martedì 7 luglio 2026

fa male il buio

 

in mezzo a questo mare d’estate
nemmeno un gabbiano
a solcare la tavola piatta
se in ospedale
volano solo carte
 
di fronte la strada
che dalla finestra chiama
e vorrei scappare di galera
 
un camice bianco mi fissa
e ripasso la storia
così comincia
il percorso indietro
a memoria
 
ero un giovane al cancello
di partenza
svelto il passo
in corsia
 
ora in panca
m’arrendo
alla malattia
ha vinto il tempo
degli esami
stavolta hai voglia
a scriver poesia
 
m’attendono lunghe notti
a trapanare il soffitto
e punta spezzata
scendo piano dal letto
 
esco alle stelle
in cortile
se dentro fa male
il buio a confine
 
ero abituato da solo
però qui inciampo
all’incubo
 
m’aspetta la terapia
domattina
nessuno spiega
un tubo
comunque
a che serve lottare
in ultimo
 
cerco la rima perfetta
sul finale
non trovo pace
e manco l’appoggio
di metafore
ansimando
 
i compagni andati avanti
e già sono tanti
faranno festa
al ritorno
il mio è un vaffa
sincero
una risata insieme
spaccherà la flebo



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