domenica 5 luglio 2026

cantemus

 

sacra la sera
per contrade a festa
noi al cantemus 
sull’aria alle corde
tra i banchi d’intesa
 
oracolo
dai monti bianchi
il vento
come dal tabernacolo
il verbo
ascolto l’organo
a mantice
e le voci
in coro alzarsi
all’ostensorio
 
ripete la campana
sul borgo
invito alla preghiera
quando il sole
già pallido
esce di scena
e il freddo rotola
per vicoli
piazzetta compresa
con le ombre accolite
all’ora di cena
 
ferve la vigilia
del santo
vestita di luci
la madonna
in tela
noi cantiamo
altri salmi
diretti dal parroco
già il sacrestano
allo spegnicandela
 
accosterà la porta
ultima in fila
quella povera vecchia
tremando nella gobba
verso il regno dei cieli
 
adesso l’aria continua
alle note fuori
che fischia quasi neve
fa festa il cane sull’uscio
mentre un compagno mi regala
per il presepe un poco di muschio
 
scappa in fondo alla via
il primo fiocco ai fanali
ma sono io che torno
o poesia
a prendere la mano




Nessun commento:

Posta un commento

cantemus

  sacra la sera per contrade a festa noi al cantemus  sull’aria alle corde tra i banchi d’intesa   oracolo dai monti bianchi il vento come...