lunedì 16 marzo 2026

vespa o lambretta

 

la sera al dettato
per campi in riga a primavera
non passa più
sulla strada bianca
la vecchia corriera
 
mentre risalgo vicoli
della nostra storia
quasi d'album sfogliando
foto a memoria
 
come un bambino
puntando il dito
alle nuvole in fila
tra una lacrima
e in cortile
le grida
 
siamo cresciuti
in fretta
quando c’era voglia
di fumarci una sigaretta
 
con le fughe in vespa o lambretta
senza un soldo in tasca
ma dove finivano
se non alla vecchia osteria
da Lido
sulla porta da bora
e
quanto faceva freddo
calzoni corti
sciarpa e pastrano
a riscaldarci la cinghia di nostro padre
sulle gambe
 
e questa sera siamo vissuti
al bastone
tu allo spigolo del convento
per la solita minzione
mentre ti chiamo
risponde un’ombra
 
dove finiscono anni migliori
come una pisciata
controvento
sullo spiazzale delle monache
bagnato il tormento



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