sabato 27 giugno 2026

alla posteritade

 

questa casa antica
sul lato dove prende
più il vento
possiede carezze
che non dico
 
geloso di stranezze
brividi alla schiena
voglia di respiro 

sono tornato d’un secolo
sbagliando le chiavi
come tante domande
girando a vuoto sul portone 

così ad attraversare le stanze
finisco sul divano a molle
nella nuvola di polvere
 
cerco il cognac
alla vetrinetta
d’epoca sul salone
ma non entro in cucina
 
intanto salta
lungo il corridoio
dietro le tende ancora
un’ombra piccina
curva sul triciclo
 
pedalo sulle scale a fatica
salendo allo scrittoio
dove lascio alla posteritade
un messaggio
 
se non viene più nessuno
dall’altra estate
 
zoppica il tavolo
guardo le foto
dietro un velo
cataratta o lacrime
 
e poi al cancello
andando via
m’aspetta la luna
se non fosse spento
lo specchio
al fontanile secco
 
allora tanti saluti
dal vecchio in fuga

 

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