martedì 2 giugno 2026

festa della patria

 

in quel lungo treno diretto al confine
avevi lasciato il tuo amor per reticolati bombe e mine
mio vecchio artigliere ora seduto
a fumar  ricordi d’un compagno perduto
 
sei lontano in divisa a quella stazione
dove scaricarono fucili e una illusione
di tornare come una volta finita la guerra
dalla tua bella a casa e nella tua terra
 
ma la patria ci ha chiamato alla difesa
di monti lontani dove la neve è scesa
assieme all’odio e allo straniero
e devi combatterlo mio vecchio fiero
 
mi racconti di assalti e baionette
scoppi morti disperazione
la fame e il gelo dentro le gavette
notti intere in trincea o in azione
 
sempre nella mira d’un ritorno
ancora pregando nel petto
come fai ora d’una medaglia adorno
di stender le membra su quel diretto
 
che porti via anche il tuo ricordo amaro
in un giorno di festa per la gente
non per te  che nel silenzio pagato caro
spari più profondi hai nella mente
 
solchi di solitudine abbandono pensione
per un obolo soltanto da compassione
 
 

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