sabato 27 giugno 2026

alla posteritade

 

questa casa antica
sul lato dove prende
più il vento
possiede carezze
che non dico
 
geloso di stranezze
brividi alla schiena
voglia di respiro
 
sono tornato d’un secolo
girando sul portone
quante domande
 
così ad attraversare le stanze
finisco sul divano a molle
nella nuvola di polvere
 
cerco il cognac
alla vetrinetta
d’epoca sul salone
ma non entro in cucina
 
intanto salta
lungo il corridoio
dietro le tende ancora
un’ombra piccina
curva sul triciclo
 
pedalo sulle scale a fatica
salendo allo scrittoio
dove lascio alla posteritade
un messaggio
 
se non viene più nessuno
dall’altra estate
 
zoppica il tavolo
guardo le foto
dietro un velo
cataratta o lacrime
 
e poi al cancello
andando via
m’aspetta la luna
se non fosse spento
lo specchio
al fontanile secco
 
allora tanti saluti
dal vecchio in fuga

 

venerdì 26 giugno 2026

non posso staccarti gli occhi di dosso

 

a volte mi ritrovo
qui
sulla tua pagina
 
pensandoti
affacciata tra le righe
 
mi volevi così bene
che non ci siamo mai incontrati
 
ed ora non posso staccarti gli occhi di dosso
quando nei sogni
occupi la scena
e tutte le notti
ascolto la tua voce
 
d’un sussurro al buio
senza riconoscere il volto
 
solo che
rileggendo le tue parole
adesso ho capito
ma è tardi
 
hai fatto di tutto
adoperandoti in pieno
e ci sei riuscita
nel toccarmi dentro
 
questa volta
sbattendo la porta
 
 

giovedì 25 giugno 2026

ultima corsa


e come farò partendo
cari compagni
a dimenticarvi
 
ognuno nella sua stanza
con quaderni e matita
il cortile sottocasa
a stendere anni migliori
e il viale della scuola
 
dove le foglie abbiamo raccolto
come segnalibro
e scritto sulla corteccia il nome
della più bella
 
stamani attraversando
un paese al buio
nelle persiane a denti stretti
 col caffè chiuso e la piazza deserta
 
passo in rassegna
 vicoli d’un passato
 tanti volti
dio
quanti ricordi
 
un bacio sulla fronte
la tua valigia
con le maglie pesanti
quando fa freddo
qualche soldo nascosto
con due righe di raccomandazioni
madre
 
la vettura è pronta
motore acceso
 
ci sei solo tu
sul piazzale
amico mio fedele
coda dritta
 all’ultima corsa
 
 
 

mercoledì 24 giugno 2026

mezza poesia

 

nel contesto
di tetti riarsi d’afa
strade come pentole
di bitume in ebollizione
 
cosa ti fa il vecchio
al balcone
 
una gran secchiata d’acqua
che manco tocca il suolo
evapora
sospesa
nella caligine
 
e però
un momento
nel trambusto
le grida
di sotto
 
c’è chi ride
sul marciapiede
indirizza pure
gran paralisi
il malcapitato
al pazzo
 
che già salutava
avvenuto il recapito
dietro i vasi
alla follia
 
manca poco
che ci scappa
mezza poesia
 
 

martedì 23 giugno 2026

quell'estate che mettevi le ali

 

la sera
a far male
sui fianchi
d’una strada avara
 
comincia allora
a cadere l’ombra sul ciglio
 
cercando il ristoro
dei tuoi versi al buio
 
se un tempo
dai baci ripetuta
come dall’accento
in seno
più quel sussurro
sul viso
 
saliva tra noi
metrica della vita
 
metafore 
i nostri corpi
amanti in rima
 
e proprio quell’estate
che la prima volta
mettevi le ali
 
quanta poesia
stretta a me palpitavi



lunedì 22 giugno 2026

grattachecca

 

bolla d’afa
nella città deserta
 
cerco di traverse
sul crocevia almeno
un poco d’aria
 
ecco il miraggio
d’un grattachecca
sotto il palazzo
ombra alle spalle
 
resiste all’angolo
controcorrente
mentre si tuffa
nella barcaccia
la solita gente
 
spuria indifferente
come truppe coloniali
da sbarco
e di sudori unte
a sbavare incontinenti
 
non guardo
tiro dritto
all’androne
dove nel fresco
riparo dall’assalto
 
lucertola all’atrio
schizza madonne in coda
il portinaio
 
 

domenica 21 giugno 2026

canicola

 

scappando dal meriggio assolato
per un'ombra di conforto
siedo al fresco del pergolato
giù nell'orto
 
dove tralci di vite
resistono alla canicola
mentre stendono la pelle
sul muretto lucertole
in graticola
 
i pomodori ormai rosseggiano
son fatte pure le zucchine
l'estate gonfia i muscoli
ma il vecchio batte la fiacca
 
come rompono queste cicale
già in concerto le rane
dal fosso 

a chiamare
manchi solo tu
fiato addosso
 

 

sabato 20 giugno 2026

dove inizia il viaggio

 

di sera
alle nuvole nere
che avanzano
 
rimango tra le barche
a mirare gabbiani
far nido alle scogliere
 
con il vento che sale
gonfiando vele
sempre in fuga sulle onde
schiumando rabbia
di marosi contro il molo
 
una sera a camminare
sulla spiaggia
senza ombrelloni intorno
lontano dai rumori
in fuga dalla gente
 
con questa voglia
d’ascoltare il mare in tempesta
 
e sciogliendo i canapi
d’un viver che mi resta
forse troverò prima o poi
il coraggio
a conquistar la soglia
dove inizia il viaggio


venerdì 19 giugno 2026

se perdo te

 

ascolto al vecchio grammofono
una canzone fuori dal tempo
se perdo te
 
ricordo
del nostro primo incontro
e non posso amarti più
su di un mare di nebbia
che sale
 
in poltrona
faccia ai vetri
la sera fuori
di voci lontananti
ma è qui
nei silenzi a far male
 
fisso la foto alle spalle
e disperato come sono
esco sul viale
 
giro per locali
caffè e marciapiedi
chiodo fisso
cosa farò domani
 
se ho perso te
eppure l’immagine
salta lo stesso
dietro la porta
 
solo un’ombra
o riflesso
che sorride
nell’impronta
d’un bacio
 
insegnami a lasciarti
a non amarti più
ripete il motivo
 
sai le domande in sospeso
come una lacrima che non va giù



giovedì 18 giugno 2026

gazzosa

 

riparte l’onda stasera
e non c’è verso di gabbiani
che tenga
 
invento un mare
sulle onde di fieno
salendo a cavalcare
l’estasi del tramonto
 
come un vetraio
impazzito
curvo sul pezzo
sparando a menadito
ogni riflesso
 
certo che riconosco
lo sguardo delle donne
in amore
peccato sia indirizzato
altrove
 
invento pure l’oste
sulla porta da bora
sempre ai fiaschi
angolo delle monache
e vai con la gazzosa
 
ma eri più spumeggiante
tra i banchi del mercato
noi ai tavoli
con le bestemmie a carte
le urla d’un’epoca
finita dietro quattro case
remota di schegge
e pietre
 
cadute d’una bestia
nel ventre della montagna
a urlare più forte


 

alla posteritade

  questa casa antica sul lato dove prende più il vento possiede carezze che non dico   geloso di stranezze brividi alla schiena voglia di re...