domenica 5 luglio 2026

le forme dell'incanto

 

cerca la sua luna
una stella perduta
tra le pieghe del cielo
 
quando si incontrano gli astri
alle bocche d’universo
e la cornice è tutto il mistero
 
perchè nessuna notte
potrà mai raccontare
amanti perduti
rincorse e battiti
come tante ombre
cinte d’estasi
 
ora la mano d'artista
poggia sul quadro
le forme dell'incanto
nuda posa una donna
e in quel disegno
ci sono i tratti del plenilunio


sabato 4 luglio 2026

il mare di sempre

 

ritrovo il mare
di sempre
questa sera
che ho voglia
di camminare
 
da solo
in battigia
a raccogliere
i tuoi sassi
colorati
 
e quel silenzio
alle spalle
parlando
solo il vento
 
metti poi sul pontile
una pallida luna
finito il tramonto
e siedo naufrago
al di là delle onde
in panchina
 
alzo i baveri
a nasconder freddo
accendo una paglia
per compagnia
e sono dal tempo
vinto
 
quando miro
spiagge deserte
d'una vita
e barche
alla fonda
 
risalgo in macchina
vecchio
di tanta strada
che al volante
non reggo più distanze
 
ma sento preciso il confine
come un gabbiano
che ha smesso
di volare
becco tra le piume



venerdì 3 luglio 2026

i tuoi occhi alle corde

 

sulla distesa di dune
la notte incontri
la corrente del ghibli
che assale
le nostre tende
con onde di sabbia
 
mentre miro alle tue labbra
e fuori la tormenta
ad ingoiare carovane
è un fiume di rabbia
mica s’è vista la luna
 
poi all’alba
un sorriso nel turbante
scopro il viso
che illumina
così bello
 
è l’astro
che avevo perso
in tempesta
allora riprendiamo la marcia
gobbe alzando
i cammelli
 
solo i tuoi occhi
bastano alle corde


 

giovedì 2 luglio 2026

soffio di conchiglia

 

se mi ripete il vento

un’altra estate
al verso di mare
poi a lingue di spiaggia
con tante avventure da raccontare

cerco curvo nei cassetti
l’eco d’una storia

quel sussurro a sciogliere le vele
come i tuoi capelli
nelle carezze d’aria

a prua
segnato solo un nome
tra i cordami
tirati di voglia i nostri affanni
sempre all’albero
un desiderio battente e teso

per solcare senza sapere
pagine azzurre
d’amore con te
scrivendo le più belle

e se oggi t’amo ancora

sono qui
con la tua conchiglia stretta
il soffio sospeso
in gola
 

mercoledì 1 luglio 2026

biglietto da visita

 

all’alba
sono sveglio
m’affaccio
e di fronte
non puoi farmi questo
 
dal balcone
un pitale d’ottimo fertilizzante
giù nell’orto
 
è tradizione
salutare il giorno
manifesta l’intenzione
di coltivare
però mai accettare
dalla vecchia
un solo prodotto
 
respingo pure
dietro gli scuri
un rosa di chiarori
sull’ultima riga
 
biglietto da visita
nel momento che avverti
l'anticipo nelle ossa
di buonuscita
 
basta con torte
e candeline
già fatto ieri
un altro compleanno
 
vaffa anche all’insalata



martedì 30 giugno 2026

stagione di mare

 

profumi di giardino
alla brezza che sale
mentre sul muretto
di confine guizza
l'amica lucertola
e di lontano
tra l'edera
mi sta a guardare
fissa
 
adesso a finestre aperte
comincia la stagione di mare
così prendo la vecchia bici
e rumore di catena
pedalo a fatica
arrivando in spiaggia
 
dopo l'inverno
regge lo stabilimento
ancora una mano di vernice
più il sorriso della barista
e d'altro non ti dico
se a tutti piace
 
siedo interi pomeriggi
a contare barche
chiacchiere
e le solite carte
 
mai un asso
però un bicchiere
anche mezzo toscano
me li faccio lo stesso
 
tornando la sera
sulle scale ascolto ad ogni piano
voci di partenze
come si sprecano viaggi crociere
 
invece mi chiudo dentro
e qui sul divano in silenzio
preferisco quei discorsi
che si faceva un tempo
noi due muti
ad amare stretti
stretti



lunedì 29 giugno 2026

l'orchestra

 

quando finirà la musica
sul palco degli anni
e tanti
rimarrà l'eco
a dirigere l'orchestra
ai fiati
sussurri d'un tempo
agli archi
teso il nostro amore
 
da vecchio imparando ancora
accordi nella combinazione
di due cuori
 
a volte sul leggio
la partitura
lasciando muta
se non bastavan le note
ad amare
 
m'inchino alla fine
del concerto
per chi è andato
avanti
in una sinfonia
d'intenti
addosso pure
non pochi stenti
 
a mia madre
che dirigeva
maestra
una vecchia orchestra
di piatti mestoli ottoni
d'altra epoca strumenti
e lamenti
 
ad un padre
la bacchetta
precisa
sullo spartito
 
al fratello
di gran cassa
l'effetto straordinario
a vibrare sul finale ardito
o scherzo musicale
 
ed è venuto giù
il sipario
 
 

le scarpe del contadino

 

 in fondo ai calzoni
 prima di partire
 
non volevi scarpe
ma solo piedi nudi
da contadino
 
così di pelle dura
si va scalzi a zappar
campi di luna
 

a piccole dosi il compleanno

 

 alla mia età
va preso
a piccole dosi
il compleanno
 
un giorno diverso
ti volti
e una lacrima nascondi
al fornice
 
al bivio invece
vorresti tornare indietro
ma il programma va avanti
 
mattina al cimitero
con la visita ai cari
non reggo allo sguardo
mi fissano
e scappo malfermo
 
salto pranzo
e tutto il pomeriggio
recito con la lucertola
sotto il pergolato
noi fissi agli anni
che pendono secchi
dai tralci
 
quel disegno o giro di vite
è il mio abbozzo
ovvio che come l’amica non chiudo occhio
 
la sera infine mi invitano a tavola
ci sta il brindisi e il discorso
amici parenti qualcuno di lontano
allo schermo
 
agita la mano e un bacio
di rimando uso il fazzoletto
butto via il bastone
ma sono diversamente giovane
per bacco
 
così riempio il bicchiere
se a fianco anche il cane
dimena la coda
 
un accenno ma lasciamo perdere
d’affanno in gola


domenica 28 giugno 2026

la partita

 

consumando ruggine
i cardini al cancello
sento cigolare nelle vertebre
il tempo
 
adesso che le stagioni
e tante sono trascorse
alla schiena
d'un lampo
scatta il brivido
stasera al parco
 
quando tra mucchi di ricordi
ad ingiallire
giocando un tempo i figli
oggi scappano nipoti
rincorrendo il futuro
che non vedrò
più arrivare
 
e qui da solo in panchina
ormeggio stanco
lo scafo rotto alle bufere
albero spezzato
come strappate le vele
 
indomita però la voglia
di scendere in campo
anche con l'affanno
così stacco le catene dal molo
 
questa vecchiaia opprime
e magari affondando a largo
mi metto  ancora sulla distesa
controllando il timone
ad indicare la rete
 
se un bambino ride
quando cado
non sa che la vita
ci ha già fregato
la partita


le forme dell'incanto

  cerca la sua luna una stella perduta tra le pieghe del cielo   quando si incontrano gli astri alle bocche d’universo e la cornice è tutto ...