sabato 1 agosto 2026

la terrazza

 

dava noia
quella terrazza a fianco
 
un pezzo di mare
toglieva dalla vista
 
fin quando t’ho trovata
una sera
lì a contar stelle
 
sarà diversa
adesso nel tempo
a chiudere quelle persiane
che spiavo
 
con l’edera
che saliva di stagione
assieme agli odori di porto
ed il tuo sorriso
che aspettavo sul muro
della passeggiata
 
era un dono d’amore
la bici che lasciavo al portone
 
e sei andata a pedalare
in cima ai sogni
che disegnavo
col tuo nome
sottocasa
 
messaggi d’un matto
dicevano i vecchi
senza capire
quanto ero innamorato
 
a cercare su quella terrazza
l’altra metà di vita
che mancava


 
 

venerdì 31 luglio 2026

a pelle

 

e così va il mare
dopo la tempesta
ad imbandire tavola piatta
 
mentre continuo a tirar lenza
servendo di pastura
già tante storie come avventure
 
allora siedo sul tramonto
mirando altre vele
mai una volta le tue
che tornano
 
così vanno stasera
spiagge bruciate
come questa vita
per chiacchiere e ombrelloni
arida
 
solo orme indietro
nostalgia infinita
quando sul molo arrivo
in fondo al faro
e saremo noi soli
la voglia
addosso cucita
 
stanotte vestirò
un trapunto di stelle
per posare la luna
a pelle



giovedì 30 luglio 2026

stammi vicina

 

stammi vicina
chè adesso c’è luna
 
e mi sorridi ancora
specchiando il fiume
le nostre ombre
evase a piedi scalzi
sull’argine 
 
quando la notte profuma
eterea l’essenza
d’amanti
che non possiedono
ragione alcuna
 
eppure serve un’anima
eccome
quando incede per strada
tutta questa solitudine
 
anche una luce in fondo
alle case serve ad aspettare
nessuno
ma basterà
davanti a quella porta chiusa
ascoltare la notte
a raccontarci
quante fantasie favole
e cosa importa
 
tanto s’è fatto insieme
un altro pezzo di strada
popolando il buio
un fiume d’anime
all’insegna di quell’astro
lassù
 
lapide
a futura memoria
per un mondo di finti
quaggiù
 
ridotti come sono
o morti forse più



mercoledì 29 luglio 2026

il fiume morto

 

m'affaccio al ponte
nel fastidio d'afa
che opprime
 
cercando respiro alle calure
lungo sponde d'attese e miraggi
come navigando lenta la sera in risacca
di zanzare appannaggio
 
posa il gabbiano
alle ali senza corrente
 
nemmeno un battito
dai canneti dove annida
ozio e consumo
di tempo alla deriva
 
buttati via nelle spire
ancora annaspano
i migliori anni
 
cosa importa
se il fiume è morto
 
c'è solo il pescatore
che lancia allo zenit
i cerchi a ripetere l'eco
 
ombra stecchita
dietro
 
 
 

martedì 28 luglio 2026

allo zenit

 

m'avvicino alla stazione
dove il sole allo zenit
cuoce attesa sui ferri
 
l'appuntamento con te
sarà rovente
e nervoso fumo
fissando l'orologio
 
un guizzo di lucertola
accenna l'arrivo
d'una vecchia littorina
a sbuffare più di me
sotto la pensilina
 
la donna che aspetto
non ha valigie
solo una voglia
 
labbra rosse
vado a fuoco
lento
mentre mi bacia
nell'afa
con le fiamme a salire
dentro
 
sudati gli amanti sul piazzale
salgono in macchina
fino al settimo cielo
 


lunedì 27 luglio 2026

estate per anziani

 

estate per anziani
 
un bicchiere di sole
ai giardini
un altro all’osteria
 
solite avventure
da marciapiede
una partita a carte
a bocce in periferia
 
musiche da camera
o di conservatorio
sulla piazzetta
si balla dopo
al circolo
 
oppure cinema all’aperto
la sera col gelato
a prendere il fresco
 
l’elenco
delle attività
è finito
 
come la nostra stagione
sul viale
quando a cader
farà paura
la prima foglia
tra noi
 
