Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
giovedì 10 settembre 2026
mercoledì 9 settembre 2026
testimone l'autunno
oggi scrivo
sulle righe di semina
testimone l’autunno
in coda ultimi stormi
con il desiderio
alla finestra
di spiccare un volo
sul tramonto
ai lembi d’azzurro
corruga il tempo
nere nuvole
umori di pioggia stasera
mentre curva dopo curva
aspetto la vecchia corriera
ma non verrai
se già scende ombra
scura
dalle cole lungo il tubo
con il tramestio
della vigilia
quando scarica sul palco
lontano il fulmine
e mette addosso fremente
un brivido
accosto le persiane
torno al camino
girando castagne
alla salute un buon vino
notte verrà per strada
ad occupare la scena
e le comparse in fila
stanno alle mura
come disegni ai fanali
di nulla
gioca sul tavolo
questa solitudine
di mano a carte
finite le migliori
ma quale asso nella manica
nasconde il vecchio
forse è meglio andare a letto
calando il catenaccio
martedì 8 settembre 2026
tante parole
vado sulle
spiagge vuote
dove galoppa
questo vento di mare
assieme al
tormento di te
di noi
non mi lascia
mai
è come
rivoltare sulla sabbia
parole e
conchiglie
mai aperte
le stringi in
mano
ma sanno di
vuoto
nell’eco del
tempo
che hanno
dentro
è voce della
mia gente
che la sera
sui canali
torna al
porto
tra reti
seduta
e di barche
in attesa
da dire non
ha più nulla
solo parla in
silenzio
guardandoti
da rughe
e mani
segnate
la fatica ha
piegato la schiena
non lo
sguardo
quando ti
fissa senza paura
e di tante
parole
non ha
bisogno
quando poi a
letto
stanotte ti
si spoglierà accanto
una vita così
dura
lunedì 7 settembre 2026
il premio
quella sera
di colpo il tuo sguardo
in tuta di corsa
al salto tra le macchine
io fermo in fila
suonando all’angolo
hai attraversato
la mia vita
sulle strisce
e non sono più ripartito
se al primo bacio
ho messo un’altra marcia
al tempo
così ogni giorno
t’ho inseguita
incerato di tutto punto
sportivo in affanno
ma pur sempre
innamorato
fino al traguardo
e quando hai steso la tuta
sul filo d’argento
io non m’accontento
voglio battere il record
dei cento
se tra casse che vanno e vengono
qui non si capisce
chi ha vinto d’un altro viaggio
il premio
domenica 6 settembre 2026
alba allo specchio
l’acqua riversa
tra le canne
cominciando il vento a battere
monotono rosario
la luna
sfiora altre nuvole
e sogni ribelli
rimasti sospesi all’amo
d’un pescatore addormentato
un dubbio
sorprende di colpo
a tendere il filo
ma lasci
ricordi a mollo
scuote nell’aria
e vibra sullo specchio
l’alba
così questa notte
mette via
ombre nella stiva
a spegnere
silenzi e stelle
allora
accosta a riva
una barca
alzando i remi
fa lo stesso
un uomo
alla sua donna
che aspetta
ma possederti
sciando una lacrima
sulle gote
e il secreto
sulle forme riflesse
è stato come attraversare
l’imene d’universo
sabato 5 settembre 2026
come va il mondo
tirando a sorte
contro le finestre
chiuse
mai capirò
dove ti nascondi
e parlando per ore
in cortile
scriverò sulla facciata
un’altra pagina
di parole assenti
ho costruito questa casa
per stare in pace
infatti è chiusa
volevo un’ultima volta
parlarti della nostra vita
sei già partita
come non va la chiave
girando a vuoto
domande
e quando riparto
mi tiro dietro un cancello
che stride del vuoto intorno
rimane nel deserto un castello
dove ostaggio
tiene il tempo
quante voci
sussurri
dal passato
forse l'eco ancora
nelle stanze
insegna
alle ombre
che chiamo per nome
ogni tanto escono
se è più buio
fuori
per come va il mondo
venerdì 4 settembre 2026
la mano del vento
oggi ai pollini in volo
e alle danze d'amore
invento nuove parole
deponendo alla tua corolla
i versi di stagione
ai campi liberi
il seme
come ad orizzonti aperti
intera la speme
così petali
d'incanto
e pagine
del racconto
una ad una
possa sfogliare
la mano del vento
a raggiungere
la mia donna
accarezzando
lo stelo del tormento
spilla nel grano
quel papavero rosso
la tua grazia
svetta il tempo
alla falce
mai sazia
giovedì 3 settembre 2026
il planetario
sul terrazzo
è acceso
il planetario
la notte che profuma
di terra
spogliando all’aria
essenze di campi
come vita
a primavera
tornando
verso pianeti
astri lucenti
l’anelito provo
di scoprire
nuovi mondi
in scia di comete
satelliti moderni
ma ad attraversare il buio
girato l’angolo
quante ombre antiche
addosso fantasmi
incubo universo
quando rientro
nel guscio
mirando al soffitto
e le stelle che invento
non reggono calce
addosso cadendo
cerco anche la luna
nei sogni di traverso
e finita la bottiglia
mi alzo a bere
allora basta una vecchia lampadina
nel sincizio di crepe
e a domani
il bonus del sisma
abbi fede
mercoledì 2 settembre 2026
fine estate
cambia il vento
non l'estate
senza fine
sembrano giorni diversi
quando passo a prenderti
come accosti il tuo profumo
tornando per strada solitudine
sarà la direzione
interrogando il gallo
sul tetto
prende però una brutta piega
se ci ritroviamo stanchi al caffè di sera
e di vivere così sono pieni
i marciapiedi
negozi interi
affacciando altra noia
alle vetrine
sgomma sull’asfalto
una notte di rabbia
mentre spiaggia sui tetti
la luna bugiarda
cercando sul raccordo
facili avventure
sorrisi a pagamento
un gelato al centro
e i sogni d’una volta
con te al piper
da via tagliamento
al mare
sulla cristoforo colombo
senza trovare l’america
all’alba aspettiamo
il crollo della palpebra
e dormiamo ancora al volante
larve di plastica
indifferenziata
martedì 1 settembre 2026
piccolo vocabolario
lungo sentieri
secchi e nodosi
alle coste d’una terra
di calanchi arida
vado questa sera
dal terrazzo a mirare
verso la distesa
quando ho una gran sete
di miraggi
fumando illusioni
e cullando un sogno
che tu ritorni
ma sul vespro sorpreso
da orazioni
salmi
profonda questa voglia
di pregare
accosto all’argine
e alla corrente dei giorni
mi lascio andare
è il tempo
di caligine
sabbia
come giù nel canale
secco rimane
un senso di rabbia
direi stecchito
ormai il desiderio
che d’afa opprime
e quando troverai
in fondo all’autunno
il respiro
sarà forse tardi
lungo filari pende
l’uva mai raccolta
come quel sorriso
per la giovinezza
che assaporavi piano
acino dopo bacio
sui carri
così sull’aia t’ammiravo
al saggio
se a custodire animali
poi un altro uomo
ci vuole fede pazienza coraggio
parole che mancano
a un piccolo vocabolario
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