lunedì 3 novembre 2025

dejà vu a novembre

 

una sera perduta
ti lascio andare
tristezza muta
 
in mezzo a voci inutili
rumori da marciapiede
la gente di sempre
 
appassiva il ricordo
sui crisantemi
e uscendo tenevo
il cancello aperto
per un dejà vu
al silenzio battente
 
rincorrevo per strada
un’impressione
ma eri tu
 
tra luci da neon
lacrime facili
a novembre
 
maledetta la sera
perduta al caffè
alzando un calice
dietro l’altro
per te
 
mai pago
quel gran vuoto
sul fondo


Nessun commento:

Posta un commento

saluti e baci

  quando dalle stalle sul vespro chiedevano il fieno ma in osteria altre bestie su al paese chiamavano alle grida   più in là c’erano vacch...