Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
venerdì 21 agosto 2026
giovedì 20 agosto 2026
estasi
è già notte
nei vicoli scuri
dove si stringono le case
all'eco di tanti ricordi
zingaro
il più bello
dallo sguardo fiero
con i tuoi ricci ribelli
e quegli orecchini a cerchi
che muovevi ai baci
e la nostalgia
salta all'angolo
se al tempo
non resisto
scappando
una voglia
di possederti
contro il muro
di muffa
e rimpianto
così della mia luna
gitana all'inseguimento
acrobata di sogni
come di fumo saltimbanco
non posso raccontare oltre
se a forza d'intingere
i sensi
ho finito l'inchiostro
rimane il silenzio
lingua lunga
d'estasi
e tu sola
mi capisci
mercoledì 19 agosto 2026
non solo angeli
questo
pomeriggio d’estate
accompagno
fuori
i nostri
ricordi
allora ti
mettevi un vecchio scialle
e non parlavi
sulla passeggiata
davanti ai
monti
solo quel
sorriso stanco
nei tuoi passi
uno dietro
l’altro
pomeriggi d’avanzo
che a sera
non bastava più il tempo
e quando ti
sei fermata alla chiesa
con la gente che
salutava
mi sono perso
dietro un funerale
vuoto a
rimettere l’anima
se alla tua
foto
sorridendo
così lontana
non solo
angeli
piegano le
ali
martedì 18 agosto 2026
odio l'estate
dei baci che ho perduto
tengo a malapena quel sospiro
dopo che avrò questa lettera
finito
odio l’estate
di certo
chè mi ha tolto
inchiostro
e voglia di scrivere
mentre pedalo alla tastiera
chissà quante nostalgie
per ricordare un amore
ah le poesie
d’un giovane innamorato
ora gobbo allo schermo
sui ricordi inciampa
malfermo
e ancora dai siti
non si toglie di torno
dando soliti addii
come i tratti d’un moribondo
mio caro profe
al palazzo delle Lettere
come menavi sulla schiena
e alla nuca i ceffoni
volavano
erano tempi migliori
da vivere fuori
dentro i peggiori
oggi mi sveglio
a dir poco dal coma
amo una donna
virtuale
ma non di gomma
certo non ha valvole
ma spara cuoricini
leccornie su ogni pagina
è un mondo che va così
certe volte m’alzo
a stento come confuso
misuro la pressione
intanto suonano
campanelle di messaggi
avvisi di posta
dio mio
che importa
io l’amo
e poi ci scriviamo
di soppiatto
preciso il profe
che ci beccava
lunedì 17 agosto 2026
questa poesia che muore
proteggere una donna
coltivare il fiore
in attesa che apra la corolla
al sole
stupenda
la conta dei petali
non ci sono parole
sul gambo
sfogliando emozioni
poi un brivido
al vento che muove
il primo d’un lungo inverno
che stringe al gelo
così delicata
questa poesia che muore
al davanzale delle promesse
non ho fatto a tempo
nel ritirare il vaso
dalle offese
oggi sono più solo
senza il tuo sorriso
al balcone ma che tristezza
se ho messo tante piante
e una sola dava
la bellezza
domenica 16 agosto 2026
zefiro caldo
ora che l'estate
possiede i campi
e avvampa
come femmina
ai suoi amanti
raccolgo vele
nello scafo
girando dalle coste
a largo
di nodosi calanchi
spirando zefiro caldo
tra quelle braccia di pietra
e terra secca
a dorso di mulo
come agli alberi di nave
dai crinali scoscesi
alle sabbie d'oro
vanno i racconti della gente
per monti e mare
uomini rivolgono la prua
calando reti
ai seni rigonfi
e donne rivoltano
voglie
d'onde ammalianti
per un vecchio sul molo
s'è fatto tardi
sabato 15 agosto 2026
anima mia
ricorderò
i nostri momenti
per sempre
buon
ferragosto
anima mia
e nel tempo
oggi più che mai
sento addosso
una sola donna
conosco
la voce
le mani
quella carezza
dall’oceano
tesa
maledetto il tempo
che l’ha offesa
e possa allora palpitare
oltre ogni confine
là dove la nostra storia
indelebile
sarà d’amanti
ancora il segreto
come di ragione alcuna
chiuso per ferie
tutta questa noia
più ombrellone e sdraio
non ce la faccio a caricare
la domenica bollente
scappando dalla città
in fila sulla tangenziale
verso il mare
e allora che rimane
tirate giù le tende
in balcone tra vasi secchi
se non remare
con panni stesi a vela
che salutano al vento
altre mutande in ringhiera
l'estate in condominio
è un gran tormento
in camera a caccia di zanzare
e in cucina da mangiare
esco sul tardi
per non finire sul marciapiede
arrosto
navigando afa intorno
alla ricerca d'un caffè aperto
con la mira d'un gelato
nel deserto
è il cammello del vicino
a venirmi incontro
dalla spesa al supermercato
lunghe leve
bava in bocca
per lo sconto
riesce a camminare
quell'ibrido ad acqua
attraversando dune
ruminando ad ogni oasi
o pozzo di bitume
come lo invidio
con quelle stampelle
e contento m'aggrappo
sul ritorno
sono salvo dal chiuso per ferie
e poi lo spilungone ha il navigatore
di serie
venerdì 14 agosto 2026
una strada sul mare
cammino di notte
gialla una strada
tra onde di luna
sul mare di fieno
intorno al villaggio
arrivando la distesa
fin sotto la scogliera
al monte
c’è anche il porto
d’una chiesetta
abbandonata
senza campanile
tetto sfondato
su moli d’ignoranza
siede il vecchio fumando
come a confine del tempo
lenza tirando
giovedì 13 agosto 2026
la ragazza di fronte
tutto il viaggio
in treno
dormivo bambino
sul sedile
un racconto
sfogliando
altre pagine
il vento
dal finestrino
ricordo solo
la strada bianca
un tempo d'estate
arrivando alla stazione
del paese più vicino
sudata
mi accompagnavi
alla corriera
che faticava più di te
al bastone
curva dopo curva
in salita
il piazzale
fuori porta
assolato
valigie in fila
il cane a salutare
per primo
parenti lontani
casa e giardino
ma dall'ultimo piano
in fondo alle colline
preciso il mare
quel tratto appena
d'azzurro in riga
e mi bastava
sul terrazzo
un agosto di panni e vasi
noia mortale
m'ha salvato
il vecchio cannocchiale
e poi la ragazza di fronte
non era niente male
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