Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
mercoledì 21 gennaio 2026
martedì 20 gennaio 2026
io e te a volo
d'inverno mi trascino
sulla passeggiata
contro vento
fa un freddo
nebbia a tratti
nero in fondo
tanto m'appoggio
al tuo ricordo
parlavamo
in silenzio
ci capivamo
io e te a volo
e di gabbiani stasera
non c'è traccia
all'orizzonte
faranno tana
urlando il mare
al vecchio capita
così
ora che chiama il tempo
di posare le ali
dentro
lunedì 19 gennaio 2026
dell'amore perduto
appena un tocco
di nebbia in cartolina
dipinge distratto
l’autore
per un giorno grigio
senza colore
nei vicoli
come nei bronchi
in affanno
dell'amore perduto
vorrei dirti le stesse cose
ad appassir le rose
musica il poeta
con le note di tristezza
ecco d’un sole opaco
tra bianche lenzuola
un bacio mai dato
stringo le labbra
in silenzio
umide le palpebre
aspettando un’altra stagione
se il medesimo fremito
a quella canzone
domenica 18 gennaio 2026
oggi bella
d’un lampo sui marciapiedi
con i tuoi occhiali grandi in testa
accendi vetrine di sguardi
gonna corta su tacchi a spillo
meglio sandali intrecciati
nei tuoi passi di femmina
a svolgere essenza
di profumo che porta
tante voglie a guinzaglio
oggi bella
dei sorrisi che apri
con quelle labbra pronunciate
d’un balcone in fiore
dove stendi uomini in volo
hai tanti cuori in
rubrica
tingi il tuo di rossetto
e non posso toccare il colore
vernice fresca
sabato 17 gennaio 2026
era una bellezza
scende in silenzio
d'una carezza lieve
a tratti bisbiglia
intorno coprendo d'ovatta
poi a passi felpati
ammanta
nei fiocchi a treccia
elegante
la dama bianca
ed è neve
che viene per noi
mai vecchi
sempre bambini
mentre corri ancora
ansimando a scuola
borsa di cartone
sfondata
matita e gomma
un quaderno sporco
per strada
come eravamo contenti
noi compagni
solo d'un pupazzo
scopa in mano
carota al naso
e come vorrei tornare
alla vecchia stufa a legna
ai dispetti tra banchi
anche finire dietro la lavagna
ma veniva giù
tanta neve
che era una bellezza
noi in piedi
al cinema d'essai
stretti d'un brivido
per sempre
io e te
venerdì 16 gennaio 2026
baffi di gelo
ho tirato giù dalla grondaia
baffi di gelo sparando
palle di neve a mitraglia
come calando il manto dal tetto
tra un tonfo e l’altro
strano l’effetto
solo il pupazzo
carota al naso
scopa in mano
a resistere sul muretto
guardo intorno
dopo la bufera
cuffie bianche
sui pali di staccionata
curiose in fila
elmi frigi d’una guerra
stanotte persa
sottocoperta
e allora dispersa
o troppo lontana
che tu sia
mandami un messaggio
almeno una notizia
dal fronte
di questa vita
dove si spara davvero
mica madonne
giovedì 15 gennaio 2026
per te
tornando indietro
le notti che ti penso
altri viaggi
a metri quadri
odissea
nella stanza
pure inutili versi
come rane a gracidare
dai fossi
qui
alle pareti
veloce ripasso
di parole mute
in calce
libri e ragnatele
fanno il resto
d'un piccolo universo
con i quaderni
lenzuola disfatte
tarli e rimorsi
metti pure queste voglie
di donna alle tempia
bussando più forte
così alle prime luci
ritrovo un'alba
di spiagge nude
e
il mare che rotola
bottiglie vuote
steso sul divano
addosso tanti perchè
ma non datemi dell'ubriaco
a scolare l'ultima stilla
d'illusione
per te
mercoledì 14 gennaio 2026
tempo nero
sotto la
pioggia tira d’infilata
una voglia di
far tana
come quella
vecchia che scappa
con due legna
nella gobba
a casa
l’inverno
sarà lungo da pedalare al camino
un tempo nero
si mette per strada
a quest’ora
nel ritorno
e non trovo
più la rotta
sulla matassa
di vicoli
che girano
alla schiena
poi silenzio
cala al
portone
di colpo il catenaccio
c’era sul
filo dei panni al balcone
stesa pure la
tua ombra
e di bucato
quanto profumava
così di tanta
pazienza
curva sul
ferro da stiro
hai dato la
piega
a quella vita
dura
martedì 13 gennaio 2026
come te
non si va più
in osteria
sacco a mano
giusto in lavanderia
perché dal barbiere
promettono un taglio
di teste
dopo svolto all’angolo
incontrandoti
sempre di fretta
la ciocca di traverso
gonna stretta
t’accompagno un poco
fino al mercato
e perdo l’attimo
tra la gente
è come te
questa vita
se non decido niente
e giornale più tazzina
siedo al caffè
finendo la mattina
d’inverno tanto amaro
ma perché
senza zucchero
o senza amore
davvero strana
un'altra stagione
che ho buttato
via con te
e d’improvviso
così severa
da sbattermi in cabina
fototessera
quella volta
per un bacio
ma che scema
basta vedere come mi guardi
dall’ultima posa
tra i fiori
adesso in scena
lunedì 12 gennaio 2026
il migliore
vorrei tanto afferrare
quel lampo ai vetri
oggi che mette cielo cupo
e un riflesso tra le nuvole
è mezzo bicchiere di sole
in veranda assaporando
il tepore che presto svanisce
e torna addosso un gelo
poi quel passero sul filo
stende il vestito
di piume sgualcito
forse piove
ma dove andrà
riparo al camino
eccoci qua
noci e vino
l’inverno passerà
ancora alla finestra
cercando il compagno
a far nido
intanto nebbia sale
a coprire le siepi
per strada e dentro
la stanza
dove una gran confusione
ho in testa
ma è normale
dicevi
valvole da cambiare
e quante
così ridendo
e vai
passava il tempo
era il migliore
sai
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