venerdì 10 luglio 2026

saluti e baci

 

quando dalle stalle
sul vespro
chiedevano
il fieno
ma in osteria
altre bestie
su al paese
chiamavano
alle grida
 
più in là
c’erano vacche diverse
sempre dietro l’angolo
le cose migliori
 
un piccolo treno
lungo il fiume
la vecchia corriera
lassù per mille curve
fumavano assieme
alla miseria
 
e continuavo ad aspettare
quel domani
a calzoni corti
allungando le basette
o magari fumando
la prima sigaretta
ma poi come siamo cresciuti in fretta
 
sui campi di grano
quella corsa con te
e il dono d’un papavero
il bacio scappando
noi siamo cresciuti
in fondo per dispetto
 
e nostro padre
menava la cinghia
sulle gambe scoperte
 
ti volevo bene
fratello e compagno
d’una vita
sempre dietro l’angolo
e mai arrivata
 
in ritardo pure il prete
a darci l’assoluzione
se in latino sembrava
la formula migliore
 
sono scappato di casa
a giorni alterni
tornando ogni volta
curvo sui quaderni
a righe per un diario
di strafalcioni
 
ma il racconto stasera
sfoglia il vento
galoppando dai monti
in cartolina
con saluti e baci
dal collegio
tanto bastava
se ancora in castigo



giovedì 9 luglio 2026

il melograno

  

seguendo il sentiero
da te segnato
di ciottoli bianchi
nel giardino dei ricordi
mi fermo a quella pianta
di melograno
 
nel vento d’autunno
spoglia sopra il muretto
ma d’estate pronta a donare
ombra e pace
alla tua malattia
 
all’angolo di stagioni
più care
sono qui a coltivare
i nostri fiori d’affetto
componendo versi di semina
a ripassare solchi in metrica
fino ai germogli
in rima
 
ma quell’orto un tempo
nella cura d'aiole e vasi
con la tua devozione
sacra era 
poesia
 
 

mercoledì 8 luglio 2026

Quando

 

quando
la sera d’una vita stanco
torno indietro
nei passi di memoria incerto
 
quando
un brivido scuote in penombra
e comincia il freddo
a far male dentro
 
quando
sono solo insieme a tante ombre
al cenacolo dei ricordi
 
allora ascolto
nella notte che arriva
la tua assenza
 
in poltrona davanti al camino
sfogliando all’ultima luce
queste pagine
che solo tu sapevi leggere
fino in fondo
 
chiedo quale sarà
ad accompagnarmi sulla soglia
ma so già che la strada di casa
finirà per completare
il racconto
 
una lampada fuori accesa
per il tuo ritorno
le orme che ho perduto
nella bufera
il pianto che hai nascosto
la preghiera che non credo
 
quanto manca quella voce sacra
la dolce litania che mettevi sulle labbra
infine un sussurro come alito
a spegnersi di candela
 
poi fitto il silenzio al buio
rimane a battere il pendolo
un poco ancora sul corridoio
quando ho finito l’inchiostro nelle vene
e più non aspetta la carrozza fuori



martedì 7 luglio 2026

fa male il buio

 

in mezzo a questo mare d’estate
nemmeno un gabbiano
a solcare la tavola piatta
se in ospedale
volano solo carte
 
di fronte la strada
che dalla finestra chiama
e vorrei scappare 
 
un camice bianco mi fissa
e ripasso la storia
così comincia
il percorso indietro
a memoria
 
ero un giovane al cancello
di partenza
svelto il passo
in corsia
 
ora in panca
m’arrendo
alla malattia
ha vinto il tempo
degli esami
stavolta hai voglia
a scriver poesia
 
m’attendono lunghe notti
a trapanare il soffitto
e punta spezzata
scendo piano dal letto
 
esco alle stelle
in cortile
se dentro fa male
il buio a confine
 
ero abituato da solo
però qui inciampo
all’incubo
 
m’aspetta la terapia
domattina
nessuno spiega
un tubo
comunque
a che serve lottare
in ultimo
 
cerco la rima perfetta
sul finale
non trovo pace
e manco l’appoggio
di metafore
ansimando
 
i compagni andati avanti
e già sono tanti
faranno festa
al ritorno
il mio è un vaffa
sincero
una risata insieme
spaccherà la flebo



lunedì 6 luglio 2026

adesso mi manchi

 

quando
affacciati noi due sul mare
mettevi un sorriso a indovinare
quelle vele lontane
d’un nostro saluto care
 
io e te
abbracciati per sempre
eravamo scritti qui
proprio sulle pagine di questo diario
 
sorridevi
d’un soffice tormento
che mi struggeva dai giorni alle notti d’incanto
 
uomo con te
felice lo ero
completamente
ma oggi
affacciandomi sulla distesa
per un saluto a quei ricordi
che non riesco più a distinguere
nella foschia del dubbio
 
ecco
adesso mi manchi




domenica 5 luglio 2026

cantemus

 

sacra la sera
per contrade a festa
noi al cantemus 
sull’aria alle corde
tra i banchi d’intesa
 
oracolo
dai monti bianchi
il vento
come dal tabernacolo
il verbo
ascolto l’organo
a mantice
e le voci
in coro alzarsi
all’ostensorio
 
ripete la campana
sul borgo
invito alla preghiera
quando il sole
già pallido
esce di scena
e il freddo rotola
per vicoli
piazzetta compresa
con le ombre accolite
all’ora di cena
 
ferve la vigilia
del santo
vestita di luci
la madonna
in tela
noi cantiamo
altri salmi
diretti dal parroco
già il sacrestano
allo spegnicandela
 
accosterà la porta
ultima in fila
quella povera vecchia
tremando nella gobba
verso il regno dei cieli
 
adesso l’aria continua
alle note fuori
che fischia quasi neve
fa festa il cane sull’uscio
mentre un compagno mi regala
per il presepe un poco di muschio
 
scappa in fondo alla via
il primo fiocco ai fanali
ma sono io che torno
o poesia
a prendere la mano




sabato 4 luglio 2026

il mare di sempre

 

ritrovo il mare
di sempre
questa sera
che ho voglia
di camminare
 
da solo
in battigia
a raccogliere
i tuoi sassi
colorati
 
e quel silenzio
alle spalle
parlando
solo il vento
 
metti poi sul pontile
una pallida luna
finito il tramonto
e siedo naufrago
al di là delle onde
in panchina
 
alzo i baveri
a nasconder freddo
accendo una paglia
per compagnia
e sono dal tempo
vinto
 
quando miro
spiagge deserte
d'una vita
e barche
alla fonda
 
risalgo in macchina
vecchio
di tanta strada
che al volante
non reggo più distanze
 
ma sento preciso il confine
come un gabbiano
che ha smesso
di volare
becco tra le piume



venerdì 3 luglio 2026

i tuoi occhi alle corde

 

sulla distesa di dune
la notte incontri
la corrente del ghibli
che assale
le nostre tende
con onde di sabbia
 
mentre miro alle tue labbra
e fuori la tormenta
ad ingoiare carovane
è un fiume di rabbia
mica s’è vista la luna
 
poi all’alba
un sorriso nel turbante
scopro il viso
che illumina
così bello
 
è l’astro
che avevo perso
in tempesta
allora riprendiamo la marcia
gobbe alzando
i cammelli
 
solo i tuoi occhi
bastano alle corde


 

giovedì 2 luglio 2026

soffio di conchiglia

 

se mi ripete il vento

un’altra estate
al verso di mare
poi a lingue di spiaggia
con tante avventure da raccontare

cerco curvo nei cassetti
l’eco d’una storia

quel sussurro a sciogliere le vele
come i tuoi capelli
nelle carezze d’aria

a prua
segnato solo un nome
tra i cordami
tirati di voglia i nostri affanni
sempre all’albero
un desiderio battente e teso

per solcare senza sapere
pagine azzurre
d’amore con te
scrivendo le più belle

e se oggi t’amo ancora

sono qui
con la tua conchiglia stretta
il soffio sospeso
in gola
 

mercoledì 1 luglio 2026

biglietto da visita

 

all’alba
sono sveglio
m’affaccio
e di fronte
non puoi farmi questo
 
dal balcone
un pitale d’ottimo fertilizzante
giù nell’orto
 
è tradizione
salutare il giorno
manifesta l’intenzione
di coltivare
però mai accettare
dalla vecchia
un solo prodotto
 
respingo pure
dietro gli scuri
un rosa di chiarori
sull’ultima riga
 
biglietto da visita
nel momento che avverti
l'anticipo nelle ossa
di buonuscita
 
basta con torte
e candeline
già fatto ieri
un altro compleanno
 
vaffa anche all’insalata



saluti e baci

  quando dalle stalle sul vespro chiedevano il fieno ma in osteria altre bestie su al paese chiamavano alle grida   più in là c’erano vacch...