giovedì 28 novembre 2024

grigio

 

affondo i passi
nella brughiera
di mattina

silenzio intorno
quel tocco di vento
appena
a sollevare
stracci di nebbia
se di torba sospeso
rimane l'umore

grigio
nelle pause d'arbusti
anche il sentiero

poi fitta di luce
alla siepe brilla
di bacca un sorriso

vivido
come a giorni incolori
il richiamo
del tuo viso



giovedì 7 novembre 2024

l'amore

 

non regge i solchi
la puntina

come tra le rughe
del tuo viso
la nostra canzone
 
ricarico la molla
provo ancora
salta il braccio
 
che ti teneva
sulla pista
e come danzava
la bella statuina
così stretta
 
ora sul piatto del grammofono
le stesse lacrime
di quella notte d’innamorati
 
sul palco quattro disgraziati
a far solo rumore
ma dentro
suonava a tempo
l’amore
 
 

mercoledì 30 ottobre 2024

la vecchia delle rose

 

parlava da sola
la vecchia curva
ai panni sul fiume
 
a volte cantava
a stendere una vita
di stracci
 
bastava una fascina
e fumava il camino
offrendo a chi andava per funghi
un sorriso
 
ma non amava i pescatori
perduto un figlio
nei gorghi
 
finita la storia
e la casa in rovina
continuano le rose
che coltivava in giardino
a parlare da sole
tra ortiche e rovi
 
poi salendo intorno alle mura
gonfie d'abbandono
nascondono come faceva lei
di grazia tanta miseria



mercoledì 23 ottobre 2024

i cancelli

 

l'autunno
compito
in classe
ordinava la maestra
alla lavagna

noi sul quaderno
a raccontare
di foglie e castagne

e nei cortili
dove correvo
adesso in panchina
che son vecchio
rimane l'eco
di voli caduti
nell'attacco
al cielo

tutti i cancelli
che incontro di storia

dalla scuola
al camposanto
di case e laboratori
fabbriche chiuse
fino alle nostre bocche mute

portano denti aguzzi
a lacerare le carni
fatto salvo uno solo
sacro in memoria

quando alla madonna delle grazie
in ginocchio per la mia salvezza
aprivi i battenti d'amore
sulle labbra in preghiera

allora non osavo
negare alle tue lacrime
che dio c'era



martedì 22 ottobre 2024

al diario stretto

 

salivo le scale
alla piccola biblioteca
in fondo al corridoio
 
e quanti volumi
di silenzio
ho sfogliato
dentro quella stanza
di libri
favole e racconti
carte geografiche alle pareti
atlanti antichi
un diario in alto
nascosto dietro
dizionari di polvere
sugli scaffali
 
la sera calava dalla finestra
a filo sul tetto
tra piccioni
a tubare innamorati
ed a cena
nascondevo per loro
un pezzo di pane
 
torno a fissare
quei monti di neve
in cartolina sui coppi

dove girava il gallo
al vento
tanti pensieri
d’un tempo lontano
 
ora
c’è un vecchio curvo
sulle carte
 
fate piano
dorme
a quel diario stretto
 
 

lunedì 21 ottobre 2024

sui ponti sospesi



alle sere antiche
alla nostra musica
alzo il calice

versando insieme
una lacrima

come attraversando il fiume
del tempo fino a te

sui ponti sospesi
nell'anima





venerdì 18 ottobre 2024

è il vento questo mio racconto

 

stasera prova il vento
a sfogliare  un libro
sul tavolo in veranda
 
è come ascoltare
tra l’edera
i passi di stagione
che muovono fila di pensieri
e formiche
ai miei piedi
 
resto qui fino a notte
coltivando noia in giardino
fermo tra le braccia
il mio racconto
 
ma quella quercia di confine
fa vela a un tuffo
 
e navigo in pace
sul mare di fieno intorno



martedì 15 ottobre 2024

Compieta

 

questa sera
riemerge dalla nebbia
limpida e chiara
al rintocco
di compieta

e torno
su via Leopardi
uscendo dal portone
dove assale il passato
di ruggine e tarli

t'aspetto in osteria
compagno antico
con la voglia di far tardi

dalle scalette risalendo
il vicolo maestro
di tanti giochi
lasciati sul muretto

l'orto è asfaltato
come la nostra giovinezza
perduta per strada
a far male
le distanze

ora dalle coltri
esce un arcobaleno
in piazzetta
sul tramonto
prima che la notte
divori al desco
i suoi avanzi

così le ombre commensali
elevano un calice
per chi è andato
avanti

e le monache
hanno finito
i salmi

noi due in panchina
i sogni


domenica 6 ottobre 2024

la carezza di terra

 

misura di tabacco
nella pipa
stava le ore
sotto il grande olmo
all’ombra fisso
 
fumando pensieri
d’un tempo il vecchio
oltre lo steccato
 
maledetta sera
che non sono venuto
in bici come sempre
a salutarti
mentre già volavi
sereno sui campi
 
solo il vento
un’ultima volta
composta tra le rughe
la carezza di terra
 
in silenzio
raccontano ancora
i pioppi
lungo il fiume
di lacrime amare
tra le onde
finite le attese
sulle sponde
insieme
 
bastava un pomeriggio
con te per stare bene
 
ci debbono togliere tutto
per tirare a campare

l’eco delle tue parole
stasera che fa male
 

venerdì 27 settembre 2024

classico

 

tinta di luna
sulle labbra
alle gote
cipria di stelle
 
solo un tocco di silenzio
negli occhi
e profumo di mistero
sulla pelle
 
esco di notte
con una donna
così bella
che vesto classico
senza papillon
 
non faccio il nodo
a una farfalla in volo



il premio

  quella sera di colpo il tuo sguardo   in tuta di corsa al salto tra le macchine io fermo in fila suonando all’angolo   hai attraversato l...