Puer Longaevus
Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante (Friedrich Nietzsche)
sabato 25 luglio 2026
venerdì 24 luglio 2026
i discorsi della luna
se esco di casa
a quest’ora
camminando solo
nel parco
è perché di notte
incontri certe ombre
a tenerti per mano
con loro si discute piano
a volte riesco
ad aprire i miei silenzi
ed in pace andiamo
sotto le stelle
d’un profumo le siepi
intorno
come disteso sull’erba
sto ad ascoltare
i discorsi della luna
sapessi quante cose
abbiamo da raccontarci
io e lei
chè amanti d’una volta
non si trovan più
mentre torno a casa
tiene pure il becco
di notizie fresche
alla fontana d’angolo
magari facendo finta di specchiarsi
poi continua a fissarmi
a letto
quando nella stanza
ho perso i nomi
e chissà le donne
sorride
giovedì 23 luglio 2026
all'arco di cicale
ombrellone aperto
in mezzo al deserto
un altro pomeriggio
giù nell'orto
occhieggia l'amica
dal muretto
all'arco di cicale distesa
crogiolando le stesse attese
m'addormento
alla graticola
cotto d'afa
zanzare e canicola
una sera più stanca arriva
guizzando via la lucertola
come un riflesso ai vetri
e il gatto al cancello
con le voci che tornano
dal vicolo
la vecchia tra i vasi
curva al tramonto
m'alzo alla fine
per una doccia
se a cena
avrò certi ospiti
la solita compagnia
d'ombre a tavola
poi un solitario a carte
chiusa l'osteria
di medesima sorte
ma non aver paura
tanto c'è luna
sui tetti
altri sogni dunque
stanotte
sul cuscino di piume
materasso a molle
ancora versi di musa
che palle
mercoledì 22 luglio 2026
uragano
coperta sulle ginocchia
ti siedi sul divano
facendo finta di niente
ma dentro cova l’uragano
sale sbattendo la porta
un lampo di ciglia
pausa la saetta
d’uno sguardo
al giornale
che scivola per terra
comincia la pioggia
ai vetri
posi occhiali
sbuffando come terra riarsa
non farà bene
altro che fuori per insalata
e niente per cena
metti in riga
ancora lacrime
e prendi solo con i gesti
l’uomo di mira
ovvio poi le urla
ma con grazia
dalla camera a perdersi
un fragore di gelosia
nella tempesta dei sensi
e tuoni a distanza
dalle nuvole in testa
piovono assolute ragioni
aspetto
solo il momento
che al buio
i ragionamenti in contorsione
non trovino sbarre d’appoggio
che insomma a singhiozzi
cessi la ginnastica delle parole
sulle questioni futili
e torni luce dopo il temporale
invece luna di traverso
ha un treno di vapori neri
e non s’affaccia la velina
esco allora in veranda
ai profumi di resina
addosso un’umida pelliccia
dalle siepi
e aspetto in poltrona
l’alba
o l'altra
martedì 21 luglio 2026
non ci crederai
potrei nascondermi
dietro discorsi inutili
nel fumo di parole
così vacue
pure futili
tanto non ci crederai
e poi
sono un giocoliere
di metrica
più strano che mai
di rime acrobata
e di traverso alle righe
contorsionista
infine
se goffo salto
d'un bacio l'apostrofo
o
di metafore manco
l'appoggio
era solo per te
la poesia
perdonami
ma sono a corto
di fantasia
e quanto costa
scrivere alla donna
oggigiorno
finendo a piè di pagina
o che sia a margine
del racconto
forse noi uomini
finiamo col confondere
il bisogno tra le gambe
con il vostro sogno
lunedì 20 luglio 2026
noi dalla vita così distanti
le sere
che venivo a trovarti
mi parlavi
ad occhi fissi
senza dire niente
noi dalla vita
così distanti
tu
mirando alla finestra
io
a cavalcare
le nuvole
che mettevi
d’uno sguardo
assente
lontano
ma una sera
tremando il bicchiere
a bagnare le labbra
hai sussurrato
alla febbre che risaliva
vai
galoppa per me
ho rivisto il cavallo
fremere
nel palmo della mano
quando fiera
d’una casa
tenevi le redini
e m’aspettavi
come sempre
in fondo alla strada
solo che quella volta
non c’eri
lì
ho smesso di vivere
domenica 19 luglio 2026
malati del tempo
la vecchia valigia
legata d’uno spago
tanto non si chiude
per quanti ricordi
voglio abbandonare alla stazione
mentre ti guardo fissa
madre al di là del tempo
smarrita
e piango riverso sulla panchina
aspettando l’ultimo treno
il bagaglio a mano pesante
nelle tasche vuote
un poco di fumo
nei bronchi il fischio
d’affanno
ma quelle stagioni
perdute indietro
fanno male davvero
se più belle
sotto la pensilina
correndo alle stelle
dove non ti ho trovata
mai conosciuta
però inventata
un solo momento
e la follia
abita ogni sala
d’attesa
per noi malati
del tempo
sabato 18 luglio 2026
donna d'estate
titoli in coda sul muretto
lascia il giorno
come lucertola che scappa
e più non ascolto oltre le canne
l’arpeggio di cicale
lungo il fiume sonnolento
muto pure il vicolo
dove cadono stecchite
ombre al forno
la sera che arriva
sudata alla fonte
è donna d’estate
spighe d’oro nei capelli
segnata la schiena di creta
lunghe braccia sui fianchi
mirando all’amore
con occhi grandi
da girasole
poi alle labbra
quel sorriso di freschezza
gonfia d’una brocca in testa
scoprendo gocce ai seni
svanite sulle cosce
di roventi passioni
ma sono umori
quando la possiedi
lacrime
adesso che non ho più
da godere
il secreto dell'amore
venerdì 17 luglio 2026
per cena
rimane l’afa
un meriggio d’estate
con il mare lontano
e una voglia di te
qui tra le carte sul tavolo
e quando arriva la sera
a scalare d’ombre
il terrazzo
allora m’affaccio
alle colline che fumano
roventi al fieno
agli ulivi
che decorano
alle querce
che sono lo stemma
alla vita insomma
che aspetto
ma non torna
come la tua figura
all’ultima curva salendo
dalle passeggiate
insieme
e una lacrima
m’aspetta adesso
per cena
giovedì 16 luglio 2026
cronaca da sdraio
la solita storia
d’estate
nella sala da ballo
sul mare
la tua voce
in penombra
i baci e le promesse
mancate
ora che la stagione
in spiaggia
ricomincia
se aprono ombrelloni
chiacchiere e saluti
di rimando
cronaca da sdraio
mi manchi
solito caffè alla rotonda
forse un gelato
e sul marciapiede
arriva un gabbiano
tra i tavoli mendicante
mi sembra di riconoscere
un compagno
precise le grida
d’altri in volo
nel branco
oggi ascolto
una voglia
di mettere le ali
per venirti incontro
alla stazione
ancora valigie
se quella volta
eri così scura
partendo
quasi veniva a piovere
dalle tue ciglia
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l'alba allo specchio
l’acqua riversa tra le canne cominciando il vento a battere monotono rosario la luna sfiora altre nuvole e sogni ribelli rimasti sospesi...