te lo leggo negli occhi
 
dai
appoggiati al mio bastone
torniamo
sotto stelle ormai d’essai
a casa nostra
di riposo
 

domenica 26 luglio 2026

lascia che sia

 

sui terrazzi d’estate
le donne stendono
i panni
tra tovaglie e lenzuola
segreti d’amore
 
così noi giunti al tramonto
pieghiamo ricordi
in canestra
amanti senza ragione
 
ma non senti giù di sotto
quante ombre in cortile
all’arco di cicale
fanno un girotondo
a ripassare la piega
il tuo ferro da stiro
 
mentre scappano i nostri bambini
a pallone tirando le grida
adesso ci aspetta un gran silenzio
prima di dormire
 
i vecchi alla posa
dimentico in panchina
lasciando a quest’ora
cancelli aperti ai sogni
troppo bella la notte
di partire
 
non hai detto una parola
solo un bacio
la carezza sulla fronte
a benedire
e sei scivolata via
in fondo a una povera storia
di periferia
dopo anni di miseria
rinunce
sacrifici a non finire
 
e giù madonne
sacramenti
in osteria
lo sguardo fisso al bicchiere
una lacrima sul fondo
lascia che sia
 
 

sabato 25 luglio 2026

l'alba allo specchio

 

l’acqua riversa
tra le canne
cominciando il vento a battere
monotono rosario
 
la luna
sfiora altre nuvole
e sogni ribelli
rimasti sospesi all’amo
d’un pescatore addormentato
 
un dubbio
sorprende di colpo
a tendere il filo
ma lasci
ricordi a mollo
 
scuote nell’aria
e vibra sullo specchio
l’alba
 
così questa notte
mette via
ombre nella stiva
a spegnere
silenzi e stelle
 
allora
accosta a riva
una barca
alzando i remi
 
fa lo stesso
un uomo
alla sua donna
che aspetta
 
ma possederti
 
sciando una lacrima
sulle gote
e il secreto
sulle forme riflesse
 
è stato come attraversare
l’imene d’universo
 


venerdì 24 luglio 2026

i discorsi della luna

 

se esco di casa
a quest’ora
camminando solo
nel parco
 
è perché di notte
incontri certe ombre
a tenerti per mano
 
con loro si discute piano
a volte riesco
ad aprire i miei silenzi
ed in pace andiamo
sotto le stelle
d’un profumo le siepi
intorno
 
come disteso sull’erba
sto ad ascoltare
i discorsi della luna
 
sapessi quante cose
abbiamo da raccontarci
io e lei
chè amanti d’una volta
non si trovan più
 
mentre torno a casa
tiene pure il becco
di notizie fresche
alla fontana d’angolo
magari facendo finta di specchiarsi
 
poi continua a fissarmi
a letto
quando nella stanza
ho perso i nomi
 
e chissà le donne
sorride
 

 

giovedì 23 luglio 2026

all'arco di cicale

 

ombrellone aperto
in mezzo al deserto
un altro pomeriggio
giù nell'orto
 
occhieggia l'amica
dal muretto
all'arco di cicale distesa
crogiolando le stesse attese
 
m'addormento
alla graticola
cotto d'afa
zanzare e canicola
 
una sera più stanca arriva
guizzando via la lucertola
come un riflesso ai vetri
e il gatto al cancello
 
con le voci che tornano
dal vicolo
la vecchia tra i vasi
curva al tramonto
 
m'alzo alla fine
per una doccia
se a cena
avrò certi ospiti
 
la solita compagnia
d'ombre a tavola
poi un solitario a carte
 
chiusa l'osteria
di medesima sorte
 
ma non aver paura
tanto c'è luna
sui tetti
altri sogni dunque
stanotte
sul cuscino di piume
materasso a molle
ancora versi di musa
che palle


 

la terrazza

  dava noia quella terrazza a fianco   un pezzo di mare toglieva dalla vista   fin quando t’ho trovata una sera lì a contar stelle   sarà di...