sabato 31 gennaio 2026

scendo a Portonaccio

 

il nostro quartiere
del tempo libero
allo spaccio insieme
che sia lo stesso caffè
o marciapiede
 
scendo a Portonaccio
con la circolare
sempre i ferri a sbattere
fin dentro casa
 
dopo si divide la rotaia
scoccando scintille
a porta maggiore
e scivola il tram al deposito
 
oggi in pensione
scende il macchinista
al prenestino
i panni sudati
al filo del balcone
che da domani non arriva
più alla stazione
 
rimane in testa
quella corda tesa
sulla strada ferrata
che per tanti anni
ha tradotto ogni mattina
operai studenti impiegati
 
e sotto di cemento
quante traverse
tra i binari
e braccia stese
per il tormento
o lavoro d’una vita
 
lasci la divisa
con il pensiero solo
de campà in pace
senza grandi pretese
 
fino a quando noi perduti
‘na lunga chiacchierata
se famo all’alberi pizzuti
 
 
 

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