Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
lunedì 20 luglio 2026
domenica 19 luglio 2026
malati del tempo
la vecchia valigia
legata d’uno spago
tanto non si chiude
per quanti ricordi
voglio abbandonare alla stazione
mentre ti guardo fissa
madre al di là del tempo
smarrita
e piango riverso sulla panchina
aspettando l’ultimo treno
il bagaglio a mano pesante
nelle tasche vuote
un poco di fumo
nei bronchi il fischio
d’affanno
ma quelle stagioni
perdute indietro
fanno male davvero
se più belle
sotto la pensilina
correndo alle stelle
dove non ti ho trovata
mai conosciuta
però inventata
un solo momento
e la follia
abita ogni sala
d’attesa
per noi malati
del tempo
sabato 18 luglio 2026
donna d'estate
titoli in coda sul muretto
lascia il giorno
come lucertola che scappa
e più non ascolto oltre le canne
l’arpeggio di cicale
lungo il fiume sonnolento
muto pure il vicolo
dove cadono stecchite
ombre al forno
la sera che arriva
sudata alla fonte
è donna d’estate
spighe d’oro nei capelli
segnata la schiena di creta
lunghe braccia sui fianchi
mirando all’amore
con occhi grandi
da girasole
poi alle labbra
quel sorriso di freschezza
gonfia d’una brocca in testa
scoprendo gocce ai seni
svanite sulle cosce
di roventi passioni
ma sono umori
quando la possiedi
lacrime
adesso che non ho più
da godere
il secreto dell'amore
venerdì 17 luglio 2026
per cena
rimane l’afa
un meriggio d’estate
con il mare lontano
e una voglia di te
qui tra le carte sul tavolo
e quando arriva la sera
a scalare d’ombre
il terrazzo
allora m’affaccio
alle colline che fumano
roventi al fieno
agli ulivi
che decorano
alle querce
che sono lo stemma
alla vita insomma
che aspetto
ma non torna
come la tua figura
all’ultima curva salendo
dalle passeggiate
insieme
e una lacrima
m’aspetta adesso
per cena
giovedì 16 luglio 2026
cronaca da sdraio
la solita storia
d’estate
nella sala da ballo
sul mare
la tua voce
in penombra
i baci e le promesse
mancate
ora che la stagione
in spiaggia
ricomincia
se aprono ombrelloni
chiacchiere e saluti
di rimando
cronaca da sdraio
mi manchi
solito caffè alla rotonda
forse un gelato
e sul marciapiede
arriva un gabbiano
tra i tavoli mendicante
mi sembra di riconoscere
un compagno
precise le grida
d’altri in volo
nel branco
oggi ascolto
una voglia
di mettere le ali
per venirti incontro
alla stazione
ancora valigie
se quella volta
eri così scura
partendo
quasi veniva a piovere
dalle tue ciglia
mercoledì 15 luglio 2026
la spilla
sai
cosa mi manca
di più
adesso che tornano
il profumo d'estate
quel respiro d'aria
insieme sulle case
come dal balcone la carezza antica
della sera
e sai
cosa cercherò per sempre
inseguendo
nuvole e sogni
a confine del tempo
ecco
sai tutto
donnaluna
se ora stringi la mano
a raccogliere l'ombra
d'un vecchio che vacilla
ma continua a fissare
di notte e d'argento
la tua meravigliosa spilla
martedì 14 luglio 2026
le voglie
femmina
che amo di notte
questa città
di collane accese
si stende
dalle colline fino al mare
specchiando giù al porto
nuda ai moli
come nelle reti
tirando facili amori
così esco al buio
e indovino nei vicoli
più nascosti
l'amore mio
che dal passo felino
soffice il guanto
e labbra allo spasimo
accende voglie
pure una magia
d'infilata al portafogli
lunedì 13 luglio 2026
roventi passioni
roventi
passioni
quella
lucertola cova
sul muro
d’afa
fissa nel
meriggio
senza vento
d’un mare
piatto
non trovo
respiro
alle fronde
e nell’ombra
dei vicoli
lascio coda
di vacanze
a casa
tiro su le
spalle
il grembiule
tuo
ma di
cucinare
non ho voglia
si mettono
nell’orto
a suonare
archi
di cicale al
forno
lingue di
fuoco
alitano
sull’asfalto
per venirti incontro
e la stazione
cuoce ai
ferri
ecco
tu scendi da
un uomo
in fiamme
e stanotte
brucerai
femmina calda
domenica 12 luglio 2026
buone vacanze
senza vento
ormeggio un desiderio
nel mare di caligine sottocasa
albero spezzato
la vela d’afa bruciata
torna l’estate d’ombrelloni
spiagge di gente
che si spoglia
ma di chiacchiere non si libera mai
ozio in balcone
sdraio e ciabatte
lucertola al sole
tutto il pomeriggio
orecchio alle cicale
occhio alla vicina
è la stagione che sei partita
così alla ringhiera
coltivo attese come domande
rampicanti
quando torni
se mi manchi
imbucando dai panni
la posta d’ogni giorno che passa
e sventola mutande
ai saluti di rimando
anche la zanzara sibila
buone vacanze
sabato 11 luglio 2026
il vento della notte
aveva aperto
una finestra
sulle scale
il vento della notte
e la candela
in mano tua
s’era spenta
cercavo al buio
la guida per non cadere
e quelle parole
mi hanno segnato
per sempre
ogni colpo
stanotte
le ripete
in mezzo alle tempie
“come spariscono le
famiglie
un battito del tempo
e calano le tenebre’’
sono solo
ad ascoltarti ancora
nei rumori di questa casa
forse arie che si dà
tanto silenzio
quando cerco le tue mani
in riga
e m’aggrappo al vuoto
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