domenica 16 agosto 2026

zefiro caldo

 

ora che l'estate
possiede i campi
e avvampa
come femmina
ai suoi amanti
 
raccolgo vele
nello scafo
girando dalle coste
a largo
di nodosi calanchi
spirando zefiro caldo
 
tra quelle braccia di pietra
e terra secca
a dorso di mulo
come agli alberi di nave
dai crinali scoscesi
alle sabbie d'oro
vanno i racconti della gente
per monti e mare
 
uomini rivolgono la prua
calando reti
ai seni rigonfi
e donne rivoltano
voglie
d'onde ammalianti
 
per un vecchio sul molo
s'è fatto tardi


 

sabato 15 agosto 2026

anima mia

 

ricorderò
i nostri momenti
per sempre
buon
ferragosto
anima mia
 
e nel tempo
oggi più che mai
sento addosso
una sola donna
 
conosco
la voce
le mani
quella carezza
dall’oceano
tesa
 
maledetto il tempo
che l’ha offesa
e possa allora palpitare 
oltre ogni confine
 
là dove la nostra storia
indelebile
sarà d’amanti
ancora il segreto
come di ragione alcuna



chiuso per ferie

 

tutta questa noia
più ombrellone e sdraio
non ce la faccio a caricare
la domenica bollente
scappando dalla città
in fila sulla tangenziale
verso il mare
 
e allora che rimane
tirate giù le tende
in balcone tra vasi secchi
se non remare
con panni stesi a vela
che salutano al vento
altre mutande in ringhiera
 
l'estate in condominio
è  un gran tormento
in camera a caccia di zanzare
e in cucina da mangiare
 
esco sul tardi
per non finire sul marciapiede
arrosto
navigando afa intorno
alla ricerca d'un caffè aperto
con la mira d'un gelato
nel deserto
 
è il cammello del vicino
a venirmi incontro
dalla spesa al supermercato
lunghe leve
bava in bocca
per lo sconto
 
riesce a camminare
quell'ibrido ad acqua
attraversando dune
ruminando ad ogni oasi
o pozzo di bitume
 
come lo invidio
con quelle stampelle
e contento m'aggrappo
sul ritorno
 
sono salvo dal chiuso per ferie
e poi lo spilungone ha il navigatore
di serie
 


venerdì 14 agosto 2026

una strada sul mare

 

cammino di notte
gialla una strada
tra onde di luna
sul mare di fieno
intorno al villaggio
 
arrivando la distesa
fin sotto la scogliera
al monte
 
c’è anche il porto
d’una chiesetta
abbandonata
senza campanile
tetto sfondato
 
su moli d’ignoranza
siede il vecchio fumando
 
come a confine del tempo
lenza tirando
 
 

 

giovedì 13 agosto 2026

la ragazza di fronte

 

tutto il viaggio
in treno
dormivo bambino
sul sedile
 
un racconto
sfogliando
altre pagine
il vento
dal finestrino
 
ricordo solo
la strada bianca
un tempo d'estate
arrivando alla stazione
del paese più vicino
 
sudata
mi accompagnavi
alla corriera
che faticava più di te
al bastone
curva dopo curva
in salita
 
il piazzale
fuori porta
assolato
valigie in fila
il cane a salutare
per primo
 
parenti lontani
casa e giardino
ma dall'ultimo piano
in fondo alle colline
preciso il mare
 
quel tratto appena
d'azzurro in riga
e mi bastava
 
sul terrazzo
un agosto di panni e vasi
noia mortale
m'ha salvato
il vecchio cannocchiale
e poi la ragazza di fronte
non era niente male
 
 

mercoledì 12 agosto 2026

al cinema

 

questa sera al cinema
danno una vecchia pellicola
sul parco
in mezzo all'arena
 
mi siedo sotto i platani
solita panchina
e maglione sulle spalle
sigaretta accesa
ripasso le immagini
allo schermo di luna
 
e mentre scorrono
brividi e impressioni
anche una lacrima
nei titoli di coda
 
è stato bello assistere alla visione
nel sussurro d'aria
tra le siepi intorno
con i ricordi sommessi
a lume di stelle
 
sarà tutto inventato
frutto di fantasia
al passato
ma c'è il silenzio
alla regia
e non mente
così raccontandomi la storia
ripete la verità
ad ogni scena
 
siamo soli al buio
adesso
e lui muto
a fianco
è di compagnia fino a casa
 
non chiedo di più
se m’aspetta nessuno
a rimboccarmi le coperte



martedì 11 agosto 2026

san lorenzo

 

