martedì 12 maggio 2026

non mi far male

 

dove
non potrò
mai più
raccogliere il tempo
 
a far muffa
lungo il muro
del rimpianto
 
un'ombra si muoverà
dalle altre piano
sul viale accompagnando il fanale
alla tua mano
 
così alla lavagna
cancellato il disegno
altri in fila sull'alba
e tanti indietro
 
finiranno 
d'un riflesso
in cima a cocci di vetro
 
non mi far male
ti prego
 


lunedì 11 maggio 2026

11 maggio 2008

 

quella notte il cielo posò
sulle mie lacrime
un guanciale di stelle
 
eri partita e sulla strada
in fondo alle case
già cercavo le orme
i ricordi
le parole
l’eco della voce
 
la tua
 
e chiedevo
bussavo alle porte
interrogavo le stanze
 
ero solo
disperato al buio
 
orfano mi sono ritrovato
in quella casa
vuota
profonda nell’abbandono
 
ed affacciandomi sulla porta
ho dato una carezza al cane
 
poi al cancello
siamo andati insieme  
a guinzaglio della solitudine



Mamma

 

Mamma
hai chiuso bene la porta
come sempre
rimesso il silenzio a posto
dopo cena
papà non torna
la lampada brucia d’attesa
 fa freddo
 
ci sono nella notte
 facili tormenti
ai vetri disegni umidi
la pentola per domani
borbotta stanca
 
deve essere trascorso
un tempo davvero lungo
tra le tue braccia stanche
tante illusioni   
troppe tristezze
 hanno chinato la tua testa
non lo sguardo
quando penetra il mio vuoto
 e dirada le pene dentro
 
vai a letto a quest’ora
rigirando coperte e ansie
vorrei donarti il bacio della buonanotte
ma ti sto accanto
con le fotografie che tieni stretta
ci sono tutti gli anni andati
le rincorse perdute
 i sorrisi
 i ricordi  ingialliti
 
quanta stanchezza trattieni sul petto
tu preghi
e quelle lacrime ti sono care  devote
 
ora sei alta mamma
e nella notte sottesa
una cantilena di voci piccole
accompagna
 per sogni distesi
i tuoi bambini
 i nostri  
a baciarti la fronte grande spalancata
 
un abbraccio forte 
e quella stella in mezzo al cielo
è la tua
 
 presenza luminosa
semplice  netta
grande mamma mia
 


domenica 10 maggio 2026

l'inchino

 

con la grazia
in effigie
son troppe lacrime
nel tempo
a consumare
il dipinto
 
il drappo
calato a maggio
che è stato più
d’un inverno
 
come sulle spoglie
un gelido tormento
 
ancora il bambino
accarezza
le dita sul marmo
piangendo
 
se spoglia
sul carro alato
il disegno
fissi i cavalli
non quel sorriso
che muovi
in rilievo
 
d’artista
la composizione
posando
dura tempera
in tela
 
della sorte
le date
 
al tuo nome
l’inchino
madre



sulle scale a maggio

 

 non salivano più
i tuoi passi stanchi
 
quelle scale
di vasi in fiore
 a maggio
con il profumo del tempo
 che t’ha portata via
 
mentre d’un lungo meriggio d’attesa
stavi in silenzio china
sulla sedia che spingevo
in giardino
 
 dove solo il vento
dalle fronde passava a salutare
 
 ma stasera lo so
verranno indietro gli anni
che hanno infisso tormento
nel cuore
 
e tutti a bussare dentro
il cratere d’una solitudine
ancora che scava
 


l'angelo

 

una sera mi fermerò
poggiando il capo
allo steccato

sul profumo di terra
stesse rughe
dei nostri campi
 
che stringevi in viso
nei pensieri
per un figlio
 
non ci ha pensato
un attimo
dio
a riprendersi l’angelo
 
 

sabato 9 maggio 2026

periferia

 

voci di cortile
non c'è più
la tua di scala
 
grattacieli in fila
a coprire anche il sole
ormai spento
il tuo
 
ecco la periferia
 
racconto duro
di vecchi soli
fiaba triste
di bambini per strada
 
cerco ogni volta
la tua figura
esile
curva
con la cesta di panni addosso
 
perchè piangi
ma non rispondevi
avvolta nel tuo scialle
di silenzio
 
un'altra storia alla fine
strozzata dal cemento
 
eppure sorridevi
donna cara
dei tuoi figli già grandi
a volare sulle città importanti
 
uomini da crescere
lontano a farsi le ossa
e quanti sacrifici
fino a calare le tue
nella fossa
 
oggi
alla tua croce
in ginocchio
sulla nuda terra
urlo senza voce

a mirare quel sorriso
non ho pace



venerdì 8 maggio 2026

foto di vecchiaia

 

dal barbiere
per quattro capelli
che rimangono
come in osteria 
ultimi amici per giocare
 
tanto dimentichiamo
briscole e carichi
finendo sempre in lite
poi c’è da bere alla salute
 di chi non ci sta più
 
la lista è lunga
 
quando torno a casa
girando largo sull’angolo
verso sera
ci sono due gatti sul muretto
che aspettano
coda dritta
così vanno bene le solite scatolette
un poco di minestra
insieme
 
ospite furtiva
senza far rumore
la notte già siede a tavola
 
mentre qualcuno
 in mezzo alle ombre di cortile
ha perso il conto di lucertole
addosso al muro
come di giorni
alla miseria
 
ma sì
posso continuare questo racconto
pedalando coperte e ansie
a letto
non so quante volte
sospirando
soffiando
come quei due compagni sul tetto
in amore
 
con una gatta di turno
pure questa luna a favore
 
 

giovedì 7 maggio 2026

stanze bianche

 

ti lascio madre
alle stanze bianche
quando abbassavi le tende
dicendo
è tempo di riposare
 
oggi monti di neve
miro in cima
a brillare
incontaminati
di grazia
 
continuando lassù
il tuo racconto
pagina dopo pagina
sfogliata al vento
 
nel silenzio d’eremo
a parlare solo eterno
 
fissa la pace
in quello sguardo
che mi donava
un cielo libero
che oggi ricerco
appena in pillole
 
l’universo
dove un trapunto
di stelle
indicava meraviglia
la notte di vigilia
 
quando cresceva devozione
allo stampo di lievito
sulla madia
 
 
 

mercoledì 6 maggio 2026

le parole del silenzio

 

a scrivere  di ieri
come sei lontana
 
poi il vuoto
tra le righe scorrendo
va a finire che sto male dentro
 
così d’una storia
imparo leggendo
il sorriso tuo d’un tempo
 
una lacrima ora
in fondo alla pagina
scendendo
e
se rimango qui
a pensarti
non si spiega a parole
 
ma solo
con quelle del silenzio
 

non mi far male

  dove non potrò mai più raccogliere il tempo   a far muffa lungo il muro del rimpianto   un'ombra si muoverà dalle altre piano sul vi...