sabato 31 gennaio 2026

per le rime

 

mi fermo sulla passeggiata
al mare d'inverno
 
lungo il meriggio
per un poco di sole
ad ascoltare le onde dentro
 
nella voglia di tornare
al grembo
dolcemente in silenzio
cullati dal movimento
 
e quando salgono le acque
gonfie di tempesta
sentire che è finito il tempo
 
sull'oceano allora uscendo
uomo a provare
il confine
 
voglio issar vela
anche se strappata
e
al vento impetuoso
rispondere per le rime



scendo a Portonaccio

 

il nostro quartiere
del tempo libero
allo spaccio insieme
che sia lo stesso caffè
o marciapiede
 
scendo a Portonaccio
con la circolare
sempre i ferri a sbattere
fin dentro casa
 
dopo si divide la rotaia
scoccando scintille
a porta maggiore
e scivola il tram al deposito
 
oggi in pensione
scende il macchinista
al prenestino
i panni sudati
al filo del balcone
che da domani non arriva
più alla stazione
 
rimane in testa
quella corda tesa
sulla strada ferrata
che per tanti anni
ha tradotto ogni mattina
operai studenti impiegati
 
e sotto di cemento
quante traverse
tra i binari
e braccia stese
per il tormento
o lavoro d’una vita
 
lasci la divisa
con il pensiero solo
de campà in pace
senza grandi pretese
 
fino a quando noi perduti
‘na lunga chiacchierata
se famo all’alberi pizzuti
 
 
 

venerdì 30 gennaio 2026

carne senz'anima

 

una strada affollata di notte
lungo periferia scopata dal vento
ripassata da tutti quelli che vogliono
amore a pagamento

mette la città una collana
di fanali
ammicca al semaforo
con il battito delle ciglia finte
donna da marciapiedi

nei voli di carta
annoda la sciarpa
al freddo che hai dentro
uomo del sabato sera

in fila tante carrozze
per un viaggiatore
alla stazione del sesso
cercando un’altra vita
in mezzo a quelle cosce

solo con la voglia
di carne
senz’anima



gonfio di pioggia

 

perché questa sera
non mi viene nulla da scrivere
sulla riga
dove intingo nuvole
 
naviganti alle cime
che il vento spinge 
issate sui tetti
 
e non c’è petto
più gonfio di pioggia
del mio
 
mentre seguitano
le ombre
come treni alle spalle
d’un giorno
che fa male
 
così salgo vagoni di solitudine
sui binari di notte
per raggiungerti
 
sai amore
non ho paura del domani
 
ma alla fine di non trovarti 



giovedì 29 gennaio 2026

l'impressione

 

amo camminare
spiagge d'inverno
lontano dalla gente
a parlare solo il vento
 
poi siedo tra le barche
posati i gabbiani sui moli
stanchezza
dentro
 
verso la sera
in fila sui fanali
cerco l'impressione
a quest'ora
che chiamavi
 
prima di rientrare
fisso tra le palme
magica luna
da specchiare
 
lo sa
anche il mare
che aspetta sornione
in calma piatta
 
ai due amanti
allora
buonanotte
 
 

mercoledì 28 gennaio 2026

vecchio motel

 

accosto alla vita
se al racconto mi fermo
di fronte questo mare
in copertina lucida
d’inverno
 
abbasso il finestrino
dentro un uomo sconfitto
a fumare
e di strada ancora
ce n’è da fare
 
prima della notte in fondo
accendo i fari della ragione
ma così stanco del domani
al passato faccio un riassunto
 
chiedo in marcia
ogni curva sul volante
di rabbia dov’è casa
con quale donna
far tana
 
ho solo voglia di camminare
se non fosse così freddo fuori
due passi in tempesta
verso la distesa
che non è da meno
fischiando bufera
 
di mezzo agli elementi
lontana una luce
sul nastro d’asfalto
convince a riposare
 
scendo valigie
al vecchio motel
che accoglie ombre
pesanti addosso
 
mi spoglio e una doccia
dopo a letto
senza scendere al bar
non ci sono al telefono
per nessuno
 
albergo in coperta
solitudine
come scalda in coppia
con la disperazione
e sul comodino pillole sparse
in associazione



martedì 27 gennaio 2026

inverno passerà

 

la gente ormai non racconta
parlano le mani
strette ad aspettare
 
mentre vanno lontano i giovani
 pugni chiusi
e la rabbia monta in silenzio
altri attori a stelle
buia la strada
 
si fa notte sul palco
della politica
e le ombre in fila
smontano al muro
tante parole
 
pezzi di discorso vanno
in bocca all’ubriaco di turno
sulla piazza
e al caffè poi rimandano
le chiacchiere
d’un giorno consumato
a carte
 
dai
quest’inverno passerà
me lo dici dalla cucina
a preparare la solita minestra
quando alla tv sparano brutte notizie
e m’arrendo sul divano
 
tanto la notte sto in coperta
come la nave va
fischiando il nostromo
uomo in mare
 
ma è ancora quel naufrago
di bicchieri
in mezzo alle onde
 di sirene facili
e gomme accese
 
 
 

lunedì 26 gennaio 2026

buonanotte

 

comincia a far male
il tuo nome
un numero in rubrica 

vuoto che non sta nei margini
non arrivando idea a piè di pagina

allora stanco delle solite rime
di stormi
voglio seguire in riga altri disegni
 
saltando orti in fiore
carezze a colori 
con la smania d’innamorato
fino alle cime in fondo
 
ecco al tramonto
specchiando sul lago 
quell’immagine
che spoglia veli
mentre cala il sipario
 
fuggendo all’occaso
una sola stagione
 
rimane l’ultimo lembo
di terra baciata
d’un riflesso a caso

per la mia unica donna
apparente o assunta in cielo
 
e poi nudi andremo a letto
d’un arcano alle favole
chi più chi meno
tutti c’abbiamo creduto
 
così buonanotte al secchio
caduto nel pozzo della luna
buonanotte a te
vecchio
illuso


 

domenica 25 gennaio 2026

quattro piume nella neve

 

sul muretto
all'aria ferma di gelo
un pupazzo
scopa in mano
fa la guardia
a mezza luna
 
rimango la notte
fisso alle carte
d'archivio
nel sottotetto
 
su per le scale
in fondo al passato
che d'eco assale
 
come il verso di piccioni
dalla piccola finestra
complice un pezzo di pane
 
e quanto vorrei
d'un frullo assieme
quattro piume posare
sui passi colmi di neve



sabato 24 gennaio 2026

un poco più in alto

 

come adesso innamorato
del mare d’inverno
 
forse non capirò mai
questa voglia dentro
 
di spazi e tempeste
tormenti e silenzi 

rotolando a riva
tutto me stesso 

poi all'osteria 
sui bicchieri in fila
riverso 

ma di notte fare la posta
a quel balcone aveva un senso
 
se mi calavi un cestino dei desideri
ordinando per domani
 
e nessuno niente poteva
più di te all’ultimo piano
 
preciso il tempo la data
che ora piango
 
quando non arriva il filo
ad abitare un poco più in alto



già visto

  oggi che il mare rotola a letto con quella brezza di primo mattino   vivo in pensione m’aspetta la bicicletta stanze complete pedalo senza...