Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
venerdì 18 settembre 2026
giovedì 17 settembre 2026
la foglia più bella
d’impeto
agli stormi
come alle danze
d’autunno
ho preso carta e penna
cara amica dal vissuto
che non conosco
e ti scrivo
in punta di matita
subito pronto
a cancellare
ogni notizia
sarà settembre
il compagno
dei nostri silenzi
qui tra le pagine
del racconto
dove la ragione
non lascia
ad amanti
eredità alcuna
l’ultimo compito
sui banchi
ha la maestra
ordinato
nel tempo d’una foglia
la più bella
che cominciavi
tra le gambe a nascondere
già donna
mercoledì 16 settembre 2026
tinta rosa
tirando stanotte
un’altra cicca al balcone
ho fatto le ore piccole
di mira alla luna
lei mi guarda
splendida
con la collana
di stelle
e un trapunto
giallo
fino al mare
dove fisso il faro
spara dardi al buio
mai indovinando
la tua vela al ritorno
così sul molo
seguo i fanali
tra le barche
che posano
alla fonda
tanti viaggi
insieme
donne a letto
per volare
uomini stanchi
di remare
ci sono a momenti
brividi sull’alba
quando tra le coltri
fremono colori
e un vecchio insonne
sceglie tinta rosa
per scuri grigi
se alcuna donna
ma solo aurora
presterà vernice
martedì 15 settembre 2026
tu mi sei dentro
il motore
acceso
fumo sotto le
stelle
fermo sulla
strada
e c’è questa
notte
tutta da
percorrere davanti ai tuoi fari
da amare così
nuda sull’asfalto
tu mi sei
dentro
nell’anima
accesa
accosto ai
tuoi seni
scopro le tue
forme al volante
inseguo le
voglie
sorpasso i
limiti della follia per te
e per amore
affondo questa vita
dentro le tue
curve
ti raggiungo
ancora sull’alba
quando le
distanze si spogliano
al primo
chiarore
e tu
appartieni donna mia
a quest'uomo
come l’aurora
al suo cielo
cancellando
altre nebbie
e quei
tormenti
metti colori
al mio orizzonte
innalzi
membra all’estasi
di bagliori
che esprimono
l’inizio
e la mia vita
ora comincia con te
lunedì 14 settembre 2026
il nostro autunno
la strada bagnata
che girava intorno casa
un giardino di foglie
e tante voglie di scappare via
cadute ai tuoi piedi
non ti lascerò mai
il giuramento
e il cielo plumbeo
quella piccola casa
aveva i sogni
ancora a fumare
sul tetto
amore di una sola stagione
volata via al vento
e sul tappeto di giallo
ho rincorso l’illusione
poi anni da solo a disegnare
qui tra le carte
il nostro autunno
e da ultimo son partito anch’io
sepolto il cane
la croce sopra
senza dio
domenica 13 settembre 2026
libero
s’alza quell’aquilone
in fuga dal seminato
dico falsa ragione
basta con i discorsi
di politica religione
ormai lo stato delle cose
per un vecchio è la panchina
parlano solo gli occhi
e nei rumori le voci
di cortile
aspettando l’aria della sera
non farà più ombra
ce ne andiamo
in perfetta solitudine
sull’argine del tramonto
il silenzio d’inutili parole
che non vuoi ascoltare
ma salgono mute
da compagni che partono
come un aquilone
che guardi lassù
sparire nell’azzurro
e il bambino dentro
a piangere
ma sono libero
i pionieri
ad affondare nella secchia
di cortile
barche di carta
era già un divertimento
ma nei vicoli
quante risate ed urla
a stringere le curve
sfiorando spigoli
a bordo di bolidi in legno
catorci a pedali
che perdevano raggi
pezzi dietro
di vasi pure
centrati in fila
noi eravamo i pionieri
della nautica
o della formula uno
adesso mi trascino
con la sciatica
non mi cerca più nessuno
un tempo però hai chiesto
persino l'autografo
brutta strega del malocchio
che mi fissavi all'angolo
e quella sbandata
ho pagato cara
firmando la resa
sull'altare
sabato 12 settembre 2026
i disegni
andavamo lenti a fare
due passi in piazza
e
seduti sotto le logge
al caffè
i disegni
poi perduti
io e te
nelle pagine senza storia
quanto amavo
affondare giù nei vicoli
bastimento senza rotta
ma tanti ricordi
nella stiva
uno sguardo alla tua finestra
chiusa
il sospiro nei bronchi
per quante rincorse nel tempo
se vincevi sempre tu
oggi che manca un sorriso
ti amo di più
e cerco ancora quel viso
quando all’angolo sei sparita
e al tramonto d’un’epoca
mi segno senza sapere
al rintocco sul vespro
forse un dio che scappa
un padre sulla soglia
insomma di sicuro
una voglia
di stringere la tua mano
e un abbraccio forte
forte partendo
è morto questo paese
solo campane e chiese
manco un cane
appresso
a volte mi sembra d’ascoltare
la nenia che cantavi
per far dormire
un bambino
e tra le coltri di nebbia
una pace che non ti dico
forse è ora di stendere le ossa
buon Renato poeta
andato avanti
stammi a fianco
ti prego
ho paura della notte
* ( a Renato Fedi compagno di scrittura e poesia, per sempre...)
venerdì 11 settembre 2026
i discorsi di sempre
dalla campagna arrivando
l'aria fresca della sera
zinale unto di giornata
canestra di nuvole in testa
più cerco nell'ombra
mirando sui campi lontano
nei sentieri del cuore
coperti di rovi
oltre non posso arrivare
quando sulla piana
un mare bianco
salta dai fossi
ad insistere il gracidare
è un mondo che sparisce
con carri e vacche
stalle e letame
in fondo alla nebbia
nascosto il contadino
mentre ascolto di sotto
sulla via altri discorsi
quelli di sempre
se dal silenzio
scoppia la rabbia
si monta la gente
tornando al padrone
giovedì 10 settembre 2026
ladro di notte
ruba versi
il poeta ai
balconi
di donne in
fiore
spettinando
petali in rima
come
strappando stelle
al manto di
luna
così ladro di
notte
miro alle tue
labbra
quando
possiedono
brillanti di
sorriso
Iscriviti a:
Post (Atom)
noi due
la voglia di stare un poco con te davvero sorprende come stasera che ammicca il mare e complice si stende immagino i tuoi occhi addoss...
-
ora porgo la mano stringendo un vecchio compagno rimasto indietro sulle passeggiate d'un paese di mare a me tanto caro dove ho cura...
-
vorrei portarvi con me indietro nel tempo in quel cortile a giocare stagioni più belle un invito di brughiera al mattino o sulle spiagg...
-
Ognuno di noi ha suoi tormenti, chi più celati, chi meno... Non chiedo nulla... sono stata bene con te nonostante i nostri screzi. le nost...