 2025
l'Ora Prima
cominciando
sul confine
sbadiglia l’alba
alle persiane
e va l’ultimo gatto
per strada
sulla porta
annusa la ciotola
e saltando l’orto
fa lo stesso il mattino
sul tappeto di rugiada
primo riflesso
al giro d’isolato
ma è un villaggio
ancora morto
quando suona
l’ora prima
dalle monache
in orazione
rispondono
lo spazzino
e l’ortolano
non per rima
ma colazione
già al caffè
si fa l’appello
parte la corriera
e nell’aria ascolto
dal piazzale
fuori porta
il coro più bello
un intero stormo
sul viale del tornello
tra i rami sospeso
come pronto ai salmi
è che non dormo
ma cantano così bene
dice il prete
sfogliando il salterio
io di volar via
un desiderio
giovedì 13 febbraio 2025
l'indirizzo
a destra sbanda
a sinistra naufraga
il vecchio bacucco
sulla piazza
incerto al bastone
tornando dalla spesa
trascina pure gonfia
la busta di plastica
non basta la mattina
a raccontare una vita
alla gente stanca
che non cerca in panchina
la solita lagna
bradipo perfetto
misura i gesti
le parole
ora accende la pipa
caricando il tabacco
a stipare un bel sospiro
e comincia a raccontare
però minaccia pioggia
e vorrei accompagnarlo a casa
se copre l’arto finto
sotto il pastrano
poi cosa farà
ai fornelli
dio solo sa
infortunio sul lavoro
un altro disgraziato
da pensione
abita in solitudine
e a tutti fa una gran pena
ma chi se ne frega
è l’indirizzo generale
annuisce anche il postino
lunedì 10 febbraio 2025
la direzione giusta
fiumi di parole
e vino sui tavoli
tra bicchieri in fila
sopra carta oleata
nei fumi d’ideali e tabacco
stanca sedevi
alla fine d’una giornata
dietro quella ciocca ribelle
che stringevi sudata
m’hai dato uno sguardo
ci siamo innamorati
alla stessa sezione di partito
mozione respinta
dalla direzione sul palco
e chi se ne frega
se alla fine avevo te
tra le braccia
uscendo al freddo della notte
quell’inverno
solo una coperta
in macchina
ma stavolta la direzione giusta
al mercatino
cammino presto al mattino
tra bancarelle curiosando
e piccole botteghe
quando c’è poca gente
al mercatino
seconda domenica
del mese
quadri monete orologi
monili d’antiquariato
richiami dal passato
sui banchi
un’altra epoca
in mostra
la rassegna
finisce ai vicoli
in gola
poi sul bancone
del vecchio caffè
che d’antichi sapori
fa scuola
e come ti stavano bene
quei baffi alla crema
il gusto d'allora
e già in macchina
un desiderio
a vapore
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