venerdì 9 gennaio 2026

ali di bruma

 

esce stamani
dalle pagine del racconto
Colò
il vecchio spazzino

ali di bruma al grigio mantello
nei lenti giri di ramazza
tra mucchi di ricordi
salutando l’autista
di corsa sulla piazza

caffè chiuso a quest’ora
fisso il monumento di storia
come al davanzale
il volo di migranti

quasi nevica
muto il passero all’alba
di freddo infagottato

e se dalla persiana
un brivido rosa
inganna a denti stretto

così m’aggomitolo ancora
a letto



giovedì 8 gennaio 2026

appuntamento con la follia

 

che strano
un appuntamento
per caso
con la follia
 
mani in tasca
baveri alzati
all'aria
gelida dal mare
in faccia
 
forse la mente
lascio spalancata
un poco all'idea
che tu sia
ancora mia
 
magari aspettando
all'angolo
occhi chiusi
di polvere o sabbia
l'incontro
con quel bacio
sulle labbra
 
un nodo in gola
quando sento
dentro
la voglia
 
ma di rumori
il vento
come imbroglia
 

mercoledì 7 gennaio 2026

solitudine

 

accolgo di notte
sul prato stellato
una grande luna
a specchiare
neve e gelo
 
mentre accompagno
betulle bianche
ancelle di purezza
all’altare spose
d’inverno
e dai vetri
raggiungo il candore
delle cime
 
dove si staglia
il viso
della mia donna
come al chiarore
un tormento insonne
 
ripasso il cielo
nel trapunto acceso
poi sulla strada
accosto d’un lampione
solitudine
 


amaro in bocca

 

luci in ogni stanza
d'un freddo inverno
 
la notte dei discorsi
poi muti verso l'alba
tutto spento
 
più nebbia
dentro
che in veranda
 
ci ha convinto
il silenzio
sul mattino d'amaro
in bocca
 
mai fatto bene
quel caffè
sempre di corsa
 
uscendo
in cronaca
già divisi
 
un'aria trasognata
io
alla fermata d'angolo
 
tu in mini
tacchi a spillo
sgommando

 
 

martedì 6 gennaio 2026

saggio di neve e befana

 

 

muove magia
al frullo d'ali
cadendo polvere
gelata dai rami
 
sui giardini a ripetere
stagione di neve
disegni strani
 
cerco alle siepi un pertugio
coda dritta
liberando il segugio
 
pure lassù mirando
alle cime curve
dove lei posa
la scopa al saggio
 
ma stamani solita stampa
d'orme in colonna
sulla coltre bianca
 e
della befana
alcun passaggio
 
 

lunedì 5 gennaio 2026

la notte è lunga

 

la sera
quando sei sola
e guardi
stanca la tv
sul divano
 
un pensiero
e provi su altri canali
tanto non va via
l’immagine
 
se umide le ciglia
ripensi a quella stagione
di mare
con le poesie e la chitarra 

come note scritte
e cantate
più le nostre facce
di luna stampate

ora stringi il telecomando
fumi nervosa
ti butti addosso un plaid
chiudi gli occhi 

poi ti fai un caffè
la notte è lunga
ma via la foto
dalla mensola
chè so venuto male
in posa



domenica 4 gennaio 2026

dilettanti

 

c’era una volta
la secchia piovana
dove navigavano
in fondo al tubo
piccole barche  di carta
 
poi hai spinto la macchina
giù nei vicoli a pedali
 
era inverno
ricordo il cappotto
strappato all’ultima curva
tu ridevi
già di nostro padre
era pronta la cinghia
 
il primo motore
l’abbiamo acceso
insieme sul banco
come una sigaretta di nascosto
baffi neri d’olio
 
a scoppio questa vita
t’è scappata di mano
volante da corsa
per l’alloro
 
però la storia non si ferma
nemmeno sul marmo
per chi ha tagliato in fondo
il traguardo
 
e noi che abbiamo guidato un brivido
rincorso il tempo
t’aspettiamo al caffè
ancora
categoria dilettanti
cilindrata a litri di lambrusco
 
 
 

sabato 3 gennaio 2026

sui libri di storia

 

vanno sull’asfalto
nude stasera
orme di pioggia
umori strani
 
o uno dei tanti apparecchi
volati via dalla finestra
a perdere lacrime
per raggiungerti
 
amore che ho studiato
sui libri di storia
al liceo
i preti intorno
a dir messa
 
sognato
nei silenzi di camerata
persa poi d'una vita
la scommessa
 
rincorrendo una donna
e non sapendo amare
sono finito
contro la vecchiaia
a farmi male
 
ma basta con le poesie
urlo
lanciando carte



vecchio sofà


una volta
sul divano di canapa
a molle
 
ora di quale stoffa
è il mio tempo perso
 
a coltivare ozio
mirando nuvole
come ascoltando
comodo sul cuscino
la pioggia in giardino
 
o forse rincorrendo un desiderio
che mi scappa al cancello
e non puoi fermarlo
 
scalpita
preciso un cavallo
che monti
solo tu in sella
 
e criniera al vento
vola via
galoppando
più in là
 
io
rimango
qui
affezionato
al vecchio sofà
 
 

un certo effetto

 

quattro medaglie di gelo
sulla rete
luccicano al sole
dopo la bufera
 
i pali della staccionata
a portare cuffie bianche
in fila
fanno un certo effetto
come altre gobbe
spettinando neve
il vento sull'orto
 
goffo pure il camino
sepolto d'un manto
fino alla grondaia
che aguzza pugnali
di ghiaccio
 
segue al crepitio
un tonfo
 
nel silenzio
ogni volta
più sordo
  
 

ali di bruma

  esce stamani dalle pagine del racconto Colò il vecchio spazzino ali di bruma al grigio mantello nei lenti giri di ramazza tra mucchi di ...