mercoledì 22 luglio 2026

uragano


coperta sulle ginocchia
ti siedi sul divano
facendo finta di niente
ma dentro cova l’uragano
 
sale sbattendo la porta
un lampo di ciglia
pausa la saetta
d’uno sguardo
al giornale
che scivola per terra  

comincia la pioggia
ai vetri
posi occhiali
sbuffando come terra riarsa
non farà bene
altro che fuori per insalata
 
e niente per cena
metti in riga
ancora lacrime
e prendi solo con i gesti
l’uomo di mira

ovvio poi le urla
ma con grazia
dalla camera a perdersi
un fragore di gelosia
nella tempesta dei sensi
e tuoni a distanza 

dalle nuvole in testa
piovono assolute ragioni
aspetto
solo il momento
che al buio
i ragionamenti in contorsione
non trovino sbarre d’appoggio
 
che insomma a singhiozzi
cessi la ginnastica delle parole
sulle questioni futili
e torni luce dopo il temporale
 
invece luna di traverso
ha un treno di vapori neri
e non s’affaccia la velina
 
esco allora in veranda
ai profumi di resina
addosso un’umida pelliccia
dalle siepi
 
e aspetto in poltrona
l’alba
o l'altra


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