lunedì 30 marzo 2026

senza svegliarti

 

all’ultima curva
s'apre il paese 
nel nulla
 
dall’antico lavatoio
o su per le scalette
nei vicoli salendo
in piazzetta
 
lì aspetta un deserto
nel contesto
di storia
a comporre incerta
memoria
sulla panchina
nei denti spezzata
davanti la chiesetta
chiusa dal sisma
 
come vorrei rincorrerti
compagno d’una vita
su via leopardi
fino allo spiazzale
delle monache
ancora per giocare
 
è tardi ormai
avanza la sera
con i ricordi
che saltano a frotte
dai portoni chiusi
il paese è una soffitta
di roba vecchia
 
preciso il vespro
al rintocco della campanella
allora fuori la nostra giovinezza
e tu che scappi all’angolo
non nasconderti ancora
 
mi fermo qui per nostalgia
sul muretto dell’orto
sottocasa 
già chiamando le voci
da Lido in osteria
 
batteva il cuore
risalendo al passato
l’ultima volta
che ti chiamavo
e una lacrima
la voce rotta
stringendo in gola
il fischio per segnale
ora d’asma
e cortisone
 
buonanotte anima mia
che stendi ancora i panni
sulla via
e da quella finestra chiusa
salgo in macchina a luci spente
 
bastano gialli i fanali
certe orme che hai lasciato
madre
non voglio svegliarti
 
tanto eri sempre in piedi
aspettando un figlio
ogni volta a far tardi


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