Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
domenica 15 aprile 2018
lunedì 6 aprile 2009
dolore
sono
seduto sull’uscio della nostra terra
ad ascoltare il dolore di
questa gente muta
che ha tra le macerie riposto ogni parola
e
nello sguardo curvo interroga il vuoto intorno
non
c’è pietra più spaccata del mio cuore
e i segni della rovina
sono impressi nel viso
negli occhi senza lacrime
nelle mani
nude che scavano dentro la disperazione
fino a notte cercando
senza sapere
trovando sempre più miseria
e
ti senti nelle ossa la stanchezza a picco
per una vita spesa nei
campi
quando offesa dentro
la campagna con le distese e le
valli fino ai monti
tutto è stato cancellato dalla cieca
sorte
che ha segnato a duri colpi altri confini
ancora
a un bastone ha obbedito la mia gente
e riverse dalle case senza
più mura
dalla mente senza più pareti
sciamano queste anime
in fuga dalla materia
giovedì 1 gennaio 1970
è come sul mare
quando scompare
anche uno solo
dei ricordi
è come sul mare
con la nebbia che sale
nascondendo braccia naufraghe
che non puoi salvare
e quante
che non riportano più le carte
cerco
dove posare lo scafo
poi alla fonda
annuire d'un tremito
e che tutto si componga
in lacrime di sale
salendo da quattr'assi di legno
un gemito
il premio
quella sera di colpo il tuo sguardo in tuta di corsa al salto tra le macchine io fermo in fila suonando all’angolo hai attraversato l...
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