domenica 15 marzo 2026

il mio inverno

 

guardo verso il mare
stamane che sento
al primo freddo di stagione
perduto il tempo migliore
 
d’estate con te sulla spiaggia
in cima ai desideri
lucertola calda
a sfogliare pelle d’oro
 
con i gabbiani festosi intorno
volavano i giorni
i baci ma quante emozioni
 
adesso a far rima
scendono lacrime
ai vetri
e di metafore
sono stanco
 
l’inverno della vita
è un brivido lungo
alla schiena
quando accosti
al camino
in silenzio la veglia
 
un ritmo
sonnolento
d’attese
e ricordi
interrotto
dal vento
che passa
a salutare
dall’orto
 
e quelle braccia
scarnite all’osso
mandano saluti
in fila
dalla terra secca
al gelo
sporgendo
sulla corteccia
nodi precisi
reumi di vecchiaia



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