sabato 26 settembre 2026

le poste di settembre

 

andrà via l’estate
sopra carrozze d’afa
 
già comincia di foglie
ad intercalare il poeta
rime con scialli
 
e così rimangono vuote
le poste di settembre
 
andiamo allora sottobraccio
a mirare quante illusioni
ingiallite di ragione
 
oltre il fumo
di roventi passioni
ecco l’autunno
con il suo inceder lento alle chiome
come sui monti canute le cime
 
appoggiati al mio affanno
resisti ancora un poco
non voglio rimaner da solo
alle porte d’inverno
 
quando sul piazzale fuori le mura
scendendo all’antico lavatoio
come impressiona dal convento
quel suono del vespro
a cadere l’ultimo bagliore
 
ora
lungo la pietraia farà presto
il buio a tirar su la coperta
in sordina
 
lascio un saluto da Armindo
alla pompa di benzina
 
dopo la strada è incerta
se alla prossima curva
trovo il cancello
d’ultima dimora
 
 

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