mi è cara la notte
che allo specchio del buio
vagheggia
 
come di musa
il poeta
alle rime vezzeggia
 
quando inganni cadendo
d’illusione amanti
nelle pietre di cielo accese
si ripetono a sanlorenzo
 
ma è il viso suo ad ispirare
illuminando parole ancor più belle 
 
il corpo a vestire
collane scintillanti di passione
perchè un abito di voglie
 indossa
cucito di brividi
sulla pelle
 
 e la notte si spoglia
in petali di stelle
 
 

lunedì 10 agosto 2026

amanti d'ogni stanza

 

adesso per strada
ritrovo me stesso
alla guida di notte
 
quando uscendo d’hotel
stanco ti guardi in faccia
al retrovisore
altri camionisti sul piazzale
lampadina fioca al soffitto
forse piove
 
poi al volante
mezzo addormentato
ancora sento addosso
 il tuo profumo
 
quasi torno indietro
perché fa freddo
ed in macchina invece della musica
ascolto sempre quei sussurri
e la voglia mi prende
di chiamarti al telefono
 
così ti raggiungo
 a un nuovo appuntamento
inseguendo orari e segnali
che mi dai
curva dopo curva a letto
d’albergo o di camera a poco
che fa
 
amanti d’ogni stanza
a ore o per sempre
come mi dici scappando
nuda in bagno
o in ascensore
è lo stesso
tanto siamo
travolti noi dal tempo
 
battiti per me di cuore
sincronizzati i tuoi
tant’è che hai perso pure le mutande
io la testa
non so dove
 
eccomi allora questa notte sull’autostrada
a fare i conti con la luna
che guarda storta
di traverso alle nuvole
non parla e solo d’un dardo
contro il parabrezza
in silenzio capisco tutto



domenica 9 agosto 2026

l'oceano della vita

 

dai vicoli affacciati
vecchi cadenti si trascinano
al raduno sul muretto
dove il giorno siede da ultimo
 
solito cinema di paese
guardo alla finestra
con le chiacchiere appoggiate
sui mattoni di cinta
sigari e silenzi in pausa
 
poi quando cala la notte
arriviamo noi
gatti di turno
a vagare nell’ombra
su dalla campagna
per divertirci a bigliardo
una corsa in motorino
 
odori di stalla ancora addosso
ma si va lo stesso
in vacanza il sabato notte
e tu con le vacche di strada
hai lavorato di più
 
c’era sul viale fuori porta
verso l’alba della nostra storia
l’aria fresca di mattino
che ci portava in braccio gli odori
di quella antica giovinezza
che respiravi a pieni polmoni
tornando a casa
 
gli uomini sottocoperta eran pronti
per salpare
i campi stavano distesi
da rivoltare le zolle
e i solchi da zappare
 
ma era domenica
l’oceano della vita poteva aspettare



sabato 8 agosto 2026

alla chiesetta

 

sulla passeggiata
mi fermo all'antico abbeveratoio
sudato e stanco
ma un filo d'acqua rimasto
alla secca
d'anni e tanti non ristora
 
poi raggiungo la chiesetta
in fondo alle case
dove mi sono sposato allora
 
qui cerco un altro ristoro
ma non prego
solo vorrei
ascoltare quell'organo
al cantico del vespro
 
incontrarti con lo scialle
che mi sorridi
madre
chiedo troppo
al tempo
che suona la campana sul tetto
 
e quel piccolo campanile
volevo scalare da ragazzo
per uno scherzo al sacrestano
 
adesso a tirare le corde
è un ucraino
nuova manodopera
nella casa del signore
 
poi fissando il prete in subaru
che sgomma polvere
finita la funzione
 
non c'è più il parroco d'una volta
cambiata la ditta
e torno indietro sulla strada bianca



*

Piccola felicità (Poesiole giovanili) di Renato Fedi
C'è una chiesetta lassù
in cima alla montagna,
spicca tra il verde dei prati
dove d'estate le candide pecore
allietano la solitaria vista.
Quando partono, solo la neve
rimane a tenerle compagnia.
Com'è sola la chiesetta
lassù,
è vicina ad alberi scarni
e non ha amici.
Ma un giorno, scomparsa
la bianca neve, col sole
torneranno le pecore
e l'aria si riempirà
ancora di felicità,
piccola felicità,
ritorno alla vita,
per la chiesetta lassù,
in cima alla montagna.


zefiro caldo

  ora che l'estate possiede i campi e avvampa come femmina ai suoi amanti   raccolgo vele nello scafo girando dalle coste a largo di nod...