venerdì 12 giugno 2026

l'alba a momenti

 

lunghe fila di formiche
sul ballatoio
pedalano l’arrivo d’estate
 
stendo i panni
sul filo delle attese
spero asciughino
tante domande
al vento caldo
 
ma gli anni stasera
sono tanti
curvando il filo
del racconto
 
mentre ascolto il concerto
delle cicale giù nel fosso
e miro onde di fieno
oltre lo steccato
 
mandano i papaveri
una dolce cartolina dai campi
 
allora stendo i panni
sai
non ho più fiato
 
mancano le nostre passeggiate
curiosando frutti di rovo
scappando dietro al cane
con quel sorriso
che m’ha fatto innamorare
 
e la sera raccogliendo
certe ombre in veranda
sedevo a capotavola
alzando un calice
 
nel tempo da solo
scolando una bottiglia
ora che di quella compagnia
l’eco insegna
 
canterò
acceso un falò
dai monti a capovalle
sulla piana fino a casa
così oltre la notte
ai confini
della nuda proprietà
perché t’ho amata
eri mia
e seminata
 
come l’alba
a momenti
 
in riga
alla stella matutina
fissa in cornice
 
porterà sulla carraia
braccianti di creta
rotaie di fatica
i tuoi pensieri
madre sull’uscio
 
con la campanella
delle monache
in adorazione
e un figlio
ancora nel guscio



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