martedì 8 settembre 2026

tante parole

 

vado sulle spiagge vuote
dove galoppa questo vento di mare
assieme al tormento di te
di noi
 
non mi lascia mai
 
è come rivoltare sulla sabbia
parole e conchiglie
mai aperte
le stringi in mano
ma sanno di vuoto
nell’eco del tempo
che hanno dentro
 
è voce della mia gente
che la sera sui canali
torna al porto
tra reti seduta
e di barche in attesa
 
da dire non ha più nulla
solo parla in silenzio
guardandoti da rughe
e mani segnate
 
la fatica ha piegato la schiena
non lo sguardo
quando ti fissa senza paura
 
e di tante parole
non ha bisogno
quando poi a letto
stanotte ti si spoglierà accanto
una vita così dura
 
   

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