domenica 11 gennaio 2026

sul classico universale

 

brutta storia
adesso
l'ultima prova
allo specchio
 
il racconto va a finire
come può
tra le rughe stretto
se imbastisce
il tempo
un'altra pelle
e ti concia addosso
un aspetto così tetro
 
curve le spalle
davanti non cade
bene il vestito
figurati dietro
 
lo porto a destra
ripeto
ma il sarto fa finta
di niente
tirando su il cavallo
 
poi giacca sbottonata
sulla pancia
neppure basta la cinta
davvero uno schifo a pennello
 
allora sottovoce
mi invita in una sala
senza specchi
strano l'arredo
a provare un vestito
sul classico universale
color noce
 


il vestito

 

una donna scende
con la cesta dei panni
al fiume
saltando
nella secchia piovana
il bimbo a giocare
 
questa gente di paese
sta sulla porta
come ombre di una notte
che fodera all’orlo precisa
 
rimane la sarta alzata fino all’alba
cucendo un trapunto di stelle
mentre il vecchio
sotto la luna a sognare
sente all’arcolaio
del tempo
di avere oramai
il vestito pronto



al passato remoto

 

quando vuoi
ripete l'ombra
al portone

ma polvere
calcinacci
e ragnatele
rimandano
l'occasione
come ruggine sui ferri
opaco al corrimano
l'ottone

d'un balzo all'atrio
solo un gatto

lo stesso tuffo
tornando così
al passato remoto

ma non entro
nella vecchia casa
aperta dal terremoto

solo piccioni
che vanno e vengono
dal tetto sfondato

come tanti ricordi
che libero adesso
d'un cuore malandato


sabato 10 gennaio 2026

è per te

 

non ho mai donato
un fiore
come una sola volta
provato amore per nessuna
 
è per te
che stanotte vola
un pensiero 
al viso nascosto della luna
 
miro lassù
nella notte gelida di stelle
un grumo d'atomi
a fuoco
astri nel firmamento
o comete
di sicuro i miei sensi
accesi
 
trema la mano alla tastiera
se questo è un bacio
che ti mando
e mi sembra di sognare
quell’incubo
quando d’un clik ho chiuso
all’unica che mi capiva
 
ma a che serve
ripeto in silenzio
è tardi ormai urlando muto
 
e te ne vai pulviscolo nell’universo
spargendo la tua essenza
per quel mondo che non trovavi mai
 
un vecchio resta fisso
in questa piccola finestra a scrivere sul web
solo che non doveva andar così
ora siamo tutti un po’ più soli
qui
 
ed è per te che ho scelto una rosa azzurra
che lascerò sotto un cielo coperto di novembre
 
mentre guardo lassù
i nostri vent’anni per sempre



venerdì 9 gennaio 2026

ali di bruma

 

esce stamani
dalle pagine del racconto
Colò
il vecchio spazzino

ali di bruma al grigio mantello
nei lenti giri di ramazza
tra mucchi di ricordi
salutando l’autista
di corsa sulla piazza

caffè chiuso a quest’ora
fisso il monumento di storia
come al davanzale
il volo di migranti

quasi nevica
muto il passero all’alba
di freddo infagottato

e se dalla persiana
un brivido rosa
inganna a denti stretto

così m’aggomitolo ancora
a letto



giovedì 8 gennaio 2026

appuntamento con la follia

 

che strano
un appuntamento
per caso
con la follia
 
mani in tasca
baveri alzati
all'aria
gelida dal mare
in faccia
 
forse la mente
lascio spalancata
un poco all'idea
che tu sia
ancora mia
 
magari aspettando
all'angolo
occhi chiusi
di polvere o sabbia
l'incontro
con quel bacio
sulle labbra
 
un nodo in gola
quando sento
dentro
la voglia
 
ma di rumori
il vento
come imbroglia
 

mercoledì 7 gennaio 2026

solitudine

 

accolgo di notte
sul prato stellato
una grande luna
a specchiare
neve e gelo
 
mentre accompagno
betulle bianche
ancelle di purezza
all’altare spose
d’inverno
e dai vetri
raggiungo il candore
delle cime
 
dove si staglia
il viso
della mia donna
come al chiarore
un tormento insonne
 
ripasso il cielo
nel trapunto acceso
poi sulla strada
accosto d’un lampione
solitudine
 


martedì 6 gennaio 2026

saggio di neve e befana

 

 

muove magia
al frullo d'ali
cadendo polvere
gelata dai rami
 
sui giardini a ripetere
stagione di neve
disegni strani
 
cerco alle siepi un pertugio
coda dritta
liberando il segugio
 
pure lassù mirando
alle cime curve
dove lei posa
la scopa al saggio
 
ma stamani solita stampa
d'orme in colonna
sulla coltre bianca
 e
della befana
alcun passaggio
 
 

lunedì 5 gennaio 2026

la notte è lunga

 

la sera
quando sei sola
e guardi
stanca la tv
sul divano
 
un pensiero
e provi su altri canali
tanto non va via
l’immagine
 
se umide le ciglia
ripensi a quella stagione
di mare
con le poesie e la chitarra 

come note scritte
e cantate
più le nostre facce
di luna stampate

ora stringi il telecomando
fumi nervosa
ti butti addosso un plaid
chiudi gli occhi 

poi ti fai un caffè
la notte è lunga
ma via la foto
dalla mensola
chè so venuto male
in posa



domenica 4 gennaio 2026

dilettanti

 

c’era una volta
la secchia piovana
dove navigavano
in fondo al tubo
piccole barche  di carta
 
poi hai spinto la macchina
giù nei vicoli a pedali
 
era inverno
ricordo il cappotto
strappato all’ultima curva
tu ridevi
già di nostro padre
era pronta la cinghia
 
il primo motore
l’abbiamo acceso
insieme sul banco
come una sigaretta di nascosto
baffi neri d’olio
 
a scoppio questa vita
t’è scappata di mano
volante da corsa
per l’alloro
 
però la storia non si ferma
nemmeno sul marmo
per chi ha tagliato in fondo
il traguardo
 
e noi che abbiamo guidato un brivido
rincorso il tempo
t’aspettiamo al caffè
ancora
categoria dilettanti
cilindrata a litri di lambrusco
 
 
 

sul classico universale

  brutta storia adesso l'ultima prova allo specchio   il racconto va a finire come può tra le rughe stretto se imbastisce il tempo un...