domenica 9 novembre 2025

orme di cera

 

come vorrei sollevare
quelle sottane bianche
sul parco a confine
 
stamane che non tengo il passo
da marciapiede
 
s’infila freddo nel pastrano
accosto radente il muro
e subito osservo l’immagine
curva d’un vecchio alle vetrine
 
il traffico del sabato
un pericolo sulle strisce
non attraverso la corrente
 
prendo un fiore sulla bancarella
mentre ripasso i collegamenti per il cimitero
all’edicola sparano brutte notizie
in alto agli addobbi già pronta la stella
 
è il sorriso finto e le mani da stringere
che danno più gelo dentro
intanto che tra le tombe e crisantemi
miro alle orme di cera
i petali caduti
strane voci ascolto in latino
arrivo alla tua foto che sorride
tra le tele del passato
polvere d’abbandono
e lacrime
 
ma è nebbia filarina
a scendere dai cipressi
sulla gente da mercato in fila
 
m’avvio al cancello
silente e moderno
lo stridore è fuori
al parcheggio
dove si fa bottega
altre bancarelle
la ricorrenza non fa una piega
 
le anime s’accalcano sulle sponde
batte sulle spalle di turno il caronte
a chi aspetta senza biglietto ancora
 
se al vecchio indirizzo
non ho più nessuno
qui ci sono tutti i miei cari
all’ultima dimora



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