giovedì 3 settembre 2026

il planetario

 

sul terrazzo
è acceso
il planetario
 
la notte che profuma
di terra
spogliando all’aria
essenze di campi
come vita
a primavera
tornando
 
verso pianeti
astri lucenti
l’anelito provo
di scoprire
nuovi mondi
in scia di comete
satelliti moderni
 
ma ad attraversare il buio
girato l’angolo
quante ombre antiche
addosso fantasmi
 
incubo universo
quando rientro
nel guscio
mirando al soffitto
e le stelle che invento
non reggono calce
addosso cadendo
 
cerco anche la luna
nei sogni di traverso
e finita la bottiglia
mi alzo a bere
 
allora basta una vecchia lampadina
nel sincizio di crepe
e a domani
il bonus del sisma
abbi fede
 
 

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