domenica 23 agosto 2026

niente da fare

 

niente da fare
con il vento
 
nelle stanze fischiando
dopo la notte insonne
 
e spifferando altre storie
naufrago a letto
 
mi parlavi d’una giusta distanza
a far data una lunga assenza
ora basta
 
se ti tengo stretta
e già sogno all’alba
di calarmi tra le folate per strada
 
hai sfondato
imposte e scuri
e sulle scale
possiedono brividi
tutte le correnti alle ali
per una sola direzione
la tua
 
m’arrendo
se il tuo vento
lingua lunga bussa al portone
discorre di sotto in cortile
gioca a carte
e i mulinelli sono storie
un tempo di mira
 
oggi questa donna
lascia i pensieri in tempesta
e nel vortice come tira



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