Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
sabato 1 agosto 2026
venerdì 31 luglio 2026
a pelle
e così va il mare
dopo la tempesta
ad imbandire tavola piatta
mentre continuo a tirar lenza
servendo di pastura
già tante storie come avventure
allora siedo sul tramonto
mirando altre vele
mai una volta le tue
che tornano
così vanno stasera
spiagge bruciate
come questa vita
per chiacchiere e ombrelloni
arida
solo orme indietro
nostalgia infinita
quando sul molo arrivo
in fondo al faro
e saremo noi soli
la voglia
addosso cucita
stanotte vestirò
un trapunto di stelle
per posare la luna
a pelle
giovedì 30 luglio 2026
stammi vicina
stammi vicina
chè adesso c’è luna
e mi sorridi ancora
specchiando il fiume
le nostre ombre
evase a piedi scalzi
sull’argine
quando la notte profuma
eterea l’essenza
d’amanti
che non possiedono
ragione alcuna
eppure serve un’anima
eccome
quando incede per strada
tutta questa solitudine
anche una luce in fondo
alle case serve ad aspettare
nessuno
ma basterà
davanti a quella porta chiusa
ascoltare la notte
a raccontarci
quante fantasie favole
e cosa importa
tanto s’è fatto insieme
un altro pezzo di strada
popolando il buio
un fiume d’anime
all’insegna di quell’astro
lassù
lapide
a futura memoria
per un mondo di finti
quaggiù
ridotti come sono
o morti forse più
mercoledì 29 luglio 2026
il fiume morto
m'affaccio al ponte
nel fastidio d'afa
che opprime
cercando respiro alle calure
lungo sponde d'attese e miraggi
come navigando lenta la sera in risacca
di zanzare appannaggio
posa il gabbiano
alle ali senza corrente
nemmeno un battito
dai canneti dove annida
ozio e consumo
di tempo alla deriva
buttati via nelle spire
ancora annaspano
i migliori anni
cosa importa
se il fiume è morto
c'è solo il pescatore
che lancia allo zenit
i cerchi a ripetere l'eco
ombra stecchita
dietro
martedì 28 luglio 2026
allo zenit
m'avvicino alla stazione
dove il sole allo zenit
cuoce attesa sui ferri
l'appuntamento con te
sarà rovente
e nervoso fumo
fissando l'orologio
un guizzo di lucertola
accenna l'arrivo
d'una vecchia littorina
a sbuffare più di me
sotto la pensilina
la donna che aspetto
non ha valigie
solo una voglia
labbra rosse
vado a fuoco
lento
mentre mi bacia
nell'afa
con le fiamme a salire
dentro
sudati gli amanti sul piazzale
salgono in macchina
fino al settimo cielo
lunedì 27 luglio 2026
estate per anziani
estate per anziani
un bicchiere di sole
ai giardini
un altro all’osteria
solite avventure
da marciapiede
una partita a carte
a bocce in periferia
musiche da camera
o di conservatorio
sulla piazzetta
si balla dopo
al circolo
oppure cinema all’aperto
la sera col gelato
a prendere il fresco
l’elenco
delle attività
è finito
come la nostra stagione
sul viale
quando a cader
farà paura
la prima foglia
tra noi
te lo leggo negli occhi
dai
appoggiati al mio bastone
torniamo
sotto stelle ormai d’essai
a casa nostra
di riposo
domenica 26 luglio 2026
lascia che sia
sui terrazzi d’estate
le donne stendono
i panni
tra tovaglie e lenzuola
segreti d’amore
così noi giunti al tramonto
pieghiamo ricordi
in canestra
amanti senza ragione
ma non senti giù di sotto
quante ombre in cortile
all’arco di cicale
fanno un girotondo
a ripassare la piega
il tuo ferro da stiro
mentre scappano i nostri bambini
a pallone tirando le grida
adesso ci aspetta un gran silenzio
prima di dormire
i vecchi alla posa
dimentico in panchina
lasciando a quest’ora
cancelli aperti ai sogni
troppo bella la notte
di partire
non hai detto una parola
solo un bacio
la carezza sulla fronte
a benedire
e sei scivolata via
in fondo a una povera storia
di periferia
dopo anni di miseria
rinunce
sacrifici a non finire
e giù madonne
sacramenti
in osteria
lo sguardo fisso al bicchiere
una lacrima sul fondo
lascia che sia
sabato 25 luglio 2026
l'alba allo specchio
l’acqua riversa
tra le canne
cominciando il vento a battere
monotono rosario
la luna
sfiora altre nuvole
e sogni ribelli
rimasti sospesi all’amo
d’un pescatore addormentato
un dubbio
sorprende di colpo
a tendere il filo
ma lasci
ricordi a mollo
scuote nell’aria
e vibra sullo specchio
l’alba
così questa notte
mette via
ombre nella stiva
a spegnere
silenzi e stelle
allora
accosta a riva
una barca
alzando i remi
fa lo stesso
un uomo
alla sua donna
che aspetta
ma possederti
sciando una lacrima
sulle gote
e il secreto
sulle forme riflesse
è stato come attraversare
l’imene d’universo
venerdì 24 luglio 2026
i discorsi della luna
se esco di casa
a quest’ora
camminando solo
nel parco
è perché di notte
incontri certe ombre
a tenerti per mano
con loro si discute piano
a volte riesco
ad aprire i miei silenzi
ed in pace andiamo
sotto le stelle
d’un profumo le siepi
intorno
come disteso sull’erba
sto ad ascoltare
i discorsi della luna
sapessi quante cose
abbiamo da raccontarci
io e lei
chè amanti d’una volta
non si trovan più
mentre torno a casa
tiene pure il becco
di notizie fresche
alla fontana d’angolo
magari facendo finta di specchiarsi
poi continua a fissarmi
a letto
quando nella stanza
ho perso i nomi
e chissà le donne
sorride
giovedì 23 luglio 2026
all'arco di cicale
ombrellone aperto
in mezzo al deserto
un altro pomeriggio
giù nell'orto
occhieggia l'amica
dal muretto
all'arco di cicale distesa
crogiolando le stesse attese
m'addormento
alla graticola
cotto d'afa
zanzare e canicola
una sera più stanca arriva
guizzando via la lucertola
come un riflesso ai vetri
e il gatto al cancello
con le voci che tornano
dal vicolo
la vecchia tra i vasi
curva al tramonto
m'alzo alla fine
per una doccia
se a cena
avrò certi ospiti
la solita compagnia
d'ombre a tavola
poi un solitario a carte
chiusa l'osteria
di medesima sorte
ma non aver paura
tanto c'è luna
sui tetti
altri sogni dunque
stanotte
sul cuscino di piume
materasso a molle
ancora versi di musa
che palle
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