mercoledì 28 gennaio 2026

vecchio motel

 

accosto alla vita
se al racconto mi fermo
di fronte questo mare
in copertina lucida
d’inverno
 
abbasso il finestrino
dentro un uomo sconfitto
a fumare
e di strada ancora
ce n’è da fare
 
prima della notte in fondo
accendo i fari della ragione
ma così stanco del domani
al passato faccio un riassunto
 
chiedo in marcia
ogni curva sul volante
di rabbia dov’è casa
con quale donna
far tana
 
ho solo voglia di camminare
se non fosse così freddo fuori
due passi in tempesta
verso la distesa
che non è da meno
fischiando bufera
 
di mezzo agli elementi
lontana una luce
sul nastro d’asfalto
convince a riposare
 
scendo valigie
al vecchio motel
che accoglie ombre
pesanti addosso
 
mi spoglio e una doccia
dopo a letto
senza scendere al bar
non ci sono al telefono
per nessuno
 
albergo in coperta
solitudine
come scalda in coppia
con la disperazione
e sul comodino pillole sparse
in associazione



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