Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
sabato 30 maggio 2026
nessuno
fuggono mentre scappa ultima lacrima le speranze tutto per noi è pronto valigie ben fatte carrozza lucida di sotto neri i tuoi cavalli come volevi sentono il viaggio ai ferri sul selciato alle nari fumando si fa tardi ancora un momento allo specchio che pende opaco fa niente il pallore oggi mette brutto tempo e le nuvole stanno bene nel tuo sguardo madame siamo in ritardo t’accompagna il prete sulle scale al corrimano di santa ragione da ultimo in braccio il nocchiere un infermiere al salto sul portone più il cuscino e la coperta da piedi pronunci andiamo con l’ultimo fiato sei distesa come la campagna a perle di rugiada e in quell’addio un’allodola al primo canto sul ciglio della strada nulla poteva al verso del nostro pianto nascosto tacito remoto d’un palazzo dove alberga il vuoto oggi che manca la padrona e in assenza governa nessuno che stride al cancello per quanto non ha titolo sul cardine e fa male solo a nominarlo
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