giovedì 16 aprile 2026

la notte fa piano

 

stamane
respiro spiagge nude
in fuga dalla gente
 
a mirare questo mare
di settembre
con i gabbiani
fermi sulla scogliera
braccia stanche di volare
 
a piedi nudi
svolge il racconto
un vecchio pescatore
tirando le reti
all’argano una barca
 
nelle rughe
di salsedine
tra le pieghe
di quest’anima
che non credo
pure ci deve essere
l’ultima pagina
 
sul molo deserto
in fila scafi pelle e ossa
alberi che dondolano
alla fonda
poi d’una sera antica
miraggi di donna
nella foschia
che confondono
 
dentro la stiva
piegando vele
capisci da solo
che la vita
è finita
 
lo senti d’ultimi richiami
con quei silenzi
specchiati dal faro
sirene dal porto
e la tua di scoglio
a far più male
 
la notte fa piano
in fondo alle case
e
non ci sarà luna che tenga
a far sognare